 Nella foto Amanda Knox (Infophoto) Perugia, 16 gen. Circo mediatico sul processo, iniziato questa mattina, per l'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia la notte tra l'1 e il 2 novembre del 2007. Gia' ieri sulle principali testate giornalistiche internazionali compariva la notizia dell'udienza di oggi davanti alla Corte d'Assise di Perugia.
Centoquaranta i giornalisti accreditati, italiani e stranieri, di circa 80 testate, tra quotidiani, agenzie di stampa e televisioni di tutto il mondo che hanno richiesto nei giorni scorsi di assistere al processo che vede imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox. La Corte questa mattina ha deciso per il processo a porte aperte, ma senza concedere l'autorizzazione alle riprese audio-video. La richiesta di celebrare il processo a porte chiuse era stata avanzata dal legale dei familiari della vittima, Francesco Maresca. I legali di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i due imputati, avevano invece chiesto che il processo si svolgesse a porte aperte e davanti ai mezzi di informazione.
In aula Amanda e Raffaele, seduti accanto ai rispettivi avvocati, sono apparsi sereni. La Knox ha anche rivolto un cenno di saluto alla zia, Christin Hagge, presente in compagnia del marito Kevin. Presente in aula anche Patrik Lumumba, il musicista congolese coinvolto in un primo momento nelle indagini. Lumumba, che si e' costituito parte civile nei confronti della studentessa americana, accusata di averlo calunniato, si e' detto fiducioso di poter ottenere giustizia. La famiglia Kercher, da parte sua, e' rimasta in Gran Bretagna e ha seguito attraverso le notizie riportate da radio e tv la prima udienza del processo.
Dopo aver respinto le eccezioni presentate dai legali, il dibattimento e' stato dichiarato aperto dal presidente della Corte, Giancarlo Massei. I memoriali della Knox sono stati giudicati acquisibili. ''Giustizia e' stata gia' fatta. L'unico responsabile e' stato gia' condannato a 30 anni di carcere" ha detto l'avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito, che ha parlato di ''un tragico errore giudiziario'', sostenendo che ad uccidere Mez fu un ''omicida solitario''.
Secondo l'avvocato Giulia Bongiorno, anche lei legale dello studente pugliese, Meredith non e' stata uccisa nel corso di un festino vista la scena del delitto e Amanda e Raffaele non possono essere descritti come una coppia annoiata e in cerca di nuove emozioni, considerando che erano alla "prima settimana della loro storia d'amore". Soprattutto, ha sottolineato la difesa dello studente pugliese, Raffaele non avrebbe potuto partecipare a nessun festino visto che "ha visto per la prima volta Rudy Guede in un'aula di giustizia".
Quella della difesa di Raffaele Sollecito "e' una strategia che si dimostrera' perdente", hanno detto ai giornalisti gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, difensori di Rudy Hermann Guede. "Una strategia processualmente vigliacca quella di scaricare tutte le colpe su Rudy - ha spiegato il legale Biscotti - Saremo vigili e attenti a ogni attimo del processo perche' siamo convinti che, anche da questo, emergera' la verita'. Verita' che non potra' che essere l'estraneita' di Rudy nell'omicidio di Meredith. Altri sono chiaramente colpevoli".
Intanto e' stata fissata per il 6 e il 7 febbraio prossimi la seconda udienza del processo. Sempre a febbraio, la Corte d'Assise di Perugia si riunira' il 13 e 14 e il 27 e il 28, mentre a marzo le date indicate per le udienze sono 13, 14, 20, 21, 27 e 28 e ad aprile 3, 4, 18, 23 e 24. Le udienze cominceranno alle 9 e si concluderanno alle 18.
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