 Il presidente della Camera, Gianfranco Fini (Foto Adnkronos) Roma, 2 apr. ''La sentenza della Consulta che dichiara illegittime alcune norme della legge 40 sulla fecondazione assistita rende giustizia alle donne italiane, specie in relazione alla legislazione di tanti Paesi europei". Lo afferma in una nota il presidente della Camera, Gianfranco Fini (nella foto) "Fermo restando che occorrera' leggere le motivazioni della Corte - aggiunge Fini - mi sembra fin d'ora evidente che quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, e' sempre suscettibile di censure di costituzionalita', in ragione della laicita' delle nostre Istituzioni".
Sono 10 mila le coppie italiane che, ogni anno, si rivolgono ai centri esteri specializzati in procreazione assistita. A calcolarlo e' la Sismer (Societa' italiana di studi di medicina della riproduzione), che in collaborazione con la Eshre (Societa' europea di riproduzione umana) ha condotto uno studio metodologico in 20 centri Fivet dei sei Paesi europei dove maggiormente emigrano le coppie in cerca di un figlio.
Tra le mete piu' gettonate degli aspiranti mamme e papa' Spagna, Svizzera, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Danimarca. Nei 20 centri monitorati nel corso dell'indagine, tra novembre 2008 e gennaio 2009 sono state trattate 1.157 coppie, che arrivavano da vari Paesi, non solo europei. Nel dettaglio: 392 coppie (36%) erano italiane. Nella classifica segue la Germania, con 176 coppie (16%), poi altri Paesi con una percentuale inferiore al 10%.
I dati, raccolti in questionari anonimi, svelano che le coppie italiane che si recano all'estero, per lo piu' con l'obiettivo di superare gli 'ostacoli' posti dalla legge 40, sono tutte eterosessuali, prevalentemente sposate (80%), ma anche conviventi (20%). L'eta' media delle donne e' di 38 anni (minimo 21, massimo 51) e la maggior parte (232, cioe' il 59,2%) ha comunque tra i 30 e 40 anni.
Proseguendo con i dati, le coppie italiane si recano soprattutto in Svizzera (50%), in Spagna (30%) e in Belgio (12%). La maggior parte, circa il 60%, va all'estero per ottenere trattamenti che non puo' ricevere in Italia: donazione di seme, donazione di ovociti e, in minore misura, diagnosi genetica pre-impianto. Per la donazione di seme si recano soprattutto in Svizzera, per la donazione di ovociti in Spagna, per la diagnosi pre-impianto sempre in Spagna o in Belgio.
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