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Caso Maro', ricorso rinviato al 26 luglio Entro 7 giorni decisione su trasferimento

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India
La Corte suprema di New Delhi rimanda a dopo la pausa estiva la questione della giurisdizione da applicare a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ma ordina al governo del Kerala il loro trasferimento in una sistemazione adeguata. Il ministro Terzi: "Sviluppi positivi su detenzione"

Roma, 9 mag. Slitta al 26 luglio la decisione della Corte Suprema di New Delhi sul ricorso presentato dall'Italia in merito alla giurisdizione da applicare ai maro' Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti dallo scorso 20 febbraio in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani. Il nuovo rinvio e' dovuto al periodo di vacanza che, dal 14 maggio al 2 luglio, si prendono i giudici indiani. Il tribunale, tuttavia, ha ordinato allo stato del Kerala di decidere entro una settimana il trasferimento dei due militari in un luogo diverso dal carcere di Trivandum.

Una decisione, quest'ultima, che per il ministro degli Esteri, Giulio Terzi "segna sicuramente uno sviluppo positivo, perche' offre la possibilita' di condizioni di detenzione molto migliorate, uscendo dall'istituzione carceraria". Inoltre, ha proseguito Terzi, la decisione della Corte "offre anche la possibilita' del prosieguo di un percorso giudiziario che apra veramente ad altre prospettive. Naturalmente -ha sottolioneato il ministro- quella del ritorno a casa dei maro' e' quella che ancora perseguiamo".

"I tempi -ha detto ancora Terzi- non sono ancora rapidissimi, ma credo che sia la dimostrazione di un grandissimo lavoro che sta facendo il team negoziale a New Delhi e anche a dimostrazione del fatto che le tesi sul piano giuridico che noi continuiamo a proporre cominciano ad avere maggiore ascolto".

Ieri il ministero degli Esteri indiano ha invitato la Corte a respingere la richiesta dell'Italia, affermando - secondo quanto riporta Times of India - che il codice penale indiano deve essere applicato nei confronti dei due militari italiani per un incidente che sarebbe avvenuto all'interno delle 200 miglia nautiche dalle coste indiane e non in acque internazionali. In un memorandum lo Stato indiano ha inoltre contestato il diritto dell'Italia a rivolgersi al massimo organo giudiziario indiano, in quanto solo individui possono presentarsi alla Corte Suprema per reclamare i diritti sanciti dalla Costituzione indiana. "Un ricorso simile - ha fatto notare il governo indiano nel documento - e' pendente presso l'Alta Corte del Kerala quindi la Corte Suprema (di New Delhi, ndr) dovrebbe respingerlo"

Nell'affidavit presentato dal governo indiano alla corte presieduta dal giudice Altamas Kabir si afferma quindi che il governo dello stato di Kerala ha agito legittimamente avviando un'azione penale nei confronti dei due militari italiani.


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