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Sentenza 'spaziale' in Cina: vietato vendere la Luna

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(Foto Infophoto) Respinto il ricorso di una societa' cui era stata revocata la licenza di lottizzare il satellite. Poco verde in Cina, arriva il parco sotterraneo . (Foto Infophoto)

Pechino, 17 mar. Vietato vendere (e comprare) la Luna. Lo ha stabilito, con un'apposita sentenza, la Corte d'Appello di Pechino, respingendo il ricorso presentato dalla 'Lunar Embassy to China' (Ambasciata della Luna in Cina), filiale cinese di una societa' fondata negli Stati Uniti, contro il provvedimento con cui le era stata revocata la fantomatica 'licenza' - non soltanto poetica - di lottizzare e rivendere a pezzetti la Luna.

Una 'truffa spaziale' di cui stamani parla il quotidiano pechinese 'Beijing News'. La compagnia aveva intentato causa alla Camera di Commercio di Pechino che, nell'ottobre 2005, aveva ritirato la sua licenza, multandola inoltre di 50mila yuan (circa 5mila euro). I giudici hanno stimato che i corpi celesti, non essendo di proprieta' di alcun individuo o Stato, non possono essere oggetto, legittimo, di alcuna attivita' di compravendita.

Una sentenza che, secondo il tribunale di Pechino, e' conforme ai termini del trattato internazionale sullo spazio, a cui la Cina ha aderito nel 1983.

I 'lotti' del satellite erano stati messi in vendita a 294 yuan l'ettaro, pari a 61 euro. "Puo' essere un nuovo tipo di regalo, originale, con straordinarie e illimitate potenzialita' di incremento del proprio valore", gongolava due anni fa Li Jie, amministratore delegato dell'impresa, affiliata a quella americana fondata nel 1980 dal californiano Dennis Hope. Gli agenti immobiliari della 'Lunar embassy' assicuravano che l'acquisto di porzioni di luna, con tanto di 'certificato', conferiva il diritto di sfruttamento dei minerali che si trovano su un appezzamento di circa tre chilometri.

L'impresa aveva gia' 'piazzato' ettari di Luna negli Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e Giappone, e sostiene di vantare tra i suoi acquirenti anche gli ex presidenti americani Ronald Reagan e Jimmy Carter, oltre a diverse stelle di Hollywood.

In tre giorni di apertura delle vendite, la compagnia aveva gia' finalizzato 34 contratti di vendita ad altrettanti clienti, incassando un incoraggiante bottino iniziale di 14mila yuan (circa 1.400 euro).

(Adnkronos)


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