Pioggia di critiche sulla dichiarazione del premier Monti a Matrix. Bersani: "Posto fisso monotono se ce l'hai, se no e' desiderabile" Latorre (Pd): "Una sciocchezza". Borghesi (Idv): "Parole inopportune e inappropriate". Storace (Destra): "Lui senatore a vita ha il posto fisso". Twitter insorge. Al via il confronto tra governo, sindacati e imprese sulla riforma del lavoro. Fornero: "Dialogo o avanti da soli". Passera: "Art. 18 sara' uno dei temi". Donne e lavoro, e' allarme: meno 45mila giovani occupate in primi 3 trimestri 2011
Roma, 2 feb. Divampa la polemica politica e sul web sulla dichiarazione fatta da Mario Monti durante la sua partecipazione al programma Matrix a proposito del posto fisso definito dal premier "monotono".. Da Facebook a Twitter, il popolo di Internet ha immediatamente crocifisso il Premier, ma critiche sono arrivate anche dai partiti e dai sindacati. A partire da Susanna Camusso, per la quale "in questo momento ci sarebbero in Italia tantissime persone che sarebbero felici di annoiarsi ma ce ne moltissime che non si possono annoiare perche' stanno cercando disperatamente un posto di lavoro". "Piu' che fare delle battute -tuona la leader della Cgil - bisognerebbe indicare loro quale strada il Paese intende intraprendere".
Sul fronte politico dura la reazione del Pd. "Il posto fisso diventa monotono quando uno ce l'ha, e ti puoi guardare intorno. Quando non ce l'hai e' desiderabile", commenta infatti il segretario del partito Democratico Pier Luigi Bersani, che poi sottolinea: quella del premier e' stata "una battuta. Il pensiero di Monti, che conosco, e' un po' piu' articolato". Desisamente piu' critico, Nicola Latorre per il quale "e' stata una delle peggiori performance televisive del presidente del Consiglio. Teorizzare che la societa' non e' dinamica perche' c'e' l'articolo 18, perche' c'e' il posto fisso e' una sciocchezza. Teorizzare che il posto fisso e' noioso credo sia discutibile e io non la penso proprio cosi'". Mentre il senatore del Pd ed ex ministro del Lavoro Tiziano Treu cerca di ridimensionare la polemica: "Non credo proprio che Monti abbia voluto tessere l'elogio della precarieta'. E credo che il premier volesse dire che il posto fisso non esiste piu', e questo lo si sa, e che per quanto riguarda la necessita' di cambiamento del posto di lavoro, se questo e' volontario ed e' legato a un arricchimento professionale, si tratta di una dinamica gia' presente in molti altri Paesi". Quello che pero' "e' veramente importante - conclude l'ex ministro - non sono le parole, ma i fatti: stiamo a vedere cosa si fara' nell'ambito della riforma del mercato del lavoro". Dal canto suo Anna Finocchiaro osserva che "il mondo del lavoro e' cambiato", ma "un posto sicuro bisogna averlo, su cui contare per un'esistenza libera e dignitosa, che ti consenta di fare qualche progetto per la tua vita, e mi riferisco soprattutto alle ragazze e ai ragazzi italiani. E' una questione troppo importante per essere banalizzata".
Parla invece di un "Monti invasato irresponsabile che guarda alla societa' dal buco della serratura di una banca", Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, che aggiunge: "Il suo attacco al posto fisso, in un momento in cui la gente ha paura del domani, e' tipico di un signore ricco che letteralmente non sa come vivono le persone normali. Ed e' anche -prosegue- un affronto ai giovani: ma quale monotonia? Lo vada a dire alle centinaia di migliaia di precari, sfruttati, sotto pagati, senza diritti. La flessibilita' in Italia e' stata declinata solo e soltanto come precarieta': ed e' vergognoso che un premier usi certi termini di fronte al dramma di tanti lavoratori".
Critiche anche dall'Idv. Per Antonio Di Pietro Monti "prova a fare il furbo ai danni di milioni di ragazzi. E' come dire a uno che non mangia da giorni che la dieta fa bene". "E' molto sgradevole" scrive il leader Idv sul suo blog, perche' il premier "non lo dice a professionisti che possono scegliere tra un lavoro ben pagato e un altro" ma a "ragazzi e disoccupati". Mentre per Antonio Borghesi "le parole" utilizzate da Monti sono "inopportune e inappropriate". "Mia figlia ultra trentenne vive di lavori precari. Monti ha sbagliato profondamente e dovrebbe chiedere scusa a tutti quegli italiani che in questo momento vivono un momento estremamente difficile", ha detto. Sulla stessa linea Massimo Donadi per il quale "'ce' una distanza siderale tra le parole di Monti e la vita quotidiana della gente normale che sa bene, che se perde il posto di lavoro, trovarne un altro non e' un passatempo ma una vera e propria tragedia".
Ironico il segretario de la Destra, Francesco Storace: "Quando si parla del problema lavoro a me vengono i brividi perche' e' un problema sociale serio. Monti non avra' tempo per annoiarsi perche' fara' il senatore a vita e avra' il suo posto fisso, quindi dovrebbe fare molta attenzione quando usa le parole". "Mi indigno per la leggerezza con cui vengono dette certe cose -aggiunge Storace- davvero Monti pensa che si possa saltellare da un lavoro all'altro con tanta facilita' come accade negli altri Paesi?".
E cosi' come i giovani si sfogano sul web, si affida a Facebook e Twitter anche il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti: ''Il posto fisso e' una noia? Battuta infelice. Credo che la vera tragedia in Italia sia la disoccupazione e il lavoro precario''.
La frase di Monti, sostiene invece il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, "e' fra virgolette provocatoria" e "mira ad aprire un grande dibattito su questo tema nel Paese". Chi "fa finta di non vedere i mutamenti in atto in tutte le societa' puo' scandalizzarsi. Ci sono sepolcri imbiancati che si scandalizzano, ma bisogna guardare alla sostanza", ha aggiunto ed ha osservato: ci sono "mutamenti a cui bisogna rispondere con leggi adeguate".
Non e' "affatto stupito" infine Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta': ''Lo ripetiamo da tempo: Monti e' la variante colta della destra europea. Questa volta e' pero' anche la variante sgraziata di quella destra. I milioni di giovani e meno giovani - prosegue il leader di Sel - che hanno a che fare con quella vera piaga sociale che si chiama precarieta' , non si meritano certo tale considerazione da parte delle istituzioni. Una cosa e' chiara - conclude Vendola - un'Italia migliore non la si puo' certo costruire su questi propositi".
Dal Pdl arriva invece una timida difesa. "Ho una grande simpatia per il luogo comune di Monti perche' e' coraggioso", commenta l'ex ministro Renato Brunetta ricordando che anche lui ha detto "tanti luoghi comuni e sono stato crocifisso, insultato ma anche apprezzato, dai fannulloni ai panzoni e cosi' via: ma questo Paese, soprattutto la stampa, ha dei tassi di ipocrisia spaventosi".
Dal canto suo un altro ex ministro di Berlusconi, Giorgia Meloni, sottolinea invece che "Monti sa benissimo che i giovani non inseguono piu' da tempo la chimera del posto fisso. Ormai, loro malgrado, se ne sono fatta una ragione. Chi sembra invece non averlo capito sono le banche e gli istituti di credito che, senza busta paga e, appunto la garanzia di un lavoro a tempo indeterminato, non fanno nulla e non concedono mutui per l'acquisto della prima casa. Il nodo quindi non la mobilita', ma il precariato e l'instabilita' del posto di lavoro, che rendono la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze al primo impiego, figli di un dio minore dal punto di vista delle prospettive di vita".
Le dichiarazioni del premier non destano meraviglia nell'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: Monti ha ragione, "nessuno scandalo. Il Presidente Monti - spiega Sacconi - ha correttamente constatato che nelle economie moderne cambiano velocemente i modi di produrre ed organizzare i beni e i servizi cambiando conseguentemente i rapporti di lavoro. Ed ha ancora ragione quando indica ai nostri giovani il diritto e il dovere di cogliere tutte le opportunita' che questi cambiamenti inducono perche' le insicurezze possono essere rovesciate in sicurezze attraverso la possibilita' e la volonta' di accedere alle competenze".
E se per il capogruppo di Fli alla Camera Benedetto Della Vedova, ha "offerto un pretesto a quanti vogliono in realta' impedire a Monti e al ministro Fornero di realizzare" la riforma del mercato del lavoro, per Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, "dobbiamo fare i conti con la realta' e prendere atto che il posto fisso non esiste piu'".
(Adnkronos)
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