 Benedetto XVI (Adnkronos) Citta' del Vaticano, 7 feb. Nessuno e' padrone della vita, che anzi va rispettata dal suo concepimento al termine naturale. Benedetto XVI lo ha ribadito questa mattina, in occasione della celebrazione odierna della Giornata per la Vita indetta dalla Cei sul tema: 'La forza della vita, una sfida nella poverta''. ''Nessuno - ha affermato il Pontefice - e' padrone della propria vita, ma tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla, dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale''.
''Mentre esprimo apprezzamento - ha detto Ratzinger - per coloro che piu' direttamente operano al servizio dei bambini, dei malati e degli anziani, saluto con affetto i molti fedeli di Roma qui convenuti, guidati dal cardinale vicario e da alcuni vescovi ausiliari. La diocesi di Roma dedica speciale attenzione alla Giornata per la Vita e la prolunga nella Settimana della vita e della famiglia''. ''Auguro la buona riuscita di questa iniziativa e incoraggio l'attivita' dei consultori, delle associazioni e dei movimenti, come pure dei docenti universitari, impegnati a sostegno della vita e della famiglia'' ha aggiunto il Papa che il prossimo 11 febbraio celebrera' la messa per gli ammalati nella basilica di San Pietro.
All'Angelus in piazza San Pietro, Benedetto XVI e' tornato anche a denunciare con forza la gravita' della crisi economica che produce sempre maggiori disuguaglianze sociali e poverta'. ''Nell'attuale periodo di difficolta' economica - ha rimarcato - diventano ancora piu' drammatici quei meccanismi che, producendo poverta' e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i piu' deboli e indifesi''. ''Tale situazione, pertanto - ha proseguito - impegna a promuovere uno sviluppo umano integrale per superare l'indigenza e il bisogno, e soprattutto ricorda che il fine dell'uomo non e' il benessere, ma Dio stesso e che l'esistenza umana va difesa e favorita in ogni suo stadio''.
Nel giorno in cui la liturgia "presenta il tema della chiamata Divina", il Santo Padre ha pure ricordato come "l'incontro autentico con Dio porti l'uomo a riconoscere la propria poverta' e inadeguatezza, il proprio limite e il proprio peccato", ed ha pregato ''il Padrone della messe, perche' mandi operai alla sua messe e perche' quanti sentono l'invito del Signore a seguirlo, dopo il necessario discernimento, sappiano rispondergli con generosita', non confidando nelle proprie forze, ma aprendosi all'azione della sua grazia".
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