Il presidente Assoalbergatori Abano Montegrotto individua punti di forza e criticità
Questione Terme Euganee: «Unione di intenti, piano industriale e sostegno concreto da parte di istituzioni»
Pubblicato da Redazione web
16-07-2008
«Collaborare con le istituzioni politiche, soprattutto a livello normativo, è di primaria importanza». Ad invocare un sostegno concreto da parte di amministrazioni locali, regionali e nazionali è il presidente dell’Associazione albergatori termali Abano Montegrotto Giuseppe Albertin che il 14 luglio, a Villa Bassi, in occasione dell’assemblea annuale degli associati, ha convocato una tavola rotonda aperta al pubblico per discutere degli “Scenari del Terzo Veneto: il ruolo del Bacino Termale Euganeo”.
Protagonisti del summit sono stati: l’assessore al Turismo del comune di Abano Terme Paolo Gruppo; il vicesindaco di Montegrotto Terme Massimo Bordin; il presidente di Turismo Padova Terme Euganee Ubaldo Lonardi; il presidente del Consiglio regionale del Veneto Marino Finozzi; il senatore e componente Commissione parlamentare per le questioni regionali on. Maurizio Saia; il componente parlamentare Affari Costituzionali, di Presidenza del Consiglio e Interni on. Alessandro Naccarato e il parlamentare europeo on. Iles Braghetto.
Il punto di vista espresso da Albertin relativamente alla richiesta di una governance unitaria del settore in cui Stato, Regione e Provincia debbano mettere in atto una strategia unitaria è chiaro: auspicare alla realizzazione di un protocollo comune per quanto concerne in primis questioni nazionali di carattere sindacale, sanitario, finanziario e promozionale.
A tale riguardo, proposte tangibili e risposte fattuali da parte dell’Assoalbergatori non mancano. «Proprio oggi (ieri, ndr) – precisa Albertin - abbiamo presentato ai nostri associati (85 aziende alberghiere situate nel bacino termale di Abano, Montegrotto e Galzignano Terme, ndr) il Piano Industriale 2008-2011: uno strumento fondamentale per strutturare una programmazione interna con cui presentarci al mondo istituzionale e finanziario. Si tratta di una pianificazione dettagliata delle attività da intraprendere per uscire dall’attuale situazione di criticità; un business plan che intende accrescere il valore e la visione imprenditoriale della struttura associativa nel suo complesso, consentendo così di ottenere la visibilità necessaria per attirare risorse finanziarie indispensabili alla realizzazioni delle azioni pianificate». «Due esempi? L’abanomontegrottoSì, il nuovo concept della prenotazione alberghiera tramite portale web, call center e welcome desk, già in funzione e – annuncia – la prossima sfida commerciale per la primavera 2009: la linea delle cinque argille colorate “5 Thermal Colours” per diversificare il tradizionale prodotto del fango e proporci anche al mercato più orientato al wellness and beauty».
«È proprio nella promozione di queste importanti iniziative che chiediamo l’aiuto della Regione, auspicando un aumento delle risorse destinate ai consorzi veneti, gli organismi deputati alla promozione dei singoli territori».
Oltre alla promozione e ai relativi finanziamenti, il dialogo con le amministrazioni pubbliche dovrebbe considerare inoltre infrastrutture e trasporti adeguati. «Le Terme sono una località turistica che in quanto tale dovrebbe poter essere collegata logisticamente ad aeroporto e linee stradali preferenziali».
L’assessore Gruppo e il vicesindaco Bordin concordano su quanto «dicotomie e disaccordi interni sia associativi che amministrativi possano peggiorare lo stato delle cose». Secondo Gruppo, «la lobby imprenditoriale e politica che dovrebbe sostenere a livello nazionale il “sistema Terme” si è arenata per questi motivi». Bordin suggerisce di «sfruttare l’onda positiva del Made in Italy per promuovere l’immagine del turismo termale a livello internazionale». E Gruppo sostiene che questo debba valere «tanto per il mercato del benessere che per quello della medicina termale: le Terme sono anche salute».
Lonardi critica la decisione della Regione Veneto di non riconoscere l’esclusività delle Terme Euganee. «La dicitura generica “Terme Venete” senza specificarne la locazione di Abano e Montegrotto è un prodotto turistico fasullo, tanto quanto il brand “Montagne Venete” che sono in realtà le Dolomiti».
«Per le Terme Euganee – continua Lonardi – l’andamento di arrivi e presenze nei primi cinque mesi del 2008 è in linea con quanto sta succedendo al settore turistico italiano in genere. Nel contesto di una crisi economica nazionale complessiva, riscontriamo però un dato a mio parere positivo: la fidelizzazione dei clienti italiani. Già da cinque anni, le presenze italiane hanno superato quelle tedesche dandoci grande soddisfazione. È questo il dato su cui bisogna puntare».
«Occorre inoltre segnalare – sottolinea - che la forbice fra struttura alberghiera e struttura alberghiera è ampia: ci sono imprese che funzionano bene, altre meno. A questo proposito, l’Azienda Turismo Padova Terme Euganee sta iniziando uno “screening” dettagliato albergo per albergo per sapere dove stanno punti di forza e di debolezza. In un panorama, mancano infatti capacità e visione imprenditoriale sistematiche e d’insieme. In questo modo vorremmo poter identificare le azioni vincenti intraprese dalle aziende che stanno risentendo della crisi in misura minora e condividerle con le altre».
«L’unico ente riconosciuto dalla Regione – aggiunge Lonardi - è il Consorzio di promozione turistica Terme Euganee. A questo proposito sarebbe auspicabile che le aziende che vi si sono distaccate possano rientrare a farne parte, per condividerne appieno le strategie».
Finozzi, facendosi portavoce del neo-insediato assessore regionale al Turismo Franco Manzato, fa sapere che «allo stesso modo dell’assessorato regionale alla Sanità, anche l’assessorato regionale al Turismo non sono dimentichi della “questione Terme” e che si impegneranno a dare il massimo sostegno».
Saia, da parte sua, afferma che «oltre a quello del Turismo, ci vorrebbe un Ministero del Terme, che possa investire anzitutto sulla formazione». E puntualizza come «dell’accordo auspicato qualche anno fa da Berlusconi con FederTerme affinché ci fossero una mappatura nazionale, un logo unico e dei fondi da destinare alle terme italiane per rilanciarne la promozione fuori dai confini nazionali, si sia poi giunti ad un nulla di fatto».
Naccarato guarda da un lato ad «un’auspicabile maggiore integrazione del bacino termale Euganeo con il Parco Colli» e dall’altro punta il dito contro la «ancora incerta presa di posizione da parte del ministero della Salute relativamente alla delicata questione della ricerca scientifica».
«Unicità ed eccellenza del bacino termale Euganeo - conclude Braghetto – consistono nel valore terapeutico delle cure col fango. Perché in Italia la ricerca scientifica al riguardo non si fermi, è necessario che il termalismo resti all’interno della questione sanitaria nazionale, tanto per la tipicità del fango quanto per le patologie e le relative terapie. A livello internazionale, i nemici in campo farmaceutico sono molti; la cura termale terapeutica va riconosciuta dalla Comunità Europea e inserita nei sistemi sanitari dei diversi paesi. È in quest’ottica che dobbiamo impegnarci nel “fare sistema” entro il 2010, risultando così propositivi ed efficaci dinanzi al prossimo Consiglio Europeo».
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