"Preoccupato da questo pessimismo che ormai sta verniciando tutto" L'amministratore delegato della Fiat al Salone del libro del volume di Massimo Gramellini 'Fai bei sogni': "Servono politiche industriali che incentivino investimenti nel Paese. Si passi alla seconda fase"
Torino, 13 mag. - "Il rigore nei finanziamenti pubblici, la disciplina fiscale, l'austerita' sono cose essenziali poi pero' bisogna far ripartire la macchina. Se ci mettiamo a dieta possiamo anche arrivare a morire. Se smettiamo di mangiare il problema si risolve da solo". Cosi' l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, colloquiando con i giornalisti, a margine della presentazione, al Salone del libro del volume di Massimo Gramellini 'Fai bei sogni'.
"La cosa che mi preoccupa di piu' -ha detto Marchionne- e' questo pessimismo che ormai sta verniciando tutto, non metto in dubbio che le cose sono difficili, che siamo arrivati a creare il terzo debito pubblico piu' grande del mondo ma e' una realta' che va gestita, la Fiat era in condizioni pessime nel 2004 e l'abbiamo portata avanti. Anche queste sono cose che si possono portare avanti a livello di paese".
Secondo Marchionne uno dei problemi sta nel fatto che "manca la capacita' di investire da parte del governo, di creare una politica cofinanziata dal governo. Bisogna incoraggiare tutte le industrie private a farlo e per farlo bisogna creare livelli di flessibilita' industriali che siano alla pari di quelli dove si trovano i nostri concorrenti perche' se non arriviamo la' non porteremo nessuno in questo paese".
"La leadership di cui adesso abbiamo bisogno e' una leadership che ci dia un indirizzo -ha detto ancora Marchionne- scelta migliore di quella che abbiamo fatto adesso non c'e', ora pero' ci vuole la seconda fase bisogna portare avanti un programma di sviluppo perche' cosi' non basta. Non voglio aiuti ne' incentivi, il problema e' piu' ampio se non riusciamo a mobilitare gli interessi di questo paese per dipingere un futuro non ce la faremo mai".
Invitato a un commento sul timore di un rischio di escalation della violenza dopo l'attentato di Genova, Marchionne ha detto: "C'e' un clima pesante, teso, e questo non e' buono. Stiamo cercando punti polari nei punti di vista -ha affermato l'ad- invece di cercare di raccogliere tutti gli sforzi intorno ad un obiettivo chiaro stiamo ancora cercando di dividere l'opinione pubblica e questo certo non aiuta".
A proposito di nuove alleanze tra il Lingotto e altri gruppi industriali, Marchionne ha sottolineato: "Continuiamo a lavorare ma non c'e' niente da annunciare". L'alleanza piu' importante per Fiat "e' quella con Chrysler", ha aggiunto, perche' "ci ha permesso di arrivare ad un mercato a cui la Fiat non avrebbe mai avuto accesso".
E sui ricorsi presentati dalla Fiom contro la Fiat, per l'ad non e' possibile "avere 61 cause aperte con i sindacati di cui un po' a nostro favore, un po' a favore degli altri, cosi' si rigira la pizza e questo rende difficile gestire un'azienda. Noi abbiamo bisogno di certezze gli investimenti che stiamo facendo adesso vanno avanti per molti anni questo livello di incertezza non aiuta".
(Adnkronos)
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