 Angelo Bagnasco (Adnkronos) Roma, 25 gen. Invoca le riforme e sogna una nuova generazioni di politici cattolici. Il cardinale Angelo Bagnasco apre i lavori del Consiglio episcopale permanente con un intervento fiume toccando diversi temi, dalla politica alla crisi, dagli immigrati alla bioetica. ''Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica - dice il cardinale - ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni''. Allo stesso tempo e' necessario un clima nuovo che non si basi "sulla denigrazione reciproca" ("non serve a nessuno che il confronto pubblico sia sistematicamente ridotto a rissa, a tentativo di dominio dell'uno sull'altro"). E anche i media devono contribuire: "basta con il giornalismo del risentimento".
Per il presidente della Cei, inoltre, occorre "proporsi l'obiettivo urgente, ma colpevolmente sempre rinviato, delle riforme che invece sono attese per dare compiutezza a quella transizione istituzionale, politica e strutturale che, se ritardata, assorbe le risorse e corrode gli entusiasmi''. Per questo la classe dirigente del Paese deve pensare in primo luogo agli interessi generali, "mettere da parte calcoli individuali, e talora anche meschini", cosi' come ha chiesto ''opportunamente'', il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. ''La stessa questione Meridionale - aggiunge - come viene per lo piu' evocata, deve acquistare una capacita' di interrogazione nuova rispetto all'intero Paese. Le parole come solidarieta', sussidiarieta' e reciprocita', quali sono prospettate nel documento sul Mezzogiorno che andremo ad approvare definitivamente in questi giorni, indicano i criteri necessariamente esigenti per una riforma urgente del nostro sentirci Nazione, a centocinquant'anni esatti dal compimento dell'unita' d'Italia''.
Affrontando il capitolo crisi, il cardinale Bagnasco dice che ''la situazione economica che non poco ci ha preoccupato nella stagione precedente, appare oggi - se guardiamo allo scenario macroeconomico − incamminata verso una fase di prudente ma indubitabile recupero". Tuttavia, in Italia continua a pesare "su alcune categorie di persone, il piu' spesso quelle che gia' in precedenza non godevano di una piena garanzia di stabilita'''. La crisi "ancora morde su segmenti deboli della popolazione, specialmente quelli giovanili. Molte famiglie sono giunte a fine anno con la consapevolezza di un peggioramento delle proprie condizioni economiche, e dunque con un aumento delle disuguaglianze''.
E dunque le famiglie, "la piu' grande risorsa del nostro Paese", vanno sostenute, incoraggia Bagnasco, anche con sgravi fiscali. Da qui anche l'appello a banche e politici per aziende e disoccupati: "Non possiamo non sollecitare il sistema bancario ad una politica del credito che, senza farsi avventata, sappia tuttavia essere scrupolosamente piu' attenta alle esigenze delle aziende in affanno. E ancora, non ci resta che sollecitare la classe politica a intensificare tutti i meccanismi che possono attenuare l'angoscia di chi, in seguito a licenziamento, ha perso la propria fonte di sostentamento o e' in cassa integrazione''.
Il presidente della Cei parla anche dei fatti di Rosarno. ''Gli episodi di contestazione sociale che, attorno al fenomeno degli immigrati, hanno recentemente avuto luogo in Calabria, e specialmente a Rosarno e nella Piana di Gioia Tauro -sottolinea Bagnasco - potrebbero in una certa misura essere anch'essi ricondotti alla difficile crisi economica che l'Italia come gli altri Paesi si e' trovata ad affrontare''. Ma questo non basta per poter spiegare, aggiunge, "le giornate di violenza che si sono vissute, in un'allerta generale. Per darsi conto dell'accaduto occorre considerare anche altri fenomeni che li' sono entrati in combustione, come la condizione del tutto critica in cui abitualmente vivono una parte degli immigrati presenti nel nostro Paese". Condizioni che Bagnasco definisce "disumane'. E il cardinale ritiene "che l'opinione pubblica nazionale abbia con l'occasione potuto avviare una riflessione che nessuna ruspa puo' facilmente rimuovere''.
Il presidente della Cei interviene poi sul tema del fine vita e avanza "riserve sulla discutibile 'iniziativa dei registri' che si vanno qua e la' aprendo, e che, oltre a rappresentare una fuga irresponsabile in avanti, tendono a precostituire degli esiti al ribasso circa la legge in allestimento, sulla quale invece le forze politiche sono chiamate a dar prova della massima saggezza''.
 Tags: giorgio napolitano presidente della repubblica invoca
Vedi anche:
Brunetta sdogana la segnalazione: "Fa parte della vita e dell'economia"
Calcio, Pato stende la Fiorentina. San Siro invoca Kaka'
Emergenza pignoramenti, +22,3% nel 2008
IMPRESE: COMIN (CONFINDUSTRIA VENETO), DA PMI PUO' ARRIVARE VENTO DI RIPRESA
|