De Gasperi di lui disse: "Non e' una volpe, e' una faina..." E' morto all'eta' di 94 anni. Non ci saranno funerali di Stato ne' camera ardente. E' stato sette volte presidente del Consiglio, otto... (leggi tutto)
De Gasperi di lui disse: "Non e' una volpe, e' una faina..."
Che quello Letta sia l’unico governo possibile, passi. Ma che sia capace di fermare lo spappolamento italiano è altra cosa. Posto che Berlusconi ha fallito vistosamente, e il PD di Bersani ha dato prova di intelligenza machiavellica da osteria.
Tutti evitano ancora di inquadrare l’Italia dall’angolazione di sprechi, furti e privilegi che la mostra come un acquedotto bucato, in cui la ricchezza dei contribuenti entra a fiumi, ma in casa dei poveri e onesti arriva col contagocce del farmacista.
Come dire che in Italia viene raccolta e sprecata una quantità persino eccessiva di risorse finanziarie dovendo dissetare 60 milioni di italiani, ma in casa a 15-20 milioni di cittadini, il rubinetto spara solo liquami di fogna, cambiali, intimazioni di sfratto, bollette morose, pignoramenti, sequestri e quanto altro, mentre alcuni fanno fatica a gestire l’allagamento di lingotti.
Quindi lo Stato che ha l’obbligo costituzionale di provvedere singolarmente ad ogni cittadino in difficoltà, garantendogli una famiglia e una vita dignitosa; invece di “pompare” ricchezza nelle case dei poveri, manda le sue idrovore Equitalia a “succhiarsela”, requisendo a colpi di pignoramenti persino le elemosine che sono riusciti a raccattare. Persino i giocattoli usati dai bambini: biciclettine e bamboline rotte: roba da vergogna nazionale.
Uno Stato che arriva a tassare, senza sapere quanti debiti ha, e prescindendo dalla quantità e qualità dei servizi realmente erogati alla singola famiglia e al singolo cittadino, non può che essere una repubblica delle banane in putrefazione.
Nessun amministratore sarebbe tanto irresponsabile da non accorgersi che le tasse finiscono in un acquedotto scolapasta, che eroga liquami ai poveri e lingotti ai ricchi, e poi passa ad imporre tasse uguali per tutti: per il carabiniere che salva vite umane rischiando la propria, e il banchiere usuraio che arrischia la vita altrui, svuotandogli il portafoglio.
Uno Stato così è pensato dagli idioti e per gli idioti. E va ripensato prima che governato, aggiungendo si un po’ di peso tributario sul groppone dei ricchi, ma con gradualità e intelligenza, evitando la stessa esagerazione che ha devastato la produttività di un intero popolo, tassando le perdite dei piccoli imprenditori dove mancano profitti. Costringendoli a pagare le tasse sulle perdite, con i soldi degli usurai, non potendoli avere dai banchieri. A questa gente suicidata o rovinata, chi farà mai giustizia?
Quindi, i politici che rinunciano a fermare sprechi, ruberie e privilegi all’acquedotto Italia, e continuano a riempirlo di refurtiva con tasse rapina che istigano gli imprenditori al suicidio, assassina in un colpo solo popolo e Stato.
Se la lotta all’evasione è davvero la giusta politica per i problemi italiani, perchè la ricchezza sottratta allo Stato è realmente di 100-150 miliardi di euro; delle due l’una: o gli addetti del fisco sono incapaci cronici, visto che l’evasione resta malattia incurabile; oppure sono corrotti e continuano a perseguitare chi non ha nemmeno gli occhi per piangere, fino ad istigarli al suicidio, per continuare a proteggere chi gli versa copiose tangenti assicurandosi arricchimento e impunità.
E una politica che conta ancora di approvvigionarsi di ricchezza riempiendo l’acquedotto bucato con la lotta all’evasione, invece di lottare contro sprechi, appropriazioni e privilegi criminali; è politica incosciente e autolesionista che predispone le condizioni per la sua e l’altrui distruzione.
Un milione di posti di lavoro perduti in un anno, centinaia di piccoli imprenditori suicidi, imprese che falliscono a fiumi e multinazionali che licenziano e scappano, la dicono lunga sulla intelligenza economica e fiscale della nostra classe politica.
E a questo punto non ci resta che domandarci: lavoratori e pensionati subiscono un carico fiscale dell’85%; ma sono gli imprenditori col 15% a suicidarsi, fallire o scappare. Pensate che siano diventati idioti in massa gli imprenditori italiani, o il sistema Stato con il suo carico di sindacalisti, burocrati, politici e giudici è quella feroce dittatura della maggioranza profetizzata da Tocqueville e sta sterminando l’imprenditoria italiana?
Il programma politico del Presidente Letta, a parole sembrava il migliore dell’ultimo mezzo secolo. Ma alla fine anche lui ha ceduto alla tentazione di salvare l’Italia raschiando il fondo del barile con la lotta all’evasione, pignorando bamboline. E che Dio salvi gli italiani !
I mestieri degli attuali parlamentari
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Cittadino Mastrangeli (e cittadini del Movimento 5 stelle),
siamo un piccolo blog di matti, radicali, liberali, trasversali. A volte di sinistra a volte di destra. Detestati dagli establishment delle opposizioni e dei governi, tra loro complementari. Per questa nostra follia contromano ci siamo beccati di tutto, anche dai vostri sostenitori.
Quello cui abbiamo assistito a proposito dell’espulsione del cittadino Mastrangeli è un doppio imbroglio. Da un lato un processo pubblico alle ragioni di un eletto al Senato della Repubblica, accusato dai suoi colleghi di movimento, di gruppo di partito, di dire la sua durante programmi televisivi. Questo è il fatto più importante: se le regole ed il conflitto vengono portate in pubblico, in streaming, non appartengono più solo al movimento, ma a tutti quelli che guardano. Dall’altro considerato che si tratta di eletti del popolo, anche il modo in cui vengono giudicati appartiene al popolo ed alle leggi emanate attraverso i suoi rappresentanti (per brutti sporchi e cattivi che siano o che li giudichiate). Non ci sono sedi di giudizio extralegali.
Dunque la nostra solidarietà con un eletto del popolo è totale ed il rispetto della legge e della libertà di parola a coscienza sono obblighi ed ideali fermissimi. Solo al popolo spetta decretare l’espulsione di un suo rappresentante dal Parlamento.
Non nascondiamo però l’assalto e l’avversione per altri motivi al Movimento 5 Stelle. La nostra solidarietà con Mastrangeli non è funzionale all’obbiettivo di criticare il Movimento creato da Beppe Grillo, cui portiamo rispetto innanzitutto per il numero enorme di cittadini che gli ha affidato la sua delega e anche perché sostiene alcune esigenze che molti di noi condividono. Il rispetto per la rappresentanza è fondamentale anche quando il Movimento non dimostra di rispettare altri.
Tuttavia, proprio perché ci sono cose che non condividiamo e avversiamo, non ci piace che si confondano i due piani. Ci sono partiti e movimenti la cui trasparenza, legittimità e rispetto per componenti ed elettori è egualmente (o meno o più) deficitaria. Difficile che possano impancarsi a giudici dell’ultim’ora facendo i puri con la democrazia degli altri.
Voglamo solo riaffermare due cose: la prima è che per noi la libertà di espressione è sacra non ci sono zone franche, dunque stiamo con Lei, cittadino Mastrangeli senza se e senza ma e le offriamo spazio quando voglia, e su qualunque cosa voglia, sul nostro blog. Su questo come su altri argomenti.
La seconda è che le ragioni e i torti del Movimento 5 stelle per noi sono come quelle di tutti i movimenti e partiti: vogliamo discuterle senza ipocrisie e vogliamo che siano i cittadini a giudicarli. Dunque porte aperte anche a voi.
Una sola considerazione aggiuntiva: secondo noi andando da Barbara d’Urso, Mastrangeli lavorava per voi, meglio di tanti altri. Ripensateci che è meglio. Oppure no. Tocca a voi.
L'ambasciatore ha riferito i piu' recenti sviluppi della questione Pagina 6 di 73
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