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Malata di 'super-ciclo' un'italiana su 20

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Gli esperti della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia: ''Si puo' guarire'' grazie a un dispositivo intrauterino ad hoc.

Milano, 20 mar. (Adnkronos Salute) - Dolori intensi e perdite di sangue copiose, fino a emorragie a rischio anemia. Ma anche spossatezza, mal di testa, insonnia, deficit di concentrazione, nervosismo e disagio. Con l'obbligo di usare maxi assorbenti imbarazzanti e con serie difficolta' sul lavoro, nelle attivita' quotidiane, nei rapporti con gli altri e nella relazione di coppia. Per un'italiana 30-49enne su 20, e in generale per una su 30 in eta' fertile, l'appuntamento mensile con le mestruazioni puo' trasformarsi in un incubo. Se infatti una paziente su 5 riferisce al ginecologo un flusso abbondante o eterno, in certi casi il 'super-ciclo' puo' diventare una vera malattia. Che in alcuni casi costringe all'asportazione dell'utero (isterectomia) o all'ablazione del suo rivestimento interno (endometrio).

A stilare per la prima volta raccomandazioni ad hoc contro il ciclo 'patologico' sono gli esperti della Sigo (Societa' italiana di ginecologia e ostetricia), che oggi a Milano hanno illustrato le loro linee guida in materia. Presenti all'incontro - promosso da Schering - Emilio Arisi, direttore dell'Unita' operativa di Ostetricia e ginecologia dell'ospedale S.Chiara di Trento e consigliere Sigo; Luigi Fedele, direttore della II Clinica Ostetrica e ginecologica dell'universita' degli Studi di Milano; il ginecologo bolognese Giampietro Gubbini, e l'economista sanitario milanese Carlo Lazzaro. Gli specialisti si rivolgono alle donne che si rassegnano a mestruazioni iperabbondanti, credendole un'inevitabile 'croce' inflitta da madre natura e sopportando disagi spesso invalidanti. E assicurano che 'guarire' si puo', grazie a un'attenta diagnosi in grado di svelare le reali origini del problema e di suggerire la terapia piu' indicata.

Fra le armi piu' efficaci, spiegano i ginecologi, un dispositivo intrauterino che minimizza o 'azzera' il flusso senza pero' alterare il ciclo ovarico. Disponibile in Italia da fine 1998, rilascia per 5 anni microdosi di ormone progestinico, funzionando anche da contraccettivo e 'scudo' per l'endometrio. Costa 189 euro e non e' rimborsato dal Servizio sanitario nazionale, anche se il suo impiego su larga scala permetterebbe al Ssn un risparmio calcolato in circa 18,5 milioni di euro l'anno.

(Adnkronos)



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