
Ennesimo, questa volta pericoloso, incidente del tram a Padova. Mezzo ultramoderno con pericolose tare premoderne visto che, più volte, lo abbiamo visto trainato dal trattore.
I deragliamenti si susseguono e, ogni volta, per cause diverse e banali a dimostrazione che il sistema non è sicuro. La sicurezza è il problema più grande in questo momento, lasciando stare la convinzione in molti che il prototipo della Lohr non sia il più congeniale e funzionale per la città.
L'ultimo deragliamento dimostra come sicurezza e affidabilità del tram siano ancora irrisolte, presentando, invece, falle evidenti e di difficile risoluzione. Il famoso sistema di sicurezza installato dalla Lohr, che dovrebbe segnalare le anomalie sul percorso, determinando ogni volta il fermo immediato del mezzo, è da un lato talmente sofisticato da segnalare qualsiasi impurità presente sulla rotaia da determinare una media di 13-14 fermate di sicurezza al giorno ma, dall'altro, non in grado di segnalare e "valutare" il rischio determinato dall'intoppo di un sampietrino nelle rotaie così come è avvenuto sabato 5/5. Lo stesso sistema di segnalazione interno, con le luci relative al diverso grado di intoppo determinato ogni volta che si verifica un blocco del mezzo, non ha garantito una valutazione esatta della situazione. Scaricare la responsabilità sugli autisti è del tutto fuori luogo così come anche solo alimentare il sospetto di una qualche forma di "sabotaggio" o "vandalismo". Bisogna invece guardare in faccia la realtà: il sistema non è attualmente sicuro e affidabile.
Il senso della richiesta di chiarimenti al Ministero, subito formulata dai Verdi tramite la senatrice Donati e la deputata Zanella, per conoscere i termini della sperimentazione in atto rimanda alla richiesta di fermare il collaudo del tram con i passeggeri a bordo per ritornare ad una sperimentazione senza rischi per le persone. Richiesta questa espressa dalla consigliera comunale Verde D'Agostino, respinta dalla giunta preoccupata dalla situazione ma protesa a minimizzare e a tranquillizzare il grave impasse determinatosi.
In questo momento questa è la priorità assoluta. Rimangono aperte anche altre questioni: la mancanza di una rappresentanza dei lavoratori nella commissione di controllo; la necessità che il controllore sia esente da rapporti con il controllato e, tanto meno, non sia parte dello stesso come è, invece, adesso; la necessità di mettere in sicurezza pedoni e ciclisti nei punti a rischio della linea con adeguate opere protettive prima di mettere in funzione un mezzo non sicuro. Rimane, infine, non risolta la questione di fondo: questo sistema non era e non è funzionale all'assetto urbanistico della città. Bisogna prendere atto di questo per ridurre i danni per la città, già alti ora con una sola linea sperimentale in funzione e ci sono responsabilità che dovranno, prima o dopo, pagare, se non in solido, almeno politicamente la scelleratezza di questa scelta.
Intanto la Lohr sta sperimentando il proprio prototipo sulla pelle dei cittadini e della città per poi, una volta apportate le opportune modifiche, venderlo già sperimentato a nuovi acquirenti. Mentre aumenta il rischio concreto di una disaffezione dai mezzi pubblici e della loro utilità da parte dei cittadini e la certezza, per ora, che i soli ad essere spariti dalla circolazione con l'arrivo del prototipo della Lohr sono i pedoni e i ciclisti mentre le auto viaggiano in eguale numero in una città ai vertici regionali per inquinamento da PM10.
9 maggio 2007
Paolo De Marchi - consigliere provinciale Verdi Padova