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Meltingpot Italia
Rubrica di attualità socio-politica curata da Ludovico Polastri: Meltingpot Italia nasce dall'idea di mantenere la propria identità italiana libera da dogmi religiosi, economici, sociali, politici che vorrebbero il dominio e la dissoluzione delle nostre personalità.
Ludovico Polastri è laureato in ingegneria e vive a Brescia.
Culturalmente indisciplinato, cerca di mettere d'accordo la parola con il numero scrivendo articoli. Ha un'innata insofferenza contro qualunque dogma o imposizione.
Il suo pensiero guida: teniamo presente che se l'umanità scomparisse da un momento all'altro dalla faccia della terra, l'universo non se ne accorgerebbe.
Scrivono in questa Rubrica anche:
Mario Bacchiega
Vive a Rovigo e Firenze. Per vent'anni ha insegnato storia delle religioni alla Pontificia Università "Marianum" in Roma. Conduce da oltre sedici anni una rubrica televisiva. Collabora a riviste specializzate. Tra le opere più importanti sono da ricordare: "Validità e attualità del mito solare" (1964), "L'uomo è quasi immortale" (1968), "Il pasto sacro" (1971), tre edizioni, "Dio padre o Dea madre?" (1977) premio internazionale del Ministero della Pubblica Istruzione di Malta, "Silvestro II papa mago" (1981), "I mostri dell'Apocalisse" (1982), "Papa Formoso, processo al cadavere" (1983), "Simbologia del figlio dell'uomo" (1985), "Lineamenti della storia delle religioni" (1999), "Disparire nell'assenza, condizione dopo la vita" (2001).
Giuseppe Casarrubea
Storico siciliano risulta attualmente uno dei maggiori storici della storia recente della Sicilia, e' considerato profondo conoscitore del periodo riguardante i fatti causati dall'intreccio mafia, fascismo, servizi segreti americani. Tra le sue opere ricordiamo: intelletuali e potere in Sicilia (Sellerio editore 1983), Portella della Ginestra ( Francoangeli editore 1997), Storia segreta della Sicilia (Bompiani editore 2005), Tango cannection (Bompiani editore 2007). ' presidente dell'associazione "non solo Portella" e dirige a Partinico l'archivio "G. Casarrubea", dedicato alla memoria di suo padre.
Nereo Villa
Musicista dal 1968 sia come interprete che come autore partecipa come cantautore al Festival di Venezia nel 1972 e nel 1973 come autore al XXIII Festival di Sanremo. Studioso di antroposofia steineriana svolge ricerche e studi nei campi: linguistica, ebraico, astrologia, economia, monetarismo. Pubblica per SeaR edizioni "Numerologia biblica" (1995) ed il "Sacro simbolo dell'arcobaleno" (1998). Tra le sue altre pubblicazioni sono da ricordare: "Se vuoi vincere lascia perdere" (ed. Franco Angeli, 2000), "L'assegnazione dei suoni ai corpi celesti" (ed. Ricerca '90, 2000), "Un futuro di consapevolezza dall'antica visione del cielo" (ed. Ricerca '90, 2001), "Numerologia della pace" (ed. Ricerca '90, 2001), "Astrologia, numerologia e triarticolazione" (ed. Ricerca '90, 2003), "Il cielo di tutti" (ed. Ricerca '90, 2004), "Capisaldi di economia celeste e di liturgia cosmica per il terzo millenio" ( ed. Ricerca '90, 004), "I sensi umani non sono solo 5" ( ed. Ricerca '90, 2006).
Michele Proclamato
Collaboratore della rivista Hera, scrive per la casa editrice Melchisedek di Milano ed è autore di numerosi articoli occupandosi di codifica dei simbolismi del passato e del presente. Conduce tour misterici in Italia partecipando a conferenze e corsi. E' curatore di diverse ricerche scientifiche in ambito esoterico e misterico.
Gaspare Armato
Abita a Pistoia, seppur viaggia spesso per assecondare il suo essere flâneur. Si occupa di Storia moderna. Ha pubblicato, fra le altre cose, 41 mesi di guerra (1983), Passeggiando per la Storia (2007), Appunti della storia (2008), La storia nell'arte (2009). Cerca di vedere la Storia come un romanzo, come un intreccio di fatti e misfatti, come una corrente continua di notizie che dovrebbero servire a comprendere il presente.
Aldo Giannuli
(Bari, 1952) è ricercatore di Storia contemporanea presso l'Università degli studi di Milano. E' stato consulente delle Procure di Bari, Milano (strage di piazza Fontana), Pavia, Brescia (strage di piazza della Loggia), Roma e Palermo. Dal 1994 al 2001 ha collaborato con la Commissione Stragi ed è salito alla ribalta delle cronache giornalistiche quando, nel novembre 1996, ha scoperto una gran quantità di documenti non catalogati dell'Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno, nascosti nell'ormai rinomato "archivio della via Appia".
Gabriele Zuppa
è laureato in Filosofia a Padova e ha conseguito l'abilitazione all'insegnamento secondario. Alla docenza affianca un lavoro di ricerca in ambito pedagogico, filosofico, interculturale.
Anna Pacifica Colasacco
"Sognatrice incallita, rivoluzionaria mai pentita, utopista nata, don Chisciotte consapevole, insomma, una diversa non integrata, felice di esserlo! Dal 6 aprile 2009 nata a nuova vita, ché quella precedente è stata spezzata. Vita diversa la nuova. Vita da ultima".
Sergio Berardini
Laureato in filosofia ha condotto studi sull'esistenzialismo (Kierkegaard, Heidegger) e l'idealismo italiano (Croce, Ernesto De Martino). E' autore dell'opera "Nichilismo e rivolta. Variazioni filosofiche su letture dostoevskijane".
Gerardo Coco
laureato in economia all'Università Bocconi di Milano ed un master in Business Administration conseguito al Politecnico di Hudderfield (UK) ha una lunga carriera manageriale alle spalle. E' membro del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. E' autore del testo "New paths for connecting municipalities to sustainable economic growth" riguardante lo sviluppo territoriale, con nota del presidente del Brasile Ignacio Lula da Silva.
Leonardo Facco
è editore e giornalista. Ha pubblicato per Aliberti "Elogio dell'evasore fiscale". È autore dei libri "Si chiama Rigoberta Menchù (Rubbettino), inchiesta sull'India guatemalteca", già Nobel per la pace, e "C'era una volta il Che", (Simonelli). Ha, inoltre, pubblicato il documentario Cual Revoluciòn? (SiRoma), dedicato all'ascesa e alle gesta di Hugo Chavez. E' fondatore e amministratore del Movimento Libertario.
Antonio Abate
Laureato in giurisprudenza presso l'Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro, esercita la professione di avvocato principalmente in ambito penale. Ha frequentato la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell'Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro, conseguendo il relativo diploma di specializzazione. È componente la redazione della rivista Liber@mente (edita dalla Fondazione "Vincenzo Scoppa") e della redazione del sito internet della Camera Penale di Catanzaro "Alfredo Cantàfora". È responsabile della Segreteria organizzativa dei corsi di aggiornamento e formazione professionale per avvocati e praticanti abilitati organizzati dalla Camera Penale di Catanzaro. Ha curato la Segreteria organizzativa della I edizione della Scuola di Liberalismo 2009 di Catanzaro. È stato docente di diritto commerciale e merceologia per i corsi di abilitazione all'esercizio del commercio e della professione di agente e rappresentante di commercio.
Pietro Monsurrò
è ingegnere ed ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2008. Appassionato di economia politica ha scritto articoli per Liberal, Liberòmente, Giornalettismo, Chicago Blog, Libertiamo. Ha inoltre scritto una serie di articoli sulla Scuola austriaca di economia per l'Istituto Bruno Leoni. Studia economia alla LSE.
Gianfranco La Grassa
E' stato docente di economia nelle Università di Pisa e Venezia. Ha ottenuto la specializzazione alla Svimez e alla EPHE (oggi EHESS) di Parigi. Allievo di Antonio Pesenti e Charles Bettelheim e, in genere, della scuola althusseriana, ha scritto oltre 50 volumi e centinaia di articoli. E' collaboratore del blog e del sito ripensaremarx. Per ulteriori informazioni bio(biblio)grafiche e di studi si consulti www.lagrassagianfranco.com
Viviana Vivarelli
Ex insegnante di scienze umane e discipline giuridico-conomiche e studiosa di psicologia e materie varie, è autrice di numerosi articoli e libri. Cura il blog masadaweb.org, aperto a tutti.
Per i contenuti pubblicati in questa Rubrica, la responsabilità è completamente da attribuirsi al curatore.
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Meltingpot Italia
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Pubblicato da ludovico polastri
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13-06-2010 |
di Gianfranco La Grassa Alla fine, di fronte al diktat della Fiat in merito al mantenimento o meno dello stabilimento di Pomigliano, i sindacati si sono divisi. Alcuni, i soliti, hanno accettato le condizioni poste dall'impresa; altri, anche qui i soliti, hanno rifiutato e proposto la solita lotta con i soliti rituali. Adesso gli oltre 5000 lavoratori di quello stabilimento verranno chiamati ad esprimersi nel solito altro rituale della "libera e democratica" scelta se accettare o meno. Quanto è bello e buono e giusto rifarsi alla base, lasciare esprimere "liberamente" i diretti interessati, che "lucidamente e freddamente" valuteranno se conviene loro accettare o meno l'accordo - non proposto ma imposto - dall'impresa.
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Pubblicato da Ludovico Polastri
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31-05-2010 |
di Gianfranco La Grassa Per ben due volte Berlusconi ha offerto alla Marcegaglia il posto ministeriale di Scajola, ricevendo un duplice rifiuto. La seconda volta, la proposta è stata fatta davanti all'assemblea della Confindustria, quasi tutta rappresentata da grandi e medio-grandi industriali dei "settori decotti", che hanno anch'essi mostrato ostilità e disapprovazione della stessa, schierandosi quindi con la loro presidentessa. Sembra abbastanza evidente che, almeno la seconda volta, il premier abbia agito per tattica, essendo già convinto della non accettazione della sua profferta. Si è trattato - come tutto lascia pensare; e alcune dichiarazioni assai credibili attribuite al premier vanno in questa direzione - di mostrare come gli industriali italiani, con una lunga tradizione dello stesso genere alle spalle, chiacchierino tanto, critichino l'operato dei vari governi, senza mai prendersi responsabilità.
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Meltingpot Italia
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Pubblicato da Ludovico Polastri
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26-05-2010 |
di Gianfranco La Grassa Siamo sempre più in vista di un pieno ritorno al passato. In politica continuano, estenuanti, i tentativi chiaramente inutili di mediazione tra il premier e Fini, tra lo stesso premier e Casini (con Rutelli in alleanza con quest'ultimo che segue "benignamente" il pourparler in atto). Nel contempo, la Lega è diffidente, a causa della sua ossessione federalista, e dunque traccheggia con l'Idv pur fingendosi la migliore alleata di Berlusconi. Dopo Fini (già invitato negli Usa e indicato più volte come referente di tale paese in Italia), le manovre di accerchiamento e logoramento della leadership berlusconiana proseguono con l'invito di Napolitano, oggi negli Usa.
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Pubblicato da Ludovico Polastri
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19-05-2010 |
di Gianfranco La Grassa 1. Siamo stretti nella demenziale morsa tra i veri mercatisti, che credono appunto alle virtù del libero mercato il meno possibile intralciato da interventi di autorità ad esso estranee (e viste sempre come almeno potenzialmente negative e ostili), e gli europeisti. Questi ultimi non sono statalisti, non hanno nemmeno una visione particolarmente keynesiana. Sono in fondo essi stessi cultori del mercato, ma lo vogliono pensare quale "alleato" della mirabile costruzione europea, in condizioni pietose soprattutto per merito di simili europeisti, che hanno contribuito alle condizioni imposte per mettere in piedi questo marchingegno fasullo, di tipo in fondo solo monetario, e con qualche milione di intralci burocratici e di regolamentazioni soltanto in grado di far impazzire chi dovrebbe agire nello "splendido" mercato allargato. Si è arrivati persino a stabilire le dimensioni o il diametro di certi prodotti agricoli, si era cercato di rovinare il nostro meraviglioso lardo di Colonnata per questioni igieniche, la cui stupidità supera ogni limite dell'immaginabile. Ho fatto solo banali esempi, ma chi opera nel mercato europeo può suggerirmi mille altre deformazioni mentali dei membri (pagatissimi) di questi organi superflui.
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Meltingpot Italia
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Pubblicato da ludovico polastri
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11-05-2010 |
di Gianfranco La Grassa La crisi è senz'altro grave e fa trattenere il fiato, tutti si focalizzano su di essa, il che è ovviamente comprensibile; anche il sottoscritto, in quanto "piccolissimo risparmiatore", non sa in realtà che cavolo fare e maledice gli economisti, che nemmeno si sono dati da fare per conseguire quei modesti, ma significativi, progressi realizzati negli ultimi anni dai meteorologi. Solo che non li maledico da ora, ma ho sempre pensato che non sappiano nulla di nulla salvo che cianciare sui giornali e in TV. Tuttavia, anche coloro che adesso li maledicono non hanno il coraggio di prendere misure drastiche. Impedire che scrivano e blaterino ancora, che insegnino nozioni di inutile e finto tecnicismo nelle Università. Non solo: già all'epoca dei fallimenti Cirio, ma soprattutto Parmalat, si era constatato quanto ignoranti e imbroglione siano le società di rating. Due anni fa, all'esplodere della "prima tranche" della crisi, tutti avevano dato loro addosso. Eppure continuano ad agire indisturbate così come le grandi banche d'affari americane fra le principali spargitrici di titoli spazzatura, ecc.
Tags: europa euro crisi meltingpot |
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Pubblicato da Ludovico Polastri
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03-05-2010 |
di Gianfranco La Grassa La battaglia per la presidenza del Cdg (consiglio di gestione) di Intesa è un altro piccolo segnale della lotta interna alla GFeID (grande finanza e industria decotta), dove i vecchi poteri forti resistono e tentano contrattacchi per riprendere in mano la situazione, dopo che i loro altri tentativi di resa dei conti con Berlusconi (tramite magistratura, gossip, uso di intercettazioni pubblicate sulla stampa da loro controllata, ecc.) hanno finora registrato molti insuccessi (vedremo l'ultimo atto con in ballo Scajola).
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Pubblicato da Ludovico Polastri
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30-04-2010 |
di Gianfranco La Grassa Negli ultimi giorni, per ben due volte il Presidente della Repubblica ha rilasciato dichiarazioni, che ci si è affrettati a leggere semplicisticamente, con mentalità piatta, mai sforzandosi di andare oltre il significato letterale di quanto si sostiene in politica, campo in cui non solo è lecito, ma spesso doveroso, dire esplicitamente "bianco" lasciando agli interpreti meno banali di valutare se veramente quanto affermato è tale qual è o nasconde altri sensi. Sia sul 25 aprile sia sulle "toghe", Napolitano ha manifestato opinioni, del tutto non opinabili e perfino ovvie, che hanno invelenito gli imbecilli della "sinistra", in specie di quella che si ritiene radicale e antifascista (mentre è solo sfascista ed eversiva), mentre ha sollevato tanta soddisfazione nella "destra" che vi ha letto una nota di "revisionismo".
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Pubblicato da Ludovico Polastri
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28-04-2010 |
di Gianfranco La Grassa 1. Pochi commentatori hanno affrontato, in chiave non personalistica, lo scontro Fini-Berlusconi; adombrando spiegazioni dotate di un certo senso, ma fermandosi di fronte alle questioni di fondo. Si sono distinti per superficialità e inconsistenza i commenti della solita sedicente sinistra. Lo sbiadito segretario del Pd - sempre più controfigura di Maurizio Ferrini; ci si ricorderà di "quelli della notte", del romagnolo che parlava del pedalò - ha parlato di spettacolo indecoroso (o indecente) e ha pronunciato una frase storica per i suoi densi contenuti: Fini ha le sue ragioni. Poveri sinistri: non avendo più nulla da dire, essendo dei rinsecchiti residui di inesistenti idee circa un futuro passato da decenni, non possono che riconoscersi in "Farefuturo", medesima versione del polveroso "politicamente corretto", i cui guasti inenarrabili sono ormai stati provocati quasi al completo. Si potrebbe chiudere con un lapidario commento: tra rinnegati (del comunismo e del fascismo) si riconoscono all'odore, anche nel buio pesto del cervello, come nella "Commedia degli Zanni", quando due personaggi, incontratisi di notte in una calle veneziana, si annusano per un po' e poi: "buona sera sior Toni", "buona sera sior Bepi".
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Pubblicato da Ludovico Polastri
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14-04-2010 |
di Gianfranco La Grassa Mi sembra che poco si stia cogliendo del lento mutamento d'epoca in atto - nemmeno poi tanto lento, se si considerano i tempi storici, non quelli della vita individuale - soprattutto a livello mondiale. Meno ancora lo si coglie in Europa e specialmente in Italia; ma qui l'apparente immobilismo dipende dal torpido servilismo e subordinazione della nostra area, e del nostro paese, agli Stati Uniti. Purtroppo, le ragioni storiche di tale situazione - bipolarismo, alleanza atlantica, ideologia della "liberazione" che è stata ben propagandata in un'area ormai priva di qualsiasi energia propria - sono note, ne abbiamo parlato più volte; ed è inutile in questa sede tornarci.Il cambiamento in atto è quello che più volte abbiamo indicato come multipolarismo. Esso è però ancora più complesso e pervasivo. Troppo spesso si è insistito sul suo lato culturale. Da questo punto di vista, si potrebbe pensare che il tornante decisivo è avvenuto con il '68 e anni successivi. Credo si tratterebbe di un'interpretazione sviante. Intanto, rileviamo che il mutamento in atto non riguarda soltanto, non ha soltanto influssi sui processi che si svilupperanno nel futuro. Sempre più appare chiaro che gli storici del novecento non hanno fatto bene il loro mestiere. Occorre reinterpretare in buona parte tale secolo. La storia è stata veramente scritta dai vincitori, con una torsione del significato di tanti eventi e processi che ha creato una spessa coltre di fraintendimenti radicali. Sono questi che bloccano, soprattutto nel nostro paese e nella nostra area, la comprensione di ciò che sta accadendo.
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Pubblicato da Ludovico Polastri
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08-04-2010 |
di Gianfranco la Grassa 1. Tutti quelli che mi leggono sanno come la penso sulla sedicente seconda Repubblica, mai nata; sul suo atto di fondazione ufficiale, quelle sporche "Mani pulite" cui diedero impulso i nostri parassitari gruppi industriali privati, complici e succubi della ben nota "manina d'oltreoceano" di geronimiana memoria. Tutti sanno pure che prima ci fu la riunione sul panfilo "Britannia", divenuto più che altro simbolo delle decisioni prese in merito allo smantellamento della nostra industria (e finanza) pubblica. Si sa ormai anche del "granellino nell'ingranaggio" rappresentato dalla discesa (obbligata) di Berlusconi in campo, che approfittò di una "piccola" dimenticanza degli organizzatori del mascherato colpo di Stato: non si era tenuto conto dell'elettorato Dc e Psi (e altri minori), che mai avrebbe votato uno schieramento politico, il cui nucleo era costituito dai rinnegati del "comunismo" (quello che preferisco definire piciismo), con attorno gli scampoli peggiori e più deteriori dei vecchi partiti governativi; uno schieramento che sembrava nell'insieme ricordare la struttura politica delle ormai dissoltesi "democrazie popolari" dell'est, dove un partito comunista si attorniava di partitini che non contavano un bel nulla.
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Pubblicato da Ludovico Polastri
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02-04-2010 |
di Gianfranco La Grassa Parliamo pure con tono un po' casereccio, familiare, senza eccessivo impegno. Ormai si saprà che non ritengo decisive le "elezioni democratiche" per le sorti del paese; almeno nel medio periodo in cui si vedrà presto che la crisi più che essere passata si renderà quasi cronica e non consentirà nuove opportunità di grande crescita economica. Tutto si giocherà sullo sviluppo, in quanto capacità di accelerare e orientare le trasformazioni produttive e sociali che comunque si verificheranno; e tale orientamento non si otterrà certo con l'economicismo reale di tutti coloro che credono di superarlo con l'effimero bla-bla sulla decrescita o sull'ambientalismo, con l'opposizione a qualsiasi scelta si faccia, ecc. In realtà, occorrerebbero decisioni politiche nette e recise di rafforzamento del sistema sociale oltre che economico; certamente senza chiusure autarchiche bensì invece di partecipazione, con una giusta combinazione di alleanze e competizione, alla lotta internazionale; non nel mercato "globale" secondo le ristrette vedute degli economi(ci)sti, ma nel nuovo contesto del multipolarismo in accentuazione.
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