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   Edizione del  12-03-2010

Salute e benessere
Pubblicato da Redazione web   
Articoli tratti dai migliori blog...
(la Redazione di Padovanews.it non è responsabile dei contenuti postati)

 
Medicina e Salute
Colesterolo: anche i giovani soffrono di quello alto

abbuffarsi Per il colesterolo alto nel sangue dovrebbe valere la stessa teoria che vale per molte altre condizioni potenzialmente patologiche, per lo meno da quando apprendiamo di essere di fronte a condizioni e patologie che non…


Adroterapia: a Catania per i tumori oculari

digital-medical-linear-accelerator Torniamo a parlare di Adroterapia per sottolineare altre particolarità. In Italia questa metodica per la cura del cancro è già utilizzata dal 2002. Attraverso la collaborazione tra l?INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e l?azienda Policlinico Universitario di Catania, sono stati già trattati circa 220 pazienti affetti da tumori oculari. Abbiamo ottenuto, in linea con la casistica internazionale il 95% delle guarigioni. In Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 310 tumori dell?occhio. Solo i 2/3 di questi sono trattabili con l?adroterapia. Finora ci sono giunti pazienti da tutta Italia, non solo dalla Sicilia. A parlare è anche oggi il Dott. Giacomo Cuttone Fisico Medico e Pres. della Commissione Scientifica Nazionale per la ricerca interdisciplinare dell?INFN, che aggiunge: In genere questi tumori non sono trattabili con la normale terapia, perché un raggio non preciso può toccare il cervello o l?altro occhio. Siccome il nostro acceleratore non può essere trasportato in ospedale, trattandosi di un macchinario enorme, abbiamo creato uno spazio adeguato all?interno dei nostri laboratori. Qui per una settimana al mese, arrivano i pazienti (accompagnati dai loro oculisti e radioterapisti), che vengono sottoposti a 4 sedute con l?ausilio di noi fisici medici. La collaborazione tra le diverse figure professionali è fondamentale: i radioterapisti non possono applicare la terapia senza i fisici e viceversa. Noi utilizziamo un’ energia relativamente bassa (62 mega) che ci permette di arrivare ad una profondità di 3 cm. Questa è un’ altra delle differenze con il Cnao di Pavia, che raggiungerà potenze decisamente superiori, per arrivare fino a 27/30 cm di profondità. L?altra, più importante è che noi, prestiamo l?acceleratore per la terapia. A Pavia ce ne è uno costruito appositamente per la cura dei tumori. Questo appena inizierà la sua attività terapeutica, avrà modo di trattare almeno 3.000 pazienti l?anno, per un totale di circa 20.000 sedute. Nel nuovo piano oncologico nazionale, appena presentato dal Ministro Ferruccio Fazio troviamo l?indicazione della necessità di affiancare al Centro Nazionale appena inaugurato altri 3 centri. Uno sarà quello di Catania, con struttura diversa, ma capace delle medesime applicazioni e si sta già lavorando a Trento. Per il terzo, si sta procedendo con delle gare. La lotta al cancro procede, speriamo celermente.


Virus Herpes: nuove acquisizioni sulla trasmissione genitori figli

Virus Herpes Nuove acquisizioni nell?ambito dell?Herpes Simplex, da quando si conosce il modo in cui tale virus si trasmette dai genitori ai figli vista la sua presenza riscontrata a livello dei cromosomi. Tuttavia si dirà che il…


The alla menta contro il mal di testa

1058131_mint_tea_1 Il mal di testa è un disturbo molto comune che affligge molte persone: si possono verificare episodi sporadici, dovuti a particolari condizioni temporanee, ma anche a malesseri e stress, oppure il dolore può essere ricorrente e costituire quasi una patologia, temuta e molto sofferta sopratutto dalle donne, trasformandosi in emicrania. Il primo gesto che viene da fare è assumere immediatamente una antidolorifico, ma in realtà esistono dei rimedi naturali efficaci che possono essere adoperati come alternativa. Anche se nelle forme più gravi i farmaci diventano quasi indispensabili, un gruppo di ricercatori dell’ Università di Newcastle ha evidenziato come un infuso alla menta, un antico rimedio utilizzato in Brasile, possa agire efficacemente come un’ Aspirina. In Brasile, infatti, già nei tempi antichi, i guaritori erano soliti curare disturbi come mal di testa e dolori addominali con una preparazione a base di foglie di menta brasiliana, scientificamente conosciuta come Hyptis crenata. Così, seguendo la vecchia tradizione, sono stati condotti alcuni studi per verificare le proprietà di questa pianta e si è notato che la menta è capace di agire proprio come la indometacina, un farmaco di sintesi. La sperimentazione è stata condotta sui topi ed il risultato non ha stupito più di tanto l’equipe guidata da Gabriela Rocha che sostiene come in natura, in realtà, siano circa 5mila le piante medicinali. Per prerare un efficace infuso anti-dolorifico bisogna tenere in infusione le foglie di Hyptis crenata per trenta minuti, poi filtrare il liquido e bere la bevanda fredda. Anche se in Italia non è facile trovare questa varietà di menta, si può utilizzare comunque la più diffusa menta piperita, che spesso cresce spontaneamente nei giardini, perchè anch’essa ha ottime proprietà: come infuso o tintura madre, infatti, agisce come analgesico, antinevralgico, spasmolitico gastrointestinale e svolge un’azione antibatterica e antisettica, ma bisogna prestare attenzione a non abusarne poichè può provocare insonnia e può irritare le mucose gastriche. La prossima volta, prima di aprire il mobiletto dei farmaci, è meglio passare in cucina e provare ad assaggiare questo infuso naturale e dissetante.


Disprassia

disprassia Disprassia Molte persone danno per scontata la loro capacità di svolgere lavori di tutti i giorni senza pensarci. Ma per i bambini con questo problema neurologico, anche i compiti semplici possono diventare una lotta, fino a danneggiare la propria autostima. La disprassia può interessare una o tutte le aree di sviluppo – intellettuale, linguaggio emotivo, fisico, sociale e sensoriale – e può compromettere il normale processo di apprendimento. Di solito, può essere un deficit o immaturità dell’organizzazione del movimento, ma associato a questo potrebbero esserci problemi di linguaggio, percezione e pensiero. I problemi sorgono nel processo di formazione delle idee, la pianificazione e l’esecuzione, dato che le persone con disprassia hanno scarsa comprensione dei messaggi, specie nel trasmetterli ai loro sensi, e difficoltà relative alle azioni di tali messaggi. Questo significa che le attività fisiche sono difficili da imparare, difficile da mantenere, e incerte e goffe in termini di prestazioni. La disprassia colpisce in diversi modi e in diversi stadi di sviluppo. Può anche non essere costante, come per esempio in alcune persone le quali un giorno potrebbero essere in grado di svolgere un compito specifico, e il giorno dopo non lo possono fare più. CAUSE: Tutto ciò che danneggia il cervello può provocare la disprassia. Può essere che le cellule non si sviluppino correttamente durante lo sviluppo di un bambino nel grembo materno, o che vi sia una mancanza di ossigeno durante il parto. Può comparire a seguito di un danno cerebrale causato da una malattia, un ictus o un incidente più tardi nella vita. Spesso, però, non c’è alcun motivo evidente. SINTOMI: I bambini con disprassia possono essere in ritardo nel raggiungimento di obiettivi intermedi, e potrebbero non essere in grado di eseguire i movimenti soliti dei bambini (salti, corsa, ecc.). Essi possono trovare difficile camminare su e giù per le scale, e vestirsi con facilità. Il discorso può essere immaturo o incomprensibile nei loro primi anni di vita. La lingua può essere alterata o in ritardo nello sviluppo. A scuola, un bambino con disprassia può avere difficoltà con la matematica e la scrittura. Possono esserci difficoltà nei giochi, nell’allacciarsi le scarpe e nel prestare attenzione. Gli adulti con disprassia spesso hanno difficoltà con le attività di routine quotidiana, come la cura personale, la guida e le faccende domestiche impegnative. Possono nascere difficoltà con il lavoro, ma anche in cose più semplici come andare in bicicletta e praticare alcuni sport. L’andatura può essere goffa. DIAGNOSI: La disprassia è spesso descritta come un problema nascosto, perché i bambini con questa condizione non sembrano diversi dagli altri. Fino al 10% della popolazione può mostrare sintomi di disprassia, con circa il 2% con sintomi gravi. I maschi sono quattro volte più a rischio di essere colpiti rispetto alle donne. La disprassia a volte è ereditaria. TERAPIA: Non è possibile curare la disprassia, ma chi ne è affetto può imparare dei modi per aggirare le difficoltà in modo da vivere una vita quanto più normale possibile. Ciò comporta un aiuto di molti specialisti diversi. Tali misure possono comprendere terapisti occupazionali, logopedisti e logoterapeuti, psicologi e insegnanti specializzati, in base alle specifiche esigenze dei singoli. Questi specialisti devono fornire consulenza ed esercizi per aiutare il malato ad imparare ad eseguire le attività quotidiane problematiche e le diverse attività, e sviluppare capacità di lettura e scrittura. Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari. [Fonte: BBC]


Le barrette dietetiche fanno ingrassare

barretta dietetica A questa notizia migliaia di persone capiranno come mai, nonostante i tanti soldi spesi per acquistare quelle barrette “miracolose” tanto pubblicizzate in tv o sui giornali, non hanno perso nemmeno un grammo. Secondo una ricerca dell’Università del Surrey, pubblicata sul Daily Mail, per perdere peso sarebbe più indicato un quadretto di cioccolata fondente che una barretta dietetica. Il cioccolato infatti è ricco di antiossidanti, mentre le barrette ai cereali o quelle a basso contenuto di grassi sono ricche di dolcificanti sintetici, i quali contribuiscono a formare quel grasso che si formerebbe ugualmente mangiando altri tipi di cibi. Insomma tanti soldi e sacrifici sprecati. [Fonte: Romagna Oggi]


Medicina in rosa, al vaglio disegno di legge per aumentare presenza donne in studi clinici

studi clinici donneUomini e donne sono diversi, fin qui c’eravamo. Fisicamente, psicologicamente, due poli opposti. E così, sembra evidente che anche la reazione ai farmaci differisca in base al sesso. Malgrado sia risaputo, a volte, però, gli studi clinici si concentrano poco sulle differenze di genere e a prevalere nei campioni esaminati sono spesso gli individui di sesso maschile. Questo rende difficile valutare le possibili conseguenze, effetti collaterali, benefici, e quant’altro, di principi farmacologici e terapie su pazienti di sesso femminile. Proprio per arginare questo problema che si trascina avanti ormai da tempo come prassi quasi consolidata della ricerca, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, afferma che è in cantiere un disegno di legge per aumentare le quote rosa negli studi clinici, e valutare dunque al meglio l’impatto dei farmaci sulle donne. Fazio ha annunciato l’intenzione di un provvedimento per la medicina rosa nel corso del suo intervento al convegno “Diagnostica e prevenzione amiche della donna” organizzato dalla Fondazione Bracco in occasione della Festa della Donna, l’otto marzo scorso. Il presidente della Fondazione, Diana Bracco, aveva già ampiamente sottolineato l’importanza della nascita di una medicina di genere, esigenza che scaturirebbe proprio dall’urgenza di testare l’effetto dei farmaci nello specifico sul sesso femminile. Fazio ha spiegato: Stiamo lavorando a un Ddl che uniformerà i trial clinici di fase I,II e III introducendo quindi anche la necessità di avere una quota di donne. Saremo uno dei primi paesi al mondo che lo prevede. Sulla questione l’Emea (Agenzia europea del farmaco) ha già allertato l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) perchè la scarsa presenza di donne negli studi clinici è un problema visto che ci sono almeno 80 specialità della medicina in cui ci sono differenze rilevanti fra uomini e donne. Più sicurezza per le donne, insomma, questo il primo vantaggio della medicina di genere. Pari opportunità anche in campo medico, insomma. Era ora. [Fonte: Virgilio Notizie]


Rimedi naturali contro l?insonnia

insonniaPrima di ricorrere all’assunzione di farmaci, chi soffre d’insonnia è bene provi a creare l’atmosfera più conciliante per il sonno in camera da letto. A volte sono sufficienti pochi semplici accorgimenti per riposare meglio e svegliarsi pieni di energia. Prima cosa da fare è abbassare le luci, mentre vi preparate per andare a letto, o spegnere le lampade più luminose, il lampadario centrale ad esempio e passare ad una luce più soft, come quelle delle lampade da comodino. La luce inibisce la secrezione di melatonina, un ormone che favorisce il sonno naturale. Anche quando ci assopiamo, la luce può filtrare attraverso le palpebre, e il nostro cervello non produce melatonina se è confuso sul fatto se sia notte o giorno, spiega Joyce Walsleben, professore associato presso la New York University School of Medicine. Nascondete dalla vista gli orologi digitali che proiettano luce incandescente. Se dovete alzarvi per andare in bagno meglio che mettiate una luce in corridoio a bassa luminosità. Accendere la luce a soffitto porterebbe alla dissoluzione dei livelli di melatonina. E se all’esterno ci sono lampioni o la luna piena prendete in considerazione l’installazione di tende pesanti alle finestre oppure indossate una mascherina per gli occhi. La temperatura corporea scende naturalmente non appena si precipita nel sonno, raffreddare la vostra camera da letto renderà più facile assopirsi. La maggior parte degli esperti consiglia di impostare il termostato dai 5° C a 10° C inferiore alla temperatura media diurna. E’diverso per ogni persona, le donne in menopausa che soffrono di vampate di calore o coloro che amano usare coperte molto imbottite, possono metterla ancora più bassa. dormire beneSe la vostra camera da letto si riempie di suoni indesiderati come le sirene delle ambulanze, i gatti che miagolano all’esterno, o le raffiche di vento, un tappeto di grosso spessore e persiane spesse ed isolanti potrebbero aiutare ad attutire il rumore. In caso contrario, provate i tappi per le orecchie per attutire il rumore completamente. Se vi addormentate con la musica, utilizzate un apparecchio programmato per spegnersi automaticamente dopo 30 o 60 minuti. Il corpo attraversa diverse fasi di transizione durante il sonno, il rumore improvviso può interrompere questo ciclo. Liberatevi di qualsiasi oggetto che distoglie l’attenzione dai principali scopi della stanza: il sonno e il sesso. Questo significa niente tapis roulant, niente televisione o computer. Anche combinazioni di colori calmanti sono di aiuto, così come suoni della natura, distensivi. A volte, per sconfiggere l’insonnia non è necessario utilizzare sonniferi, ma semplicemente rendere la vostra camera da letto un luogo più accogliente per riposarsi e rilassarsi. [Fonte: Health.com]


Condom: polemiche per i distributori al liceo

preservativo prevenzione La questione dell?uso del preservativo si pone come una delle più delicate, perché apre molte prospettive a discussioni di vario genere, sulle quali si fanno sentire anche gli influssi di posizioni ideologiche spesso del tutto…


Curare gli attacchi di panico

 attacchi di panico Sempre di più italiani che ne soffrono, circa il 10% secondo le stime più recenti, con un’incidenza doppia per le donne rispetto agli uomini. Stiamo parlando dei di­sturbi da panico, comunemente noti come attacchi di panico. Un attacco di panico è definibile come un momento, di durata va­riabile (in media dai 2 ai 30 mi­nuti), di paura e disagio intenso, con sintomi improvvisi quali: su­dorazione, tremore, nausea, vertigini, iperventilazione, tachicardia e senso di soffocamento. Apparentemente, l’attacco di pa­nico non è scatenato da alcun fat­tore, ma si verifica in maniera improvvisa, spesso in luoghi troppo aperti o troppo chiusi, lon­tano dagli ambienti familiari, nel traffico o in luoghi affollati, il che ha fatto presupporre un’associa­zione con altri disturbi, quali ago­rafobia, claustrofobia, ipocondria e fobie sociali. Ma non sempre è così. Una caratteristica da non sottova­lutare in questi casi è che ci tro­viamo di fronte ad un circolo vizioso: i sintomi fisici sono in­sieme causa ed effetto di quelli psichici. Spesso chi sperimenta un attacco di panico è soggetto a subirne altri in seguito o comunque a soffrire di disturbi d’ansia per la paura di an­dare incontro ad altri episodi simili in futuro. La maggior parte delle persone che soffrono di tali disturbi mani­festa una forte paura di morire o impazzire, o comunque perdere lucidità e controllo delle proprie azioni. A causa dell’ansia gene­rata da tali attacchi, si tende ad evitare situazioni e luoghi in cui essi si sono verificati in prece­denza, secondo ciò che viene de­finito con il nome di “paura anticipatoria“. Nei casi più gravi è possibile che gli attacchi di panico si croniciz­zino, e questo a volte porta, da parte di chi ne soffre, a condurre una vita di totale isolamento per evitare situazioni potenzialmente pericolose. Un attacco di panico si svolge, ge­neralmente, come segue: improv­visamente e senza causa apparente arriva una sensazione di paura che causa il rilascio di adrenalina l’ormone neurotra­smettitore principale del sistema nervoso, che agisce anche sul si­stema vascolare e respiratorio: in questo modo il battito cardiaco e la respirazione aumentano, scatenando tutti i sintomi precedente­mente elencati e causando uno stato di enorme stress emotivo. Recentemente sono state avan­zate delle teorie sulle possibili cause, una delle quali è la man­cata ricaptazione della serotonina (neurotrasmettitore agente a li­vello delle sinapsi chimiche, re­sponsabile anche del nostro umore). Secondo un’altra scuola di pen­siero, invece, gli attacchi potreb­bero essere ricondotti a traumi psicologici sperimentati in pas­sato, soprattutto nell’infanzia e re­lativi alle figure genitoriali. Per altri ancora la causa sarebbe da rintracciare nelle variazioni fi­siologiche sperimentate dal nostro corpo, come un cambiamento re­pentino di temperatura o di illumi­nazione (per esempio nel passaggio da un ambiente aperto a uno chiuso). Una teoria psicologica attribuisce questo disturbo ad una scarsa au­tonomia dell’io e dunque ad una sorta di debolezza nell’autoaffer­mazione che scatena un conflitto tra il bisogno di integrazione so­ciale e quello di opposizione e in­dividualità. Anche l’ipoglicemia è stata indi­cata come possibile responsabile degli attacchi di panico. Qualunque sia la causa, resta co­munque il fatto che diagnosticare prontamente e correttamente un disturbo da panico è il primo passo verso la guarigione. E la diagnosi non è facile come sembra, infatti gli attacchi di panico sono in gran parte mimo nel senso che imitano i sintomi di altre patologie, a carico dell’apparato cardiovascolare (aumento battito cardiaco, dolore retrosternale, sudorazione fredda), respiratorio (soffocamento, gastrointestinale (nausea, diarrea), o del sistema nervoso centrale (stordimento). Perciò, una volta esclusi problemi di questo tipo, la prima cosa da fare sarà rivolgersi ad uno psichiatra. Il trattamento dei disturbi da panico può essere affrontato in vai modi, quindi affidarsi ad un professionista esperto può essere la soluzione adeguata. Con sedute di psicoterapia adeguate è stato dimostrato che il 70-90% dei casi possono risol­versi anche dopo poche setti­mane di terapia. In alcuni casi il disturbo da pa­nico, però, si accompagna ad altri problemi, quali depressione, esaurimento nervoso, alcolismo e abuso di altre sostanze per al­leviare lo stato di ansia provo­cato dagli attacchi. Tutto ciò va eventualmente chiarito durante il proprio percorso terapeutico e superato con l’aiuto dello specia­lista. Spesso chi soffre di questo tipo di disturbo tende a nasconderlo anche e soprattutto alle persone care che lo circondano. Niente di più sbagliato. Infatti l’isolamento non farà che peg­giorare le condizioni e la pre­senza di un nucleo familiare o di amici informati sui fatti è di fon­damentale importanza in questi casi. Per quanto riguarda l’uso di far­maci, associati alla psicoterapia, sarà fatta una valutazione caso per caso. Ancora una volta, sarà il medico, tenuto conto delle caratteristiche e della volontà del paziente, a decidere un eventuale tratta­mento farmacologico.


Mal di schiena: combatterlo con la scherma

sport scherma Il mal di schiena è per molti un problema che determina un fastidio insopportabile e che attenta al nostro benessere quotidiano, ostacolandoci nel lavoro e in tutte quelle attività che mettiamo in atto giorno per…


Mente: la fiction può educare alla salute

televisione bambini La televisione possiede un grande potere di influenza sulla nostra mente. Lo dimostrano gli effetti che gli spot e le trasmissioni televisive hanno sui nostri comportamenti e sulle nostre scelte. Il tutto spesso avviene in…


Elixir di lunga vita? macchè, fa venire il cancro!

elixir di giovinezza Altro che elisir di giovinezza, altro che prevenzione all?invecchiamento, l?ormone IgF-1 è associato a rischio cancro negli uomini anziani, come rivela una ricerca scientifica che è stata pubblicata dal Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism…


Alimentazione: ecco i miti da sfatare sul cibo

ciocolato Anche col cibo si creano tante leggende metropolitane, lo evidenza con molta attenzione il quotidiano inglese Daily Mail che si prende la briga di analizzare ogni cibo verificando quanto vere sono le tesi che testimoniano…


Donazione reni: una pratica sicura

donare un rene Ma chi l?ha detto che la pratica generosa di donare un rene sia da considerarsi a rischio, al contrario, la mortalità per chi la attua è tanto bassa da non presentare alcun rischio, almeno come…


Vitamina D: un nuovo ruolo contro le infezioni

vitamina d Un nuovo ruolo è quello ascritto alla Vitamina D da parte di una ricerca scientifica di Copenaghen ad opera del capo dei ricercatori professor Carsten Geisler e pubblicata da “Nature Immunology”.Tale vitamina parrebbe essere connessa…


Narcolessia: il ruolo dei geni

geni narcolessia Le cause della narcolessia erano rimaste fino ad ora poco conosciute, ma una recente scoperta sembra essere riuscita a gettare una nuova luce sui motivi che determinano una patologia che può rivelarsi davvero invalidante. In effetti…


Seno: benefici con Tranvital Bust Lift & Decolletè

Transvital Potrebbe essere tutta nella formula in gel il segreto dell?azione rassodante e volumizzante del seno firmato Tranvital Bust Lift & Decolletè, caratterizzato anche da un?ottima semplicità di utilizzo e capacità di elasticizzare al massimo la…


Viaggi Benessere: relax e benefici evidenti per la salute

Malesia Un lungo viaggio esposti alle intemperie della natura con la consapevolezza che proprio quella condizione primitiva di contatto con la natura selvaggia è ciò che rende più avvincente e unico il viaggio. Un lungo viaggio…


Cistinosi

cistinosi Cistinosi La cistinosi è una malattia ereditaria rara che danneggia alcuni organi come gli occhi e i muscoli. Molti casi più lievi possono non essere diagnosticati. CAUSE: Un aminoacido chiamato cistina si accumula nelle cellule, causando danni a organi come i reni, occhi, muscoli, pancreas e cervello. La cistina è prodotta nelle cellule durante il metabolismo naturale e viene normalmente espulsa dalla cellula stessa. Nelle persone affette da cistinosi questo non avviene. Al contrario, essa si sviluppa fino a 100 volte rispetto al livello normale, formando cristalli che poi distruggono la cellula. La cistinosi segue un modello di trasmissione autosomica recessiva. Questo significa che entrambi i genitori devono essere portatori di un gene difettoso, anche se non hanno la malattia, affinché il loro figlio sia malato. Se entrambi gli trasmettono il gene recessivo della  cistinosi, la malattia si svilupperà. La cistinosi può sembrare che appaia di punto in bianco, ma ci può essere un caso di malattia in famiglia e talvolta inspiegabili decessi nella prima infanzia. SINTOMI: Ci sono tre tipi di cistinosi: infantile, a esordio tardivo e benigna. Nella cistinosi infantile, nota anche come cistinosi nefropatica, il bambino può apparire normale alla nascita, con problemi che sorgono nel corso del primo anno o due. I sintomi includono: Mancata crescita; Scarso appetito; Eccessiva sete e produzione di urina; Rachitismo (a causa della mancanza di fosfato); Disidratazione, che combinata con un problema nella produzione di sudore porta spesso a febbri ricorrenti. Questi sintomi sono causati da danni alle due parti di unità di filtraggio dei reni: i tubuli e i glomeruli. Un danno tubulare provoca la sindrome renale di Fanconi, un tipo di acidosi tubulare renale, dove le sostanze nutritive, sali e minerali vengono persi con le urine. Ciò si verifica nei bambini molto piccoli e ha bisogno di cure urgenti. Maggiori danni a lungo termine si verificano per i glomeruli. Senza trattamento, i reni non riescono a lavorare e il bambino ha bisogno della dialisi o del trapianto. Altri sintomi includono: L’accumulo di cristalli negli occhi, causando danni alla retina e la perdita della vista o fotofobia (dolore o antipatia della luce intensa); Un aumento dei livelli di cistina nei globuli bianchi; Scarsa crescita; Atrofia muscolare; Danni al pancreas, che possono causare il diabete; Ipotiroidismo. Nella cistinosi ad esordio tardivo, chiamata anche cistinosi intermedia, i sintomi possono comparire da circa due anni di età alla metà dei 20 anni, ma di solito iniziano intorno ai 12 o 13 anni. I sintomi sono gli stessi della cistinosi infantile, ma non sono gravi, come nella sindrome di Fanconi, e possono non svilupparsi del tutto. Tuttavia, i danni renali (come l’insufficienza renale) possono progredire fino a rendere necessario un trapianto. Non ci sono danni renali nella cistinosi benigna, chiamata anche cistinosi non nefropatica. La condizione è spesso scoperta per caso durante una visita agli occhi, quando l’opacità del cristallino viene rilevata nella cornea e nella congiuntiva (gli strati superficiali dell’occhio). Tuttavia, la retina non è danneggiata. Altri sintomi possono includere una lieve fotofobia che inizia nell’età adulta. I cristalli sono depositati nel midollo osseo e nei globuli bianchi, ma possono non causare alcun sintomo. TERAPIA: Il trattamento mira a combattere i sintomi della cistinosi. Il fluido eccessivo e la perdita di nutrienti associati con la sindrome di Fanconi portano i bambini a richiedere quantità adeguate di acqua, minerali, sale e bicarbonato supplementari. Si potrebbero anche bere soluzioni di sodio e citrato di potassio. Molti richiedono anche la vitamina D e supplementi di fosfato per prevenire il rachitismo. L’ipotiroidismo può essere curato con la tiroxina, mentre il diabete avrà bisogno di insulina. Inoltre, ad alcuni bambini sono forniti gli ormoni della crescita. La cisteamina contribuisce a ridurre l’accumulo di cistina nelle cellule, riducendo la quantità di danni ai tessuti. Questo trattamento può prevenire o ritardare l’insufficienza renale e migliorare la crescita. Un collirio contenente cisteamina può contribuire a ridurre i danni alla cornea. Le coppie con figli che hanno la cistinosi dovrebbero adottare misure per evitare il ripetersi della condizione in caso di nuove gravidanze. Tecniche come il prelievo dei villi coriali (CVS) e l’amniocentesi possono essere utilizzate durante le prime fasi della gravidanza, per scoprire se il nascituro è affetto dalla malattia. Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari. [fonte: BBC]


Il posto più pericoloso della salute dei bambini? La scuola

bambini a scuola Se credete che la strada sia pericolosa per la salute dei bambini (ed in parte lo è), dovreste preoccuparvi di più del luogo in cui passano la maggior parte della giornata: la scuola. Nella conferenza sull’Ambiente e la salute del Ministero dell’Ambiente in collaborazione con il Regional Environmental Center è emerso, tra gli altri risultati, che il livello di agenti inquinanti all’interno delle aule scolastiche è superiore a quello della strada. In particolare sono sotto accusa gli edifici antichi (il 50% delle scuole italiane ha più di 40 anni), e di conseguenza anche gli arredi che emettono formaldeide, o Pm 10, prodotto dal gesso delle lavagne. Le conseguenze sono un incremento incredibile di diverse condizioni tra cui rinite (27,6% dei bambini analizzati), tosse (21,9%), allergie (19,9%) e asma (10,4%). Le soluzioni sono molteplici e vanno dal rimodernamento degli istituti all’installazione di semplici piante nelle aule, le quali sono capaci di assorbire alcune sostanze tossiche nell’aria. [fonte: Casa e Clima]


Alimentazione: i surgelati sono sicuri?

surgelati Il dubbio dobbiamo ammettere che spesso ci è giunto in mente di fronte ad una invitante confezione di verdure surgelate; ovvero, il prodotto sarà fresco come quello appena raccolto e al limite imbustato e posto…


Cibi grassi non sempre da evitare

dieta Seguire una corretta alimentazione è il primo passo per garantirsi un’ottima salute ed un organismo attivo ed efficiente. Ogni pasto, infatti, dovrebbe prevedere l’introduzione di precisi quantitativi di carboidrati, proteine, grassi ed altri elementi indispensabili come vitamine, fibre e sali minerali. Molto spesso, però, perchè si hanno ritmi intensi e stressanti che lasciano poco tempo per dedicarsi a sè stessi, o perchè si hanno convizioni poco corrette, si finisce per dimenticare questa regola e ci si alimenta in modo sbagliato. Oggi, ad esempio, si è sempre più attenti alla linea e, per questo, si tendono ad eliminare gli alimenti ad alto contenuto di grassi. Sicuramente un’ abitudine valida in generale, ma non bisogna dimenticare che non tutti i lipidi, ovvero le sostanze grasse, fanno male, anzi, alcuni sono indispensabili per la propria salute e per restare in forma. I grassi sono importanti non solo perchè costiuiscono una fonte energetica immediata e subito disponibile, basti pensare che un grammo di grasso apporta circa 9Kcal,  ma anche perchè aiutano ad assimilare meglio alcuni nutrienti, come alcune vitamine. Questi macronutrienti, chiamati dalla letteratura scientifica con il termine “lipidi”, includono sostanze buone e altre da evitare. Tra questi vi sono i grassi saturi, presenti per lo più in fonti animali, come carne, salumi, insaccati, burro, ed alcuni formaggi, che non solo sono più difficili da digerire, ma alla lunga, se assunti troppo spesso, possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari ed innnalzare il livello di colesterolo. I grassi “buoni” per la salute sono quelli insaturi, monoinsaturi e polinsaturi, terminologia che indica la loro struttura chimica, che si trovano principalmente in alcuni alimenti di origine animale e vegetale: semi oleosi, frutta secca, come noci, mandorle e nocciole, pesce azzurro, tonno, salmone, ma anche l’olio extravergine di oliva e l’avocado sono fonti privilegiate per mantenere attivo il metabolismo, conquistare una figura snella, proteggere il cuore e migliorare l’aspetto della pelle prevenendo le rughe. Ad esempio, basta portare in tavola un filetto di salmone arrosto, con un ricco contorno di insalata, arricchita con noci e pezzetti di avocado e condita con un filo d’olio per garantire al corpo il quantitativo di grassi di cui ha bisogno e fare il pieno di omega-3. Una corretta alimentazione, come si sa, inizia dalla prima colazione, il pasto più importante della giornata e, quindi, basta aggiungere un pò di frutta secca ai cereali per un mix gustoso da usare con latte o yogurt, oppure optare per un breakfast salato con due uova, alimenti spesso condannati per il contenuto di grassi, ma che in realtà non solo contengono quelli insaturi, ma sono anche un’ottima fonte proteica, indispensabile quando si svolge attività fisica.


Tanti soft drink aumentano il rischio di diabete e malattie cardiache

soft drinks Aumentare il consumo di bibite zuccherate ha contribuito a 130.000 nuovi casi di diabete, 14.000 nuovi casi di malattie cardiache e 50.000 anni di vita in più gravati da malattie cardiache negli ultimi dieci anni, ha rilevato un nuovo studio americano. La scoperta suggerisce che qualsiasi tipo di politica che riduca il consumo potrebbe avere un beneficio enorme sulla salute ha dichiarato il ricercatore senior dott. Kirsten Bibbins-Domingo, professore associato di medicina presso l’Università della California, San Francisco. Lo studio ha utilizzato una simulazione al computer della malattia cardiaca a cui sono stati applicati altri fattori di rischio cardiovascolare, come l’obesità e il sale nella dieta. Una spiegazione plausibile è che la maggiore incidenza dei problemi cardiovascolari sia dovuta ad una crescente incidenza di diabete, mentre un aumento dell’obesità potrebbe anche essere responsabile. Qualunque sia il meccanismo, gli studi sulla popolazione di grandi dimensioni suggeriscono un effetto del consumo di grandi partite di bevande edulcorate. Nessuno sostiene che queste bevande non vadano bene con moderazione, ma negli ultimi dieci anni il loro consumo è in aumento, mentre il consumo di altre bevande è diminuito. Una politica adatta, propone la ricercatrice, è quella attuata di recente nello Stato di New York, e cioè una tassa sulle bevande edulcorate, i cosiddetti soft drink. Il motivo per cui vi è un dibattito in corso su una tassa è che le prove scientifiche hanno costantemente dimostrato che più di una bevanda al giorno aumenta il rischio. L’American Heart Association raccomanda di limitare il consumo di bevande edulcorate, scegliendo tra le tante alternative disponibili, ha affermato il dr. Robert H. Eckel, docente di medicina presso l’Università del Colorado ed ex-presidente dell’associazione. Il succo di frutta stesso è ricco di sostanze nutritive, e il suo valore nutrizionale va al di là del contenuto di carboidrati. La dose giornaliera raccomandata di quantità di zucchero è di una sola lattina di bevanda al giorno per un uomo e un po’ meno per le donne, ha concluso Eckel. [Fonte: Yahoo]


Circonferenza vita: come misurarla e perché

misurazione circonferenza vita Le misure perfette, per una donna, si sa che sono 90-60-90, ma siamo sicuri che tutti sappiamo misurarle? Per quanto riguarda l’aspetto “salutare” di queste misurazioni, che possono sembrare a prima vista dei semplici valori estetici, c’è da considerare che quel “60″, cioè i 60 cm della circonferenza vita, i quali sono un campanello d’allarme contro l’obesità. I 60 cm sono quelli che possono vantare le modelle e poche altre persone, dunque se misurate qualche centimetro in più, non vi scoraggiate, non siete diventate obese. Eppure questo è un ottimo segnale per capire quando la vostra circonferenza vita, e di conseguenza il vostro peso in eccesso, sta aumentando troppo. Lo stesso discorso vale per gli uomini. Esiste un punto vita massimo, oltre al quale bisogna immediatamente correre ai ripari perché si rischia di entrare nella soglia dell’obesità, con tutte le conseguenze che conosciamo. Per le donne questo limite è a 80 cm, negli uomini è 94. Dopo il salto vediamo come fare. Se avete mai provato a misurare la vostra circonferenza vita, capirete quanto sia molto più complicato di quanto ci si aspetta. In che punto va fatta la misurazione? Se la misurazione dei fianchi e del seno è piuttosto semplice perché la linea è perlopiù unica, la zona della vita è molto alta, diverse decine di centimetri, e a seconda di dove si fa la misurazione, cambia la grandezza. Ecco dunque come fare per una misurazione precisa: Togliersi la camicia e allentare la cintura; Posizionare il centimetro a metà strada tra la parte superiore dell’osso dell’anca e la parte inferiore della gabbia toracica; Nel prendere la misura, l’addome deve essere rilassato e si dovrebbe essere in espirazione (mentre si getta fuori l’aria, dunque non trattenete il respiro); Registrare la misurazione. Misura la vita significa misurare il rischio di eventuali complicazioni dovute al peso, ma anche ad alcuni tipi di malattie legate ad esso. Se la vostra circonferenza vita è al di sopra del punto sopra indicato, la vostra salute potrebbe essere a rischio. In quel caso rivolgersi al proprio medico per controllare il colesterolo, zuccheri nel sangue e i livelli di pressione arteriosa, mentre sarebbe da considerare una completa valutazione cardiovascolare e del diabete. [Fonte: Health24]


Tinset: ritirato dal commercio la formulazione in gocce a basso dosaggio

Tinset Esce di scena il Tinset, ( Oxatomide ), il famoso antistaminico utilizzato per anni quale baluardo contro orticaria, allergie, esantemi, asma, congiuntivite, dermatiti etc.; sia chiaro, a seguito dell?intervento dell?AIFA, l?Agenzia Italiana del Farmaco, ad…


Salute dei bimbi e clima: summit Oms

logo_oms Un summit a Parma: la nostra  salute  è a rischio a causa dei cambiamenti climatici dovuti all’ambiente malsano che ci circonda. Pioggia incessante, montagne che si sbriciolano, fiumi che esondano, strade ghiacciate e valanghe che si sciolgono. Non è uno scenario apocalittico, ma, ve ne sarete accorti, la quasi quotidianità della cronaca. L’ambiente sta cambiando. Si sta alzando la temperatura (a livello globale di 0,74 gradi in 100 anni). Anche in Europa sono numerose le persone che perdono la vita in questi eventi definiti naturali, basta pensare ai recenti fatti avvenuti in Francia o in Sicilia. Ancora di più sono le perdite che si registrano ogni anno per le malattie correlate alle modificazioni ambientali e climatiche. Ogni anno nel vecchio continente muoiono 13.000 bambini per le sole ondate di freddo. In media il10% dei nostri figli soffre d?asma. Ma  la bronchite cronica, la salmonella, la leptospirosi, ecc., non sono altro che infezioni che si sviluppano e diffondono a causa delle mutazioni del clima. La temperatura e l?aria inquinata  però non sono l?unico problema: c?è il terreno, dal quale arrivano i prodotti della nostra tavola, l?ambiente domestico, con muffe e batteri dovuti all?umidità, al fumo di sigarette, ma anche l?acqua, per la sua scarsità in alcune zone, ma soprattutto perché non più troppo pulita. Infortuni, inattività fisica e sostanze chimiche nocive concludono il quadro. Per affrontare queste problematiche con particolare riferimento alla Protezione della Salute dei Bambini nel cambiamento Ambientale, ha aperto i battenti a Parma la Quinta Conferenza Interministeriale su Ambiente e Salute. Il summit, organizzato dall?Oms, in collaborazione con il Governo Italiano, vedrà la partecipazione dei rappresentanti di 53 paesi della Regione Europea (fino ai balcani e all’ ex Unione Sovietica). Oltre ai ministri interverranno esperti, commissari europei e delegazioni della società civile. Gli obiettivi: fare il punto della situazione e stabilire nuove linee guida comuni di intervento. Il documento sarà firmato alla chiusura della conferenza. Ma intanto proviamo a riflettere: quotidianamente, ci impegnamo almeno un pò nella salvaguardia dell’ambiente che ci circonda?


Dermatite: può essere segno di disagio mentale

pelle dermatite Le malattie mentali si manifestano spesso non in maniera silenziosa, ma anche dando particolari segnali che si esprimono attraverso il corpo, visto che d’altronde mente e corpo costituiscono un’unità inscindibile. La dermatite può essere per esempio…


Sport: la motivazione è essenziale

sport allenamento Quante volte ci siamo ripromessi che avremmo praticato sport in maniera regolare e poi abbiamo finito con il lasciar perdere tutto? Non è facile infatti portare avanti un allenamento continuo che comporta una certa fatica, a…


AVASTIN, Roche (Bevacizumab)

avastin AVASTIN, Roche CATEGORIA: Farmaci anticorpo monoclonali, agenti antineoplasici FORMA FARMACEUTICA: Soluzione per infusione PRINCIPI ATTIVI: Bevacizumab INDICAZIONI: Avastin è un farmaco di nuova generazione che viene impiegato, in associazione alla n combinazione chemioterapia a base di fluoropirimidine, per combattere i carcinoma mammari ed il cancro al colon, sopratutto in presenza di metastasi.  Invece, associato alla chemioterapia a base di platino, è utilizzato anche com trattamento in prima linea per i soggetti con carcinoma polmonare, in stato avanzato, metastatico o in ricaduta, mentre il medicinale in combinazione con interferone alfa-2a è impiegato per il trattamento dei pazienti con carcinoma renale avanzato e/o metastatico. La dose deve essere somministrata in soluzione endovenosa di 90 minuti e sotto stretto controllo di un medico specializzato in neoplasie. CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI: Ipersensibilità al principio attivo o ad uno degli eccipienti. Ipersensibilità accertata o sospetta ai prodotti che sono derivati da cellule ovariche di crice to cinese (CHO) o ad altri anticorpi ricombinanti umani o umanizzati. Avastin non deve essere prescritto ai pazienti affetti da metastasi del Sistema nervoso Centrale non trattate. Tra gli effetti collaterali più comuni vi sono ipertensione arteriosa, cefalea, epitassi, vertigini, nausea e confusione. Può verificarsi anche qualche episodio di stitichezza che si può risolvere bevendo molta acqua ed integrando le fibre nell’alimentazione. Possono comparire disturbi lievi e transitori all’apparato cardiaco e circolatorio.  Non assumere in gravidanza e durante l’allattamento. Le donne in età fertile devono considerare l’utilizzo di un contraccettivo durante il periodo di trattamento e per i 6 mesi successivi.   avastin-injection060622NOTE: Il bevacizumab è una molecola di recente scoperta che secondo le ultime ricerche può essere impiegata con successo anche per la cura del cancro al seno, patologia tumorale molto frequente purtroppo nelle donne. La sua funzione è quella di agire direttamente sulla proteina Vegf ritenuta responsabile della proliferazione delle cellule malate. Inibendo la sua azione, quindi, Avastin, ad esempio, aiuta a mantenere sotto controllo la neoplasia e contribuisce a migliorare la salute ed allungare la speranza di vita. Altri farmaci: Xeloda [Fonti principali: PagineSanitarie.com; Xapedia.it] *Per ulteriori informazioni leggere il foglietto illustrativo. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovveroun soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.


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