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Aumentano i poveri in Italia: in due anni crescita dell'1%, toccano quota 14,4%

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Sale il dato dal 2008 al 2010, secondo quanto rilevato da Bankitalia nell'indagine annuale sui bilanci delle famiglie. Se si tratta di stranieri viene superato il 40% del totale. Per contro, il 10% delle famiglie piu' ricche possiede il 45,9% della ricchezza netta totale (nel 2008 era il 44,3%). Istat: consumi in calo a novembre

Roma, 25 gen. La quota di individui poveri e' risultata nel 2010 pari al 14,4 per cento, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008. Tale quota supera il 40 per cento tra i cittadini stranieri. E' quanto rileva Bankitalia nell'indagine 'i bilanci delle famiglie italiane nell'anno 2010'.

Secondo quanto rilevato dalla Banca d'Italia, il 10% delle famiglie piu' ricche possiede il 45,9% della ricchezza netta familiare totale (44,3% nel 2008). La concentrazione della ricchezza, misurata in base all'indice di Gini, e' risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008 (0,61). E' quanto rileva Bankitalia.

Nell'indagine, poi, si indica la percentuale di famiglie indebitate: il dato e' pari al 27,7 per cento. L'indebitamento, come in passato, risulta piu' diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di eta' inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. Le passivita' sono costituite in larga parte da mutui per l'acquisto e per la ristrutturazione di immobili.

Il debito residuo per le famiglie che usufruiscono di almeno un finanziamento corrisponde in media a poco piu' di un'annualita' di reddito; il valore sale a quasi due annualita' considerando le sole famiglie con mutui per l'acquisto di immobili. L'incidenza mediana della rata annuale complessiva per il rimborso dei prestiti sul reddito familiare e' del 12,4 per cento.

La vulnerabilita' finanziaria, convenzionalmente identificata da una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30 per cento del reddito, riguarda l'11,1 per cento dei nuclei indebitati e si concentra presso le famiglie con entrate modeste. Il fenomeno appare stabile rispetto al passato.


(Adnkronos)




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