 (Infophoto) Torino, 22 dic. Anche il premier Romano Prodi ha partecipato questa mattina ai funerali di Rosario Rodino', la sesta vittima del
rogo della ThyssenKrupp. "Era mio dovere venire a Torino", ha detto il presidente del Consiglio. "Ho saputo ieri sera che oggi c'erano i funerali e ho deciso di venire", ha aggiunto ricordando che, in occasione delle esequie delle altre vittime, era impegnato a Lisbona a un vertice europeo. A chi gli domandava che cosa si sente di dire ai familiari e ai compagni di lavoro delle vittime, ha risposto: "Da un lato 'giustizia', dall'altro lato di essere vicini non solo nei momenti drammatici ma anche dopo".
"Le leggi sono buone, molto buone; il problema e' farle rispettare", ha poi aggiunto il premier. "Cio' che e' da fare - ha detto - sono i controlli e le ispezioni e anche il senso che tutti devono avere, dal tecnico piu' alto fino all'ultimo lavoratore, che le misure di sicurezza sono un bene di tutti, non un bene individuale". Il premier ha poi ribadito: "Le norme sono buone, le abbiamo migliorate ulteriormente, il problema e' rispettarle, c'e' un discorso di ispezioni, riorganizzazione delle procedure, di unificare le varie strutture di ispezione e coordinarle fra loro, fare in modo che nei lavori che hanno problemi di sicurezza elevata non vadano i precari o persone che non abbiano la conoscenza".
"Molto spesso - ha proseguito Prodi - gli esperti mi dicono 'si fanno corsi di formazione poi il mese dopo ci sono persone diverse'. Non e' possibile usare la sicurezza cosi' - ha concluso - ci vuole molta coscienza, anche dai parte dei capireparto e dei lavoratori, c'e' un grande lavoro collettivo da fare".
Un lavoro che deve essere portato fino in fondo. E' quello che chiede il padre della vittima. "Mi giuri, mi prometta che cose cosi' non succederanno mai piu' a nessuno, che il procuratore Guariniello deve andare fino in fondo". Sono queste le drammatiche parole che il papa' di Rosario Rodino' ha rivolto al presidente del Consiglio al termine della cerimonia religiosa. "Glielo prometto", ha assicurato Prodi, abbracciando i familiari del giovane operaio. Promessa ribadita anche dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
Poi lo sfogo di un familiare di un'altra delle vittime, Nino Santino, papa' di Bruno: "Non si puo' morire cosi', non si possono rovinare cosi' 7 famiglie. E' da criminali" dice al premier mostrando la foto del figlio. Avvicinandosi al presidente del Consiglio ha aggiunto: "Non si possono perdere i figli in questo modo. La linea 5 doveva andare via gia' lo scorso anno ma e' sempre rimasta li', fino alla strage".
Le esequie del giovane operaio 26enne, deceduto all'ospedale Villa Scaffi di Genova, sono officiate dall'arcivescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto, nella chiesa della Nostra Signora della Pace nel capoluogo piemontese.
(Adnkronos)
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