padegre
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Travaglio-Santoro: posizioni inconciliabili - 2010/02/23 15:46
- Travaglio-Santoro: posizioni inconciliabili - di Paolo De Gregorio, 23 febbraio 2010
Oggi il “Fatto quotidiano” ospita un civile confronto tra Travaglio e Santoro, con un “richiamo” in prima pagina. Già dalla diversità di lunghezza dei due elaborati (quello di Santoro infinitamente più lungo e giustificativo), si può capire chi ha ragione, perché quasi sempre chi cerca il cuore del problema non ha bisogno di molte parole per metterlo a fuoco. Riassumo per chi non ha letto e i miei giudizi li darò alla fine.
Santoro sostiene che “Annozero” assomiglia ad una partita di calcio, in cui tutti i falli sono leciti, anche la calunnia e la menzogna, e poi è il “saggio” pubblico che è in grado di distinguere e giudicare, e lo “scontro” è ciò che dà sale e imprevedibilità alla trasmissione, che in caso contrario perderebbe ascolti. Travaglio, al contrario, reputa previdibilissima la rissa, che gli invitati di destra mettono in scena ogni volta che si parla di qualcosa che li disturba, e che molti telespettatori (me per primo) cambiano canale per non assistere al solito e scontato teatrino. Mi dispiace che, alla fine della sua replica a Santoro, Marco faccia il diplomatico e sostenga che il “format” di Santoro tutto sommato è valido.
Non la tiro alle lunghe e vi esprimo il mio pensiero, sperando che abbiate letto il mio articolo di ieri, 22 febbraio: la presa della Bastiglia RAI. Il “format” di Santoro è vecchio e credo che piaccia fondamentalmente ad un pubblico di destra. Non a caso egli stesso assimila la sua trasmissione ad una partita di calcio, dove lo spettacolo, la aggressività, il tifo, la violenza, sono le espressioni mentali più rappresentate a danno di qualunque razionalità e pacata elencazione di fatti e cifre, che sono le uniche categorie che possono cambiare l’opinione dei cittadini pensanti. Santoro sta in una rete controllata dalla destra, e non credo che la sua trasmissione durerebbe a lungo se nocesse veramente a quella parte politica. Per ora la sua trasmissione viene purtroppo ascritta ad uno spazio della sinistra, attribuzione veramente ridicola se vediamo che serve a screditare l’unico giornalista italiano (noto) senza padroni, Marco Travaglio, e che dura da quando la destra è al potere, cosa che ci dovrebbe far riflettere sulla sua reale influenza. Santoro sta benissimo nella sua nicchia ben pagata del teatrino della Casta, egli non è di sinistra e non vuole cambiare nulla, lo “status quo” gli sta benissimo, e offre alla destra il prezioso regalo di poter definire di sinistra un “format” che non lo è, e che a mio parere utilizza emozionalità, luci, regia, che premiano solo chi strilla di più o è più fotogenico o con la battuta più pronta. Travaglio non è di sinistra. Egli è una personalità indipendente che, sui fatti, può parlare liberamente male di D’Alema o Berlusconi, e non usa insulti, ma elenca puntigliosamente fatti, sentenze, circostanze, storia. La sua “terzietà” è unica, e ciò è quello che veramente manca all’Italia dove tutti devono avere un padrino, senza il quale non si è assunti alla RAI né nell’impero Mediaset.
La battaglia che io propongo è quella di far fallire la RAI, attraverso la sospensione del pagamento del canone, per avere finalmente un servizio pubblico, senza pubblicità, che ci informi e ci porti fuori dall’illegalità di avere un uomo di Berlusconi, Minzolini con il suo TG1, che fa l’apologia del delinquente Craxi im prima serata, e poi ci parla anche di quanto sono nocive le intercettazioni telefoniche predisposte dai magistrati. Caro Travaglio, dacci una mano in questo cammino, e non perdere tempo e onorabilità con Santoro e i suoi invitati, la RAI deve essere ridimensionata e se ci riusciamo ridimensioniamo Berlusconi e i suoi servi giornalisti prezzolati, visto che, in nome della “libertà”, si è annesso anche due reti RAI. Paolo De Gregorio
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