 Il presidente Giorgio Napolitano con il Premio Nobel per la Pace Elie Wiesel in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria (foto Quirinale) Roma, 27 gen. La Shoah e' "una tragica esperienza, ancora carica di insegnamenti e di valori per le nuove generazioni". Cosi' il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante la celebrazione nel Salone dei Corazzieri al Quirinale nel 'Giorno della Memoria'.
Presenti, tra gli altri, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il sottosegretario al ministero dell'Istruzione Giuseppe Pizza, il presidente dell'Unione comunita' ebraiche italiane Renzo Gattegna ed Elie Wiesel, Premio Nobel per la pace.
Per il capo dello Stato - che prima dell'intervento ha premiato le scuole vincitrici del concorso 'I giovani incontrano la Shoah' - "sentire le parole dei ragazzi che studiano le persecuzioni naziste, le sofferenze e la resistenza degli ebrei deportati nei campi di concentramento e l'epilogo tragico dello sterminio, e' motivo di conforto per tutti noi. Non chiediamo di meglio che trasmettere loro il testimone, a nome dello Stato".
Napolitano ha definito Wiesel come "la voce piu' alta che potessimo aspirare di avere con noi in questa giornata". Alle 12, il premio Nobel, insieme al capo dello Stato, a Fini e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, hanno inaugurato a Montecitorio la mostra sulla persecuzione, la deportazione e lo sterminio di ebrei, rom, sinti, omosessuali e disabili. Alle 12.15, poi, la celebrazione in Aula aperta dall'intervento di Fini cui e' seguito quello di Elie Wiesel.
Da parte sua, il presidente dell'Ucei, l'Unione delle comunita' ebraiche italiane, Renzo Gattegna ha messo in guardia dalla persistenza tutt'oggi di atteggiamenti che si ispirano alla dottrina nazista: "Desta preoccupazione ed e' motivo di riflessione constatare che qualcosa dei fondamenti della criminale dottrina nazista e' tuttora vivo in alcuni settori della societa' europea, dove in gruppi, fortunatamente minoritari, persiste il pervicace rifiuto dell'altro, del diverso visto come pericoloso nemico da combattere, escludere ed eliminare".
Il presidente del Senato Renato Schifani si e' recato alla Risiera di San Sabba. Qui trovarono la morte, a causa delle persecuzioni razziali e politiche del nazifascismo, 5.500 persone. La seconda carica dello Stato ha detto che "il Giorno della memoria non e' solo un evento commemorativo ma un ammonimento perenne contro ogni persecuzione e ogni offesa alla dignita' umana". Schifani ha proseguito ricordando che "le leggi razziali del regime fascista sono ancora una ferita profonda non soltanto degli ebrei ma di tutta la societa', di tutti noi''. Poi l'esortazione inequivocabile: "Ogni ipocrisia va smascherata. Oggi i confini di Israele non sono mero dato geografico, sono i confini della nostra stessa patria, i confini della nostra civilta', i confini della nostra storia".
Nel suo messaggio in occasione della Giornata della Memora, che oggi cade nel decennale della legge che l'ha istituita, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha evidenziato che "il ricordo e' un dovere, perche' tutto cio' non possa piu' accadere". Il premier ha invitato ''tutti, ma soprattutto i giovani, a visitare'' la mostra 'Auschwitz-Birkenau' allestita al Vittoriano a Roma (aperta al pubblico, ad ingresso libero, da domani al 21 marzo 2010).
Prima della celebrazione nel Salone dei Corazzieri, Gianni Letta, nel Salone delle feste sempre al Quirinale, ha consegnato 80 medaglie ai sopravvissuti. Alla cerimonia nel palazzo presidenziale, erano presenti anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti e il vicegovernatore reggente della Regione Lazio Esterino Montino.
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