Il nuovo indicatore della Cgia di Mestre: "Esercizio teorico, ma da' il senso della difficolta'". Secondo la stima, sono 2.580.000 le persone che non sono occupate, oltre i dieci punti percentuali. Un dato ben maggiore di quello diffuso dall'Istat, che a novembre registrava l'8,6%
Roma, 14 gen. - La Cgia di Mestre ha ''definito'' un nuovo indicatore: ai disoccupati censiti dall'Istat sono stati aggiunti anche i cosiddetti ''sfiduciati'' ovvero coloro che hanno deciso di non cercare piu' attivamente un' occupazione. Pertanto, le persone realmente senza un lavoro, secondo questa stima, sono pari a 2.580.000 unita'. Se per l'Istat il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel novembre scorso la soglia dell'8,6%, quello reale, invece, ha superato il 10%'', sostiene il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che, assieme al suo Ufficio studi, ha ''definito'' un nuovo indicatore che misura la disoccupazione ''reale'' presente nel Paese.
Chiaramente, affermano dalla Cgia, questo parametro e' il frutto di un puro esercizio teorico che, tuttavia, da' il senso della difficolta' occupazionale che sta vivendo in questo momento il Paese. Per giungere a tale stima la Cgia, spiega Bortolussi, ai disoccupati censiti dall'Istat abbiamo aggiunto i cosiddetti sfiduciati. "Ovvero, coloro che in questi ultimi 3 anni di crisi economica sono usciti dalle statistiche ufficiali perche' hanno deciso di non cercare piu' un nuovo posto di lavoro''.
Nel novembre del 2011, secondo la periodica rilevazione dell'Istat, le persone attivamente alla ricerca di una occupazione erano 2.142.000. A questo esercito di senza lavoro, la Cgia ha sommato 438.000 nuovi ''scoraggiati'' che, in questi ultimi 38 mesi di crisi, sono usciti dalle classifiche ufficiali ingrossando la fila degli inattivi. In pratica, i senza lavoro ''reali'' sono composti da 2.580.000 persone. Pertanto, sommando ai 2 milioni e 142 mila disoccupati questi nuovi 438 mila ''sfiduciati'', il tasso di disoccupazione ''reale'' (o tasso reale di marginalita' dal lavoro) si attesta al 10,1%: 1,5 punti percentuali in piu' rispetto al dato ufficiale fornito la settimana scorsa dall'Istat.
'' Tra le 438.000 persone che in questi ultimi 3 anni di profonda crisi hanno deciso di non cercare piu' un lavoro - conclude Giuseppe Bortolussi - risiede in buona parte nelle regioni del Mezzogiorno. E' evidente che una gran parte di queste persone e' andata ad alimentare l'abusivismo ed il lavoro nero creando gravi danni a quelle aziende che, nonostante le difficolta' economiche, sono rimaste in attivita'''. Infine, sottolineano dalla Cgia, si ricorda che le forze di lavoro presenti in Italia sono pari a 25.049.000, mentre gli occupati sfiorano la soglia dei 23 milioni (precisamente 22.906.000). In termini percentuali il tasso di attivita' si attesta al 62,2%, quello di occupazione al 56,9%, mentre la disoccupazione giovanile ha ormai superato il 30% (precisamente il 30,1%).
(Adnkronos)
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