All'intesa ha partecipato anche l'associazione Italiana dell'Industria di Marca - Centromarca A quanto apprende l'Adnkronos tra le imprese sanzionate per oltre 81 milioni di euro ci sono Colgate-Palmolive, ProcterandGamble e Johnson and Johnson
Roma, 15 dic. Maxi multa dell'Antitrust alle aziende produttrici di cosmetici 'colpevoli' di avere fatto cartello sui listini dei prezzi comunicati alla grande distribuzione: oggi il collegio ha deciso di sanzionare 15 aziende e l'associazione Centromarca con multe che complessivamente superano gli 81 milioni di euro.
Secondo quanto apprende l'AdnKronos, le imprese sanzionate sono Unilever Italia Holdings, Colgate-Palmolive, ProcterandGamble, Reckitt-Benckiser Holdings (Italia), Sara Lee Household Body Care Italy, L'Oreal Italia , Societa' Italo Britannica L.Manetti-H.Roberts Co, Beiersdorf, Johnson and Johnson, Mirato, Paglieri Profumi, Ludovico Martelli, WeruskaandJoel, Glaxosmithkline Consumer Healthcare, Sunstar Suisse.
Nessuna multa, come previsto dalla legge, per Henkel, che si autodenunciata facendo scoprire l'intesa, mentre Colgate-Palmolive e ProcterandGamble hanno avuto uno 'sconto', rispettivamente del 50% e del 40%, perche' hanno aderito al programma di clemenza avviato da Henkel, fornendo ulteriori elementi a conferma del cartello.
All'intesa ha partecipato anche l'associazione Italiana dell'Industria di Marca - Centromarca che, organizzando incontri e informative ha facilitato lo scambio di informazioni e il coordinamento delle politiche commerciali tra le aziende su elementi fondamentali quali gli aumenti dei prezzi di listino dei prodotti come detergenti, dentifrici, saponi, creme e profumi.
Il cartello, durato almeno dal 2000 al 2007, ha permesso aumenti dei prezzi di listino comunicati alla grande distribuzione organizzata superiori al tasso di inflazione annuale.
Il 'cartello', individuato grazie all'autodenuncia della multinazionale Henkel, che ha cosi' beneficiato dell'esenzione della sanzione, si e' realizzato attraverso un costante e pervasivo scambio di informazioni sulle principali variabili concorrenziali: dagli aumenti dei prezzi di listino dei prodotti per la cura personale (quali saponi, detergenti, profumi, creme, dentifrici) alle condizioni di negoziazione con gli operatori della distribuzione. Il risultato e' stato un allineamento generalizzato e costante degli aumenti dei prezzi di listino comunicati agli operatori della Gdo, normalmente superiore al tasso di inflazione annuale.
Secondo quanto ricostruito dall'Antitrust, le riunioni organizzate dal 'Gruppo Chimico' di Contromarca, prendevano spunto, generalmente, dalla presentazione di uno studio di settore sul generale andamento dei mercati a cui seguiva un vero e proprio ''giro di tavolo'' nel corso del quale ciascun produttore era chiamato a riferire la percentuale media di aumento di listino comunicato e/o da comunicare agli operatori della Grande Distribuzione e le principali indicazioni commerciali emerse nel corso della negoziazione annuale con gli stessi (soprattutto con riferimento alla percentuale di sconto richiesta).
Il coordinamento costante tra i produttori concorrenti si e' realizzato anche al di fuori del contesto associativo con contatti continui diretti riscontrati nel corso dell'istruttoria. L'obiettivo concordato, e realizzato, era un aumento di listino annuale che si collocasse al di sopra del tasso di inflazione annuale e totalmente slegato da corrispondenti aumenti dei costi di produzione.
L'intesa durata almeno dal 2000 al 2007 e' stata messa in atto da aziende che insieme detengono, per ciascuna categoria merceologica ricompresa nel settore della cura personale, una quota aggregata oscillante tra il 58% e il 92% delle vendite in valore.
(Adnkronos)
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