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Roma, 7 feb. Sulla scelta dei siti nucleari il processo sara' condiviso con le Regioni, perche' ''la strada per il ritorno dell'Italia al nucleare prevede che con le Regioni ci siano due passaggi consultivi, uno per la delimitazione delle aree e l'altro per la scelta dei siti. Per ora, percio', non si puo' ancora parlare della individuazione della aree in cui ci sara' la localizzazione dei siti come se fossero avvenute perche' non ci sono state indicazioni di alcun tipo in proposito. Infatti, sono previsti diversi passi preliminari prima di individuare al loro interno i siti in cui poter immaginare gli insediamenti". Ad affermarlo all'ADNKRONOS e' Sergio Garribba, professore ordinario di impianti nucleari al Politecnico di Milano, gia' ricercatore al Massachusetts Institute of Technology, ora consigliere per le politiche dell'energia del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, del cui dicastero e' stato fino al 2006 direttore generale per l'energia e le risorse minerarie.
A pochi giorni dal varo definitivo, mercoledi' prossimo, da parte del Consiglio dei ministri del decreto legislativo che reca disposizioni per la localizzazione dei siti nucleari, da Riyadh, dove Garribba si trova per una conferenza internazionale sul petrolio, l'esperto di impianti nucleari del Politecnico di Milano ha sottolineato che "e' ben evidente che le polemiche di questi giorni sono premature, pretestuose ed elettorali".
Garribba, inoltre, non ha nascosto la sua "perplessita' per le reazioni dato che al momento non c'e' stata alcuna decisione". "Nei prossimi tre mesi - ha spiegato - il Consiglio dei ministri adottera' un documento contenente la 'strategia nucleare nazionale' con cui saranno delineati gli obiettivi del Governo. Sono gli operatori interessati e secondo una logica di libero mercato, che formalizzano le proposte dei siti per la realizzazione degli impianti nucleari. E le Regioni saranno coinvolte nel processo autorizzativo".
Da qui la convinzione di Garribba che "il provvedimento che mercoledi' sara' varato definitivamente dal Consiglio dei ministri sara' estremamente garantista per le Regioni, forse piu' di quanto lo sia la legge che prevede lo stesso decreto legislativo. Per cui e' evidente che ogni discussione e polemica ora e' animata solo dalla prossima scadenza elettorale".
In realta', ha aggiunto l'esperto, "tutto il procedimento e' stato impostato su un percorso in piu' fasi, proprio per garantire il dialogo con le Regioni e le comunita' locali, con la massima trasparenza e pubblicita'. Per ora il Governo non ha dato alcuna indicazione perche' non ci sono scelte fatte, ma soltanto l'avvio di un processo autorizzativo".
Riguardo la 'glasnost' di questo processo, Garribba ha affermato che "il decreto prevede che nelle Regioni che abbiano un sito approvato per un impianto nucleare, sia costituito un 'Comitato di confronto e trasparenza', allo scopo di assicurare alle popolazioni non solo l'informazione ma anche il monitoraggio, e un confronto pubblico sulle procedure autorizzative, come pure sulla stessa realizzazione, sull'esercizio e sulla disattivazione degli impianti, ma anche sulle misure che saranno adottate per la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e, certo non ultimo, per la salvaguardia dell'ambiente''.
Insomma, "il procedimento e' molto articolato e dispone che siano fissati i criteri generali di valutazione, da specificare poi in modo progressivo" ha aggiunto Garribba non nascondendo che "nella comunita' scientifica diversi ritengono che il meccanismo individuato dal decreto legislativo sia eccessivamente garantista e, anzi, ci hanno accusato di rallentare ed allungare i tempi delle decisioni". Riguardo il tempo che sara' necessario per completare questo iter istruttorio, il consigliere per le politiche dell'energia del ministro Scajola ha aggiunto: "Penso che ci vorra' non meno di un anno e mezzo per queste consultazioni. Proprio per questo dico che le polemiche attuali vanno lette soprattutto in chiave elettorale, come se avessimo anticipato i tempi della decisione".
"Si stanno facendo dispute e - ha detto ancora Garribba - si cerca di mobilitare l'opinione pubblica contro valutazioni e ipotesi che non hanno alcun riscontro con la realta' dei fatti. Il Governo non ha dato ancora alcuna indicazione. Non ci sono scelte compiute, ma solo e semplicemente l'avvio di un lungo processo decisionale. Su cui, lo ripeto, si punta ad ottenere il consenso". Perche', ha proseguito, "e' necessario chiarire che l'Italia non sta facendo una rivoluzione contro l'ambiente, ma per l'ambiente allo scopo di affrontare meglio la sfida del cambiamento climatico. Il nucleare non solo e' tra le fonti energetiche piu' sicure, ma non emette gas serra".
"Nel mondo - ha ricordato l'esperto di impianti nucleari del Politecnico - sono in funzione 439 reattori nucleari,
che producono il 16% dell'energia elettrica globale ma sono anche in costruzione 53 centrali nucleari e altre 60 sono in fase di progettazione". "Tutti i grandi paesi -ha concluso Garribba- stanno investendo nel nucleare: solo l'Italia e' rimasta fuori. Cosi' ora noi italiani paghiamo l'energia elettrica il 30% in piu' del prezzo medio europeo e addirittura il 50% in piu' del prezzo della Francia. L'uscita dal nucleare, dopo il referendum del 1987, ci e' costata finora piu' di 50 miliardi di euro''.
Le parole di Garrubba arrivano dopo l'esame da parte della Conferenza Unificata e il parere delle Commissioni Parlamentari ed a pochi giorni, mercoledi' prossimo, dal ritorno al Consiglio dei Ministri del decreto legislativo recante disposizioni per "la localizzazione, la realizzazione e l'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' le misure compensative e le campagne informative al pubblico". Il provvedimento era stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 22 dicembre scorso su proposta del ministro Claudio Scajola, con il concerto dei colleghi dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, e delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli.
Il decreto legislativo attua il riassetto della disciplina della localizzazione nel territorio di impianti di produzione di energia elettrica nucleare e dei relativi impianti di produzione anche del combustibile e di sistemazione dei rifiuti, definendo procedure autorizzative, requisiti degli operatori e altri adempimenti. La proposta delle caratteristiche a cui debbono rispondere le aree idonee sara' fatta dall'Agenzia per la Sicurezza Nucleare sulla base di dati tecnico-scientifici predisposti da enti pubblici di ricerca, compresi Ispra, Enea e Universita'. Proposta che conterra' con uno schema di parametri i riferimenti relativi ai requisiti sismici, geofisici e geologici, nonche' di accessibilita' all'area, distanza dai centri abitati ed infrastrutture di trasporto, disponibilita' di risorse idriche, valore paesaggistico e architettonico.
Oltre ad aspetti strettamente tecnici, istruttori e procedurali, legati alla selezione delle aree, all'approvazione dei siti e all'autorizzazione per la realizzazione degli impianti, infine, il decreto legislativo prevede le misure compensative a favore delle amministrazioni, delle popolazioni e delle imprese presenti nelle zone in cui sorgeranno gli impianti nucleari. Oneri che saranno a carico delle imprese coinvolte nella costruzione e nell'esercizio delle centrali.
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