 Gianfranco Fini (Adnkronos) Roma, 21 mag. "L'assemblea di Montecitorio puo' essere giudicata, con i suoi 630 membri, pletorica ma certo non puo' essere definita ne' inutile ne' controproducente". Lo afferma in una nota il presidente della Camera, Gianfranco Fini, replicando cosi' al premier Silvio Berlusconi secondo il quale il Parlamento cosi' com'e' andrebbe riformato, perche' le assemblee sovraffollate sono ''inutili e controproducenti''.
"Ridurre il numero dei parlamentari - aggiunge la terza carica dello Stato - e' comunque ipotesi largamente condivisa; ridefinire ruolo e funzione del Parlamento e' possibile, anche alla luce dei diversi ordinamenti costituzionali democratici dei Paesi occidentali". "Sarebbe invece inaccettabile - conclude Fini - la privazione del Parlamento, in quanto espressione della sovranita' popolare, delle sue essenziali funzioni di indirizzo generale, di controllo dell'operato del governo, di esercizio del potere legislativo".
Sulle prerogative delle Camere Fini e' intervenuto anche introducendo i lavori del 'Ruolo del Parlamento nella transizione verso il federalismo fiscale', rilevando come il Parlamento sia tutt'altro che marginalizzato, anzi quando ''riesce ad operare attraverso procedure 'aperte', e' e viene percepito dalla societa' come un interlocutore ineludibile, qualificato e impegnato''.
''L'iter del provvedimento alla Camera e al Senato - rileva Fini - ha permesso di apportare al testo governativo originario suggerimenti e proposte migliorative, di ogni parte politica e dello stesso governo. Ed e' accaduto senza interrompere il dialogo con le autonomie''.
''Per di piu' - rimarca ancora la terza carica dello Stato - l'approfondimento parlamentare di una serie di questioni non ha affatto impedito l'approvazione del provvedimento in tempi piu' che ragionevoli''. ''Il recupero di un corretto metodo di lavoro parlamentare conferma che le grandi riforme, che coinvolgono il Paese nel suo complesso, devono essere realizzate attraverso il piu' ampio confronto. Forzature e chiusure pregiudiziali non servono se non ad esasperare il tono del dibattito politico''.
Le affermazioni del Cavaliere hanno scatenato un vespaio nell'opposizione. Secondo la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, "sono assolutamente rivelatrici di un fastidio per il Parlamento. E comunque una proposta di legge anche se di iniziativa popolare va approvata in Parlamento".
Molto duro il commento anche dell'Italia dei Valori. ''Le offese al Parlamento sono l'anticamera del regime - tuona il capogruppo alla Camera Massimo Donadi - Ci appelliamo al presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato affinche' intervengano per difendere le istituzioni, umiliate dalle parole del capo del governo''. ''Solo un dittatore - aggiunge - o un invasato irresponsabile che rimpiange i regimi assoluti puo' pensare che il Parlamento sia 'pletorico'''.
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