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‘Live at home’ newyorkese per Giovanni Caccamo

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – Il “Live at home” di Giovanni Caccamo oltrepassa l’oceano e il prossimo 20 novembre approdera’ per la prima volta negli Usa. L’artista si esibira’ nel cuore pulsante della cultura giovanile italiana a New York, la Casa Italiana Zerilli Marimo’ della NY University, con il supporto di Roberto Mancinelli attivo negli States nella promozione degli autori/compositori italiani.

Il concerto sara’ disponibile on demand in esclusiva sul sito di Radio Italia (www.radioitalia.it).

Un concerto originale, pensato e voluto per i tanti studenti, ma non solo, durante il quale Giovanni intervallera’ alla musica, la sua storia di giovane cantautore siciliano che, credendo sempre nei sogni, e’ arrivato a calcare il palco dell’Ariston e a vincere il Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte. Caccamo cantera’ e suonera’ i brani del suo album d’esordio “Qui per te”, ma non mancheranno alcune cover internazionali di successo.

Il format del “Live at home”, pensato dall’artista gia’ qualche anno fa, e’ un concerto intimo e originale che arriva in America dopo oltre cinquanta date tenute in tutta Europa, da ultime quelle a Parigi e Gerusalemme. Un vero e proprio ‘live – tour a domicilio’ che ha portato Caccamo a ricevere anche inviti prestigiosi come quello di Gherardo Felloni, direttore creativo accessori Miu Miu, che ha ospitato il “Live at home” a Parigi, o di Kurt Metzler, noto scultore di fama mondiale residente a Zurigo. Polistrumentista, compositore e autore, Caccamo a soli 24 anni ha gia’ alle spalle collaborazioni importanti come quella con Caterina Caselli e la Sugar che ha prodotto il suo primo album “Qui per te ” e quella con Franco Battiato con il quale ha duettato sul brano “Satelliti nell’aria” ed ha prodotto il suo primo singolo “L’indifferenza”.


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Roma, quattro pistole e una bomba a mano dentro casa: due arresti

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – Due arresti, quattro pistole e una bomba a mano sequestrate. E’ il bilancio dei controlli, alla ricerca di armi e droga, messi a segno dai carabinieri.

I militari del Nucleo operativo e radiomobile della

compagnia di Frascati hanno arrestato un 42enne, nullafacente, gia’ noto alle forze dell’ordine. L’uomo, all’interno della propria abitazione di via Duilio Cambellotti, aveva quasi un chilo di marijuana, un bilancino di precisione e due pistole, una calibro 6,35, con matricola abrasa e un revolver, privo di matricola, da collezione. Nell’abitazione di un operaio romano, di 50 anni, incensurato, i carabinieri hanno trovato altre due pistole a tamburo e una bomba a mano, di fabbricazione slava, mod M-75.

Per questo ordigno e’ stato richiesto l’intervento degli artificieri dei carabinieri del comando provinciale di Roma che hanno delimitato la zona e messo in sicurezza l’ordigno bellico che e’ stato portato via. Le pistole, tutte repertate, verranno inviate al Ris per gli accertamenti balistici del caso, per verificare se siano mai state utilizzate in fatti di sangue.


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Dario Fo: ”Contro il terrore dell’Is come contro le stragi degli anni ’70”

Francia

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – “Negli anni ’70 in Italia saltavano in aria treni e stazioni ma non ci arrendemmo alla paura, se lo avessimo fatto, se ci fossimo chiusi in casa, se avessimo sospeso gli spettacoli, avrebbe vinto la strategia della tensione. Adesso bisogna fare lo stesso”.

Con oltre 50 anni di palcoscenico alle spalle, fra i quali l’intensissima e drammatica stagione degli anni ’70, il premio Nobel Dario Fo ammonisce cosi’, conversando con l’AdnKronos, artisti e spettatori a non lasciarsi sopraffare dalla legittima paura dopo i sanguinosi attacchi terroristici a Parigi, in particolare quello al Bataclan mentre era in corso il concerto degli ‘Eagles of Death Metal’.

Proprio negli anni ’70, e poi per parte degli ’80, la Compagnia Dario Fo -Franca Rame andava in scena con cautele particolari, dovute al clima dell’epoca, alla forte valenza politica, militante, dei lavori rappresentati e al personale impegno politico di Franca e Dario: “Recitavamo solo davanti a pubblico perquisito e dopo che gli spazi erano stati controllati
– ricorda Fo- e questo perche’ c’erano stati dei tentativi di far saltare in aria lo spazio di Milano dove lavoravamo, la Palazzina Liberty, e nel sud era stato dato alle fiamme un cinema dove ci saremmo dovuti esibire”.

“Oltre a questo c’era la situazione nazionale spaventosa, lo stragismo. Capimmo che se ci fossimo fermati avrebbero vinto loro, avrebbe vinto chi voleva che non facessimo piu’ spettacoli, che le persone non si incontrassero, non dibattessero. La strategia era di fermare la vita pubblica, far arroccare tutti nella propria casa, isolare le persone con la paura. Invece c’e’ stata la reazione: nessuna compagnia si e’ fermata, nessun tour e’ saltato per questo”. Le parole di Fo rimandano al tragico bilancio dello stragismo di quegli anni, i cui capitoli piu’ noti, ma non gli unici, furono Piazza Fontana (12 dicembre 1969), diciassette vittime; Peteano (31 maggio 1972), tre carabinieri uccisi; Questura di Milano (17 maggio 1973), 4 morti; Piazza della Loggia (28 maggio 1974), 8 morti; Italicus (4 agosto 1974), 12 morti; Stazione di Bologna (2 agosto 1980), 85 morti.

“Le persone erano perennemente allarmate e il nostro pubblico quando veniva perquisito all’entrata, cosa che facevamo ‘in proprio’ non con l’ausilio delle forze di polizia, forse si allarmava ancora di piu’ ma capiva anche che in quello spazio sarebbe stato al sicuro”, ricorda Fo che tratta anche questa parte della sua vicenda artistica nel libro ‘Nuovo manuale minimo dell’attore’, da poco in libreria per Chiarelettere. “Le risate erano la nostra forza, quando riuscivamo a farle esplodere erano liberatorie, capovolgevano le castronate che si tentavano di imporre alla gente”, prosegue Fo, ricordando poi che nelle sue messe in scena la compagnia addirittura ‘giocava’ con la tensione che era nell’aria: “Fingevamo un’interferenza nei nostri microfoni, la voce di un poliziotto che ci intimava di lasciare libero il canale, innescando un ‘botta e risposta’. Fingevamo che mentre lo spettacolo era in corso fuori stesse avvenendo un colpo di stato, altra concreta paura di quegli anni, con telefonate, persone che portavano notizie da fuori la sala, un alternarsi di conferme e smentite”.

“La grande forza dell’Italia, degli italiani, fu il non cedere alla paura al terrore, al clima di impossibilita’ di condurre una vita normale: loro tentavano di creare il dramma totale, continuo, noi dimostrammo che sfidando, anche con un po’ di incoscienza, la logica della paura si cambiavano le cose, e in tutto questo il pubblico non mancava anzi riempivamo gli stadi”, conclude Dario Fo.


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Cambio al vertice al Reparto operativo Carabinieri Roma: Sabatino al Ros, arriva Donnarumma

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – Cambio al vertice al Reparto operativo del comando provinciale carabinieri di Roma: il colonnello Lorenzo Sabatino lascia l’incarico per assumere il ruolo di comandante del Secondo reparto investigativo del Ros (Raggruppamento operativo speciale) e al

suo posto arriva il colonnello Giuseppe Domnarumma, gia’ comandante provinciale dell’Aquila.

“Lascio il comando provinciale di Roma dopo nove anni trascorsi per la maggior parte al Nucleo investigativo di via In Selci – ha detto Sabatino -Sono stato responsabile di tante attivita’ investigative, abbiamo avuto tanti successi ma sono successi soprattutto dei carabinieri che ho avuto l’onore di comandare”. Sabatino, dal 2006 al comando della seconda sezione del Nucleo investigativo, passa nel 2007 al comando del Nucleo dove rimane fino al settembre 2014 quando arriva al vertice del Reparto operativo.

Tra le tante indagini portate a termine in questi anni, l’operazione ‘Meta’ contro un’organizzazione legata alla ‘ndrangheta responsabile di un ingente traffico di droga dal Sudamerica e l’operazione ‘Los Moros’ che ha smantellato una rete di trafficanti di stupefacenti attiva sul litorale di Ostia. Sotto il suo comando anche le piu’ note indagini sulle baby prostitute dei Parioli e quelle che hanno portato a risolvere il giallo dell’Olgiata con l’arresto del responsabile dell’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre.

Sul fronte degli omicidi risolti ricordiamo il delitto di Giuseppe Carlino, per cui sono stati condannati all’ergastolo con l’accusa di omicidio aggravato dalle modalita’ mafiose Michele Senese e Domenico Pagnozzi, esponenti di spicco della criminalita’ organizzata romana, e l’arresto del responsabile dell’omicidio del gioielliere Giancarlo Nocchia, ucciso nel corso di una rapina in via dei Gracchi.

“Salutiamo il colonnello Sabatino – ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Roma Salvatore Luongo – dopo nove anni in cui si sono delineati eventi straordinari sia sul profilo della sicurezza pubblica che dal punto di vista investigativo. Al colonnello Donnarumma, uomo di grande spessore che viene da un’esperienza investigativa a Cagliari e ancor prima a Milano facciamo gli auguri sinceri per affrontare questa sfida che e’ il giubileo”.

Donnarumma arriva al comando del Reparto Operativo di Roma dopo aver trascorso gli ultimi 16 mesi al vertice del comando provinciale dell’Aquila e i tre anni precedenti al comando provinciale di Pesaro, dove si e’ occupato anche delle indagini sull’aggressione con l’acido a Lucia Annibali. Donnarumma e’ stato anche insignito di una medaglia di bronzo al Valor civile per aver preso parte all’operazione per la liberazione di alcuni ostaggi nell’ufficio postale di Pula in Sardegna.


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Pesaro, si finge funzionario d’ambasciata per raccogliere fondi: arrestato truffatore

Pesaro Urbino, 18 nov. (AdnKronos) – Si fingeva un commissario di polizia in servizio all’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito a Londra per raccogliere fondi illecitamente. L’uomo, un 39enne italiano residente a Fano, e’ stato arrestato dalla polizia di Pesaro e

Urbino, in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale di Polizia (Scip) della Direzione centrale della polizia criminale per truffa e sostituzione di persona.

L’arrestato, che deteneva un tesserino e una placca metallica falsi per simulare l’appartenenza alla forze dell’ordine, si accreditava come ‘commissario di polizia’ in servizio all’ambasciata e, con una lettera a firma dell’ambasciatore che e’ risultata falsa, si fingeva incaricato della raccolta fondi in favore della famiglia di un altro appartenente alla polizia, anche lui in servizio all’ambasciata, la cui figlia minore si sarebbe dovuta sottoporre ad un urgentissimo e costoso intervento chirurgico negli Stati Uniti d’America a causa di grave malformazione cardiaca.

Gli investigatori della squadra mobile hanno accertato che con le stesse modalita’, l’uomo aveva messo a segno nel pesarese truffe per alcune centinaia di euro e si apprestava a consumare analoghi raggiri, tra cui uno per un importo complessivo di 20.000 euro.

Pochi giorni fa una delle persone contattate dal truffatore si e’ insospettita e si e’ rivolta all’esperto per la sicurezza dello Scip presso l’ambasciata italiana a Londra, che ha attivato l’intervento dello Scip e della Questura di Pesaro. Attualmente l’indagato e’ agli arresti domiciliari e sono in corso ulteriori accertamenti.


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Strattoni e percosse a bimbi a scuola, indagate due maestre a Napoli

Napoli, 18 nov. (AdnKronos) – I carabinieri della stazione di Gragnano (Napoli) hanno notificato a due maestre, di cui una di sostegno, la misura cautelare dell’obbligo di dimora per maltrattamenti su alcuni alunni, uno dei quali con disabilita’ psichica. La

misura cautelare, con la prescrizione di non allontanarsi dall’abitazione dalle 8.00 alle 19.00, e’ stata emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della procura. L’indagine e’ iniziata nel febbraio scorso dopo la denuncia di una mamma che ha raccontato che il figlio non voleva piu’ andare a scuola per le violenze subite.

Dalle testimonianze e dalle intercettazioni audio e video raccolte dai carabinieri, spiegano gli stessi militari, sono emersi “vari episodi di maltrattamenti sia fisici, come percosse, prese violente e strattoni, sia psicologici, come urla, rimproveri spropositati e spesso ingiustificati”. Una delle due maestre sottoposte a obbligo di dimora e’ un’insegnante di sostegno.


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Zampaglione vince il premio Miglior video per ‘Ci stai’ di Biagio Antonacci

Musica

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – Federico Zampaglione ha ricevuto due importanti premi in occasione della tredicesima edizione di ‘Roma Videoclip’, storica rassegna di cinema e musica che si svolge alla Casa del Cinema, a Villa Borghese, a Roma. Al regista romano sono stati consegnati il ‘Premio miglior regista’ e il ‘Premio Miglior Video’ per il video di ‘Ci stai’ il nuovo singolo di Biagio Antonacci.

Diretto da Federico Zampaglione e scritto insieme all’amico e collega Antonacci, il video racconta il viaggio di un uomo che nella notte incontra varie solitudini, che insieme ritrovano il calore di un sorriso. ‘Ci stai’ e’ stato girato con una troupe cinematografica in provincia di Milano a fine ottobre.

Nelle motivazioni si afferma che Zampaglione e’ l’artista che “e’ riuscito, piu’ di chiunque altro in Italia, a coniugare musica e cinema e a dare valore alla forma di arte espressiva del videoclip”. La passione di Zampaglione, nei confronti delle arti visivi, si e’ espressa negli ultimi anni, attraverso la realizzazione di videoclip originali sia in animazione sia in veri e propri cortometraggi. “Sono orgoglioso di questi due importanti premi -dichiara Federico Zampaglione- sto cercando di dare il massimo sia nella musica sia nel cinema e questi importanti riconoscimenti sono uno stimolo a fare sempre meglio”. Questi premi si aggiungono alla lunga lista di riconoscimenti che Zampaglione ha collezionato nel corso della sua lunga carriera: Ha ricevuto numerosi dischi di platino con i Tiromancino, ha scritto canzoni diventate dei classici della musica italiana e ha collaborato con i piu’ grandi artisti italiani.

Zampaglione ha scritto canzoni e musiche per le colonne sonore di film di importanti registi tra i quali Virzi’, Verdone, ?zpetek e De Maria e si e’ dedicato al cinema con successo. Il suo secondo film ‘Shadow’ ha battuto tutti i record d’incassi degli ultimi vent’anni per un film horror italiano, e’ uscito in quasi 80 paesi ed e’ stato definito, dalla stampa specializzata, come un esempio di “rinascita dell’horror italiano”, diventando un oggetto di culto fra gli appassionati del genere. Zampaglione e’ attualmente impegnato con le registrazioni del nuovo album dei Tiromancino la cui pubblicazione e’ prevista per l’inizio del 2016.


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A Denzel Washington il Golden Globe alla carriera

Hollywood

Roma, 18 nov. (AdnKronos/Cinematografo.it) – Sara’ consegnato a Denzel Washington il premio Cecil B. DeMille, ovvero il Golden Globe alla carriera. Lo ha annunciato l’HFPA (Hollywood Foreign Press Association), l’associazione della stampa estera a Hollywood. La premiazione si svolgera’ il 10 gennaio durante la cerimonia dei Golden Globes.


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Funzionario del Ministero dello Sviluppo Economico arrestato per concussione

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – I carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo di Roma hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip presso il Tribunale di Roma, nei confronti di un 51enne funzionario del

ministero dello Sviluppo Economico, ritenuto responsabile del reato di concussione. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, infatti, l’uomo riceveva soldi da stranieri in cambio di agevolazioni per il riconoscimento di titoli o qualifiche professionali conseguiti all’estero.

Le indagini dei militari di via in Selci sono scattate dopo una denuncia legata a una segnalazione dell’ambasciata di Romania, relativa a un’indebita richiesta di denaro avanzata dal funzionario a un cittadino romeno per ottenere l’agevolazione dell’iter burocratico necessario per il riconoscimento di qualifiche professionali conseguite all’estero, ma abilitanti all’esercizio di un’attivita’ professionale in Italia.

Secondo i carabinieri, il funzionario, “abusando della sua qualita’ e dei suoi poteri”, contattava “sistematicamente, con finalita’ concussive, gli stranieri che avevano richiesto al ministero dello Sviluppo Economico il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero per l’esercizio in Italia della professione artigianale, richiedendo somme in denaro che arrivavano a 1000–1200 euro a ‘pratica’, quale compenso per ottenere la favorevole definizione del procedimento amministrativo”.

Il pubblico funzionario si faceva inviare i soldi con bonifici tramite agenzie di trasferimento di denaro e, dopo aver preso accordi via posta elettronica con le vittime, chiedeva loro di distruggere i messaggi per non lasciare traccia. Nel corso delle indagini sono stati accertati e contestati un totale di 8 episodi di concussione, tutti in danno di cittadini di nazionalita’ romena.


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A ‘Quinta Colonna’ aveva difeso gli attentati in Francia, arrestato per spaccio a Roma

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – Gli agenti della Polizia hanno arrestato questo pomeriggio il giovane musulmano che durante la puntata di ieri della trasmissione televisiva Quinta Colonna’ aveva rilasciato dichiarazioni con le quali aveva condiviso le ragioni della strage dei

giornalisti della testata Charlie Hebdo, nonche’ accusato i francesi e gli americani della strage del 13 novembre a Parigi. L’arrestato, B.S.J., 24 anni, cittadino italiano perche’ di padre tunisino ma di madre italiana, e’ stato rintracciato questa mattina presso la moschea di Centocelle.

Nel corso della perquisizione effettuata dagli agenti della Digos della Questura di Roma nell’abitazione nel quartiere San Basilio, e’ stata rinvenuta sostanza stupefacente e alcuni bilancini di precisione. Nella circostanza sono stati sequestrati documenti in lingua araba, tuttora al vaglio degli inquirenti. Il 24enne e’ stato inoltre denunciato per propaganda di idee fondate sulla discriminazione e l’odio razziale, etnico e religioso.


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Roma, proteggeva il suo ‘emporio’ di marijuana con 15 pitoni: arrestato

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – Proteggeva il suo ‘emporio’ della droga con 15 serpenti. B.G., 28enne romano, e’ stato arrestato nei giorni scorsi dalla Polizia. Gli agenti del commissariato Ponte Milvio diretto da Filiberto Mastrapasqua, dopo aver svolto delle accurate

indagini sul conto del ragazzo, hanno deciso di chiudere il cerchio perquisendo la sua abitazione. I poliziotti, entrando nella camera del ragazzo si sono trovati davanti a un vero e proprio rettilario: 15 pitoni, tutti di lunghezza superiore al metro, e un’iguana.

Per proseguire nelle operazioni di perquisizione gli investigatori si sono avvalsi della collaborazione di una pattuglia del Corpo Forestale. Subito dopo gli agenti hanno scoperto un vero e proprio campionario della droga e degli strumenti per lavorarla e consumarla. Tra le altre cose spiccano una maschera antigas con innestato un bong e un trita erba a batteria. Il ragazzo aveva anche un’articolata collezione di coltelli, compresi quelli di un noto artigiano toscano, una balestra e quattro pistole, due ad avancarica e due del tipo soft-air.

La droga, circa 1,5 kg, divisa in 25 contenitori (barattoli di vetro e buste di plastica termosaldate), era marijuana nelle sue varie forme, suddivisa meticolosamente per specie e stato di lavorazione. Il 28enne teneva la contabilita’ dello spaccio su un block notes, mentre il provento, 35mila euro, era nascosto tra i vestiti riposti nell’armadio. B.G. e’ stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.


(Adnkronos)


Veronica Pivetti: ”Il mio esordio alla regia contro l’omofobia/Videointervista

Al cinema

Roma, 17 nov. (AdnKronos/Cinematografo.it) – (AdnKronos/Cinematografo.it) – ‘Questo copione era stato scritto per me gia’ alcuni anni addietro. Mi piaceva raccontare le dinamiche di una famiglia di oggi sorda nell’ascolto di tematiche importanti e piena di incomprensioni. Ho 50 anni, mi porto dentro alcuni traumi vissuti nell’adolescenza e la storia non e’ in fin dei conti molto lontana da me – .

Cosi’ Veronica Pivetti ha presentato ‘Ne’ Giulietta ne’ Romeo’, il suo primo film come regista, che arriva nelle sale il 19 novembre in 20 copie con Microcinema, nel mezzo di una carriera da protagonista televisiva segnata da grandi successi. Si tratta di una commedia che e’ pero’ quasi un manifesto contro l’omofobia tanto da aver ottenuto il patrocinio di Amnesty International.

Al centro della storia c’e’ Rocco, 16 anni, genitori separati, e il momento in cui decide di rivelare alla mamma e al papa’ la propria omosessualita’. ‘Ho scelto – precisa la neoregista (GUARDA LA INTERVISTA) – di indirizzare il copione sul piano della commedia. E’ l’abito che da sempre vesto meglio come attrice e volevo mantenere lo stesso tono anche come regista. Era importante accendere un riflettore sul tema della omosessualita’ e affidarne lo svolgimento al veicolo della commedia. Mi premeva di piu’ parlare dei ragazzi, dei giovani che di me stessa. Racconto anche il fallimento dei genitori. La nostra e’ una societa’ fortemente omofoba – .

Andrea Amato (Rocco) porta una testimonianza opposta: “Ho 18 anni e nella mia scuola a Roma ci sono 1400 alunni, alcuni sono omosessuali, ma tutti perfettamente integrati. Non ci sono occasioni di liti”. Pia Engleberth e’ nonna Amanda: ‘Se guardiamo l’immaginario femminile, non c’e’ da essere molto allegri. E’ rimasto lo stesso di generazioni precedenti – . Sul suo ruolo di regista, la Pivetti conclude: ‘Meditavo da tempo questo esordio, ho fatto alcuni corti e la passione e’ aumentata. Coordinare un set e’ complicato, lo e’ stato di piu’ per me come attrice (anche qui ho il ruolo della mamma di Rocco), sono stato attenta e concentrata. Il film e’ nato anni fa, ci sono voluti 4 anni per farlo, e’ nato e morto tante volte, ci ho messo tenacia e l’esperienza in TV mi ha aiutata ad essere pratica ed essenziale. Sapevo di espormi in modo piu’ coinvolgente e di fare un passo piu’ lungo del consueto ma mi e’ piaciuto farlo. Ora sara’ il pubblico a giudicarlo – .


(Adnkronos)


Dopo Parigi e’ psicosi a Roma, boom di cancellazioni nei ristoranti del centro

Francia

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – Dopo gli attentati di Parigi la psicosi terrorismo colpisce Roma dove tra ieri e oggi c’e’ stato un alto numero di disdette delle prenotazioni nei ristoranti del centro. A raccontarlo all’Adnkronos e’ Alessandro Circiello, presidente della

”Federazione Italiana Cuochi Regione Lazio”.

“Noi abbiamo circa 20mila soci tra cuochi, pasticceri, pizzaioli – spiega Circiello – e negli ultimi due giorni e’ stato notato un calo nelle prenotazioni e ci sono state numerose disdette nei ristoranti delle grandi piazze da piazza Navona a Campo de’ Fiori soprattuto da parte degli stranieri. Il dato e’ stato rilevato soprattuto a Roma nel centro storico in tanti ristoranti ma anche nei grandi alberghi”.

Circiello lancia poi un appello a non fare allarmismi: “Bisogna fare attenzione a creare allarmismi, e’ deleterio e si mette in crisi il comparto”.


(Adnkronos)


Veronica Pivetti: ”Il mio esordio alla regia contro l’omofobia

Al cinema

Roma, 17 nov. (AdnKronos/Cinematografo.it) – (AdnKronos/Cinematografo.it) – ‘Questo copione era stato scritto per me gia’ alcuni anni addietro. Mi piaceva raccontare le dinamiche di una famiglia di oggi sorda nell’ascolto di tematiche importanti e piena di incomprensioni. Ho 50 anni, mi porto dentro alcuni traumi vissuti nell’adolescenza e la storia non e’ in fin dei conti molto lontana da me – .

Cosi’ Veronica Pivetti ha presentato ‘Ne’ Giulietta ne’ Romeo’, il suo primo film come regista, che arriva nelle sale il 19 novembre in 20 copie con Microcinema, nel mezzo di una carriera da protagonista televisiva segnata da grandi successi. Si tratta di una commedia che e’ pero’ quasi un manifesto contro l’omofobia tanto da aver ottenuto il patrocinio di Amnesty International.

Al centro della storia c’e’ Rocco, 16 anni, genitori separati, e il momento in cui decide di rivelare alla mamma e al papa’ la propria omosessualita’. ‘Ho scelto – precisa la neoregista – di indirizzare il copione sul piano della commedia. E’ l’abito che da sempre vesto meglio come attrice e volevo mantenere lo stesso tono anche come regista. Era importante accendere un riflettore sul tema della omosessualita’ e affidarne lo svolgimento al veicolo della commedia. Mi premeva di piu’ parlare dei ragazzi, dei giovani che di me stessa. Racconto anche il fallimento dei genitori. La nostra e’ una societa’ fortemente omofoba – .

Andrea Amato (Rocco) porta una testimonianza opposta: “Ho 18 anni e nella mia scuola a Roma ci sono 1400 alunni, alcuni sono omosessuali, ma tutti perfettamente integrati. Non ci sono occasioni di liti”. Pia Engleberth e’ nonna Amanda: ‘Se guardiamo l’immaginario femminile, non c’e’ da essere molto allegri. E’ rimasto lo stesso di generazioni precedenti – . Sul suo ruolo di regista, la Pivetti conclude: ‘Meditavo da tempo questo esordio, ho fatto alcuni corti e la passione e’ aumentata. Coordinare un set e’ complicato, lo e’ stato di piu’ per me come attrice (anche qui ho il ruolo della mamma di Rocco), sono stato attenta e concentrata. Il film e’ nato anni fa, ci sono voluti 4 anni per farlo, e’ nato e morto tante volte, ci ho messo tenacia e l’esperienza in TV mi ha aiutata ad essere pratica ed essenziale. Sapevo di espormi in modo piu’ coinvolgente e di fare un passo piu’ lungo del consueto ma mi e’ piaciuto farlo. Ora sara’ il pubblico a giudicarlo – .


(Adnkronos)


Torna ad Arezzo la Madonna con bambino di Andrea di Nerio

Mostre

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – ‘Ritorni e’ il titolo di un ciclo che ha l’ambizione di promuovere il ritorno a casa di importanti opere d’arte, allontanatesi dal territorio aretino in tempi piu’ o meno lontani, perche’ possano essere viste da vicino, apprezzate e valorizzate

nel loro contesto culturale d’origine – . Cosi’ Lucio Misuri, segretario generale della Fondazione Ivan Bruschi, presenta la mostra ‘Andrea di Nerio. La Madonna Sarti ad Arezzo’, primo appuntamento del Ciclo ‘Ritorni’, che si terra’ in casa Museo Bruschi ad Arezzo dal 2 dicembre al 31 gennaio. Con questa prima esposizione i visitatori potranno avere l’occasione di una visione ravvicinata di un’opera fondamentale per la storia dell’arte di Arezzo: la Madonna con Bambino di Andrea di Nerio, da tempo custodita all’estero dall’antiquario Giovanni Sarti, cortese prestatore alla citta’ in cui fu dipinta. Il dipinto cuspidato raffigura, entro un trilobo, la Vergine in piedi a mezzo busto, con il Bambino in braccio, stagliata su fondo oro, con decorazioni a racemi fogliari incise a mano libera (Quarto/quinto decennio del secolo XIV).

La mostra, promossa dalla Fondazione Ivan Bruschi, con la consulenza scientifica di Carlo Sisi e curata dalla storica dell’arte Isabella Droandi, intende offrire al visitatore non solo la ricostruzione della memoria storica di Andrea di Nerio, oggi riconosciuto come il maestro di Spinello Aretino, ma anche di quello che fu il suo contesto culturale per ripercorrere il linguaggio artistico proprio della scuola aretina del Trecento, in rapporto alla lezione giottesca e alle vicine scuole fiorentina e senese. Attraverso un percorso che, lungo i siti museali della citta’, mette l’Opera in relazione a quelle attribuite alla sua mano come l’Annunciazione firmata del Museo diocesano, e gli affreschi conservati nella Pieve di Santa Maria, in Duomo e al Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo.

‘Su questa sensibilita’ raffinata, intimistica e solenne, che e’ caratteristica peculiare della pittura di Andrea di Nerio, informata dell’opera di Giotto e degli esiti migliori che suscito’ negli artisti delle vicine Siena e Firenze – da Pietro Lorenzetti a Bernardo Daddi e Maso di Banco, fino al giottesco irregolare’ Buffalmacco – si formo’ una generazione di pittori locali di buon livello”, racconta la curatrice Isabella Droandi. E questo vale anche per “il giovane Spinello, nato tra il 1346 e il 1352 e morto nel 1410, che divenne il piu’ celebre e attivo pittore toscano tra la fine del secolo e l’inizio del successivo, gia’ agli albori del Rinascimento”, ricorda Droandi.

“Se gli affreschi ritrovati nel tempo ad Arezzo sotto vecchi intonaci e imbiancature sovrapposte sono rimasti almeno in parte al loro posto, lo stesso destino non e’ toccato alle opere di natura mobile come i dipinti su tavola- spiega ancora la curatrice- Il gusto antiquariale del collezionismo sette-ottocentesco, soprattutto straniero, mise infatti in movimento un’enorme quantita’ di opere medievali, allontanandole dall’Italia. Ma neppure le aspirazioni neogotiche del tempo, piu’ inclini ad un’interpretazione in chiave fantastica che non aderenti alla realta’ storica, poterono tutelare davvero le opere su tavola che uscivano a frotte dalle grandi famiglie italiane in decadenza. E’ ormai ben noto che, un po’ ovunque da noi, artigiani scriteriati incendiavano perfino le tavole dipinte del Due-Trecento, per recuperare la foglia d’oro dei fondi”, conclude Droandi.


(Adnkronos)


Torno ad Arezzo la Madonna con bambino di Andrea di Nerio

Mostre

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – ‘Ritorni e’ il titolo di un ciclo che ha l’ambizione di promuovere il ritorno a casa di importanti opere d’arte, allontanatesi dal territorio aretino in tempi piu’ o meno lontani, perche’ possano essere viste da vicino, apprezzate e valorizzate

nel loro contesto culturale d’origine – . Cosi’ Lucio Misuri, segretario generale della Fondazione Ivan Bruschi, presenta la mostra ‘Andrea di Nerio. La Madonna Sarti ad Arezzo’, primo appuntamento del Ciclo ‘Ritorni’, che si terra’ in casa Museo Bruschi ad Arezzo dal 2 dicembre al 31 gennaio. Con questa prima esposizione i visitatori potranno avere l’occasione di una visione ravvicinata di un’opera fondamentale per la storia dell’arte di Arezzo: la Madonna con Bambino di Andrea di Nerio, da tempo custodita all’estero dall’antiquario Giovanni Sarti, cortese prestatore alla citta’ in cui fu dipinta. Il dipinto cuspidato raffigura, entro un trilobo, la Vergine in piedi a mezzo busto, con il Bambino in braccio, stagliata su fondo oro, con decorazioni a racemi fogliari incise a mano libera (Quarto/quinto decennio del secolo XIV).

La mostra, promossa dalla Fondazione Ivan Bruschi, con la consulenza scientifica di Carlo Sisi e curata dalla storica dell’arte Isabella Droandi, intende offrire al visitatore non solo la ricostruzione della memoria storica di Andrea di Nerio, oggi riconosciuto come il maestro di Spinello Aretino, ma anche di quello che fu il suo contesto culturale per ripercorrere il linguaggio artistico proprio della scuola aretina del Trecento, in rapporto alla lezione giottesca e alle vicine scuole fiorentina e senese. Attraverso un percorso che, lungo i siti museali della citta’, mette l’Opera in relazione a quelle attribuite alla sua mano come l’Annunciazione firmata del Museo diocesano, e gli affreschi conservati nella Pieve di Santa Maria, in Duomo e al Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo.

‘Su questa sensibilita’ raffinata, intimistica e solenne, che e’ caratteristica peculiare della pittura di Andrea di Nerio, informata dell’opera di Giotto e degli esiti migliori che suscito’ negli artisti delle vicine Siena e Firenze – da Pietro Lorenzetti a Bernardo Daddi e Maso di Banco, fino al giottesco irregolare’ Buffalmacco – si formo’ una generazione di pittori locali di buon livello”, racconta la curatrice Isabella Droandi. E questo vale anche per “il giovane Spinello, nato tra il 1346 e il 1352 e morto nel 1410, che divenne il piu’ celebre e attivo pittore toscano tra la fine del secolo e l’inizio del successivo, gia’ agli albori del Rinascimento”, ricorda Droandi.

“Se gli affreschi ritrovati nel tempo ad Arezzo sotto vecchi intonaci e imbiancature sovrapposte sono rimasti almeno in parte al loro posto, lo stesso destino non e’ toccato alle opere di natura mobile come i dipinti su tavola- spiega ancora la curatrice- Il gusto antiquariale del collezionismo sette-ottocentesco, soprattutto straniero, mise infatti in movimento un’enorme quantita’ di opere medievali, allontanandole dall’Italia. Ma neppure le aspirazioni neogotiche del tempo, piu’ inclini ad un’interpretazione in chiave fantastica che non aderenti alla realta’ storica, poterono tutelare davvero le opere su tavola che uscivano a frotte dalle grandi famiglie italiane in decadenza. E’ ormai ben noto che, un po’ ovunque da noi, artigiani scriteriati incendiavano perfino le tavole dipinte del Due-Trecento, per recuperare la foglia d’oro dei fondi”, conclude Droandi.


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Stop in Puglia alle riprese di ‘Tulips’, la regista Marleen Gorris non sta bene

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – Imprevista sospensione in Puglia delle riprese di ‘Tulips’, film prodotto dall’italiana Draka Production di Corrado Azzollini in coproduzione con l’olandese Fatt Productions di Han de Weers e la canadese Don Carmody Productions di Don Carmody. La regista premio Oscar Marleen Gorris ha dovuto, infatti, momentaneamente abbandonare il set per motivi di salute e rientrare a casa in Olanda.

La produzione e il cast del film, Donatella Finocchiaro, Lidia Vitale, Michele Venitucci, Giorgio Pasotti e Giancarlo Giannini, “augurano una pronta guarigione alla Gorris e sperano di poter annunciare a breve il ritorno sul set”.


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Tributo a Battiato su Sky Arte HD

Musica

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – Sky Arte HD rende omaggio a Franco Battiato con una propria produzione originale, tre film e un doc, a partire dal 18 novembre. In occasione dell’uscita della raccolta antologica ‘Le nostre anime’, mercoledi’ alle 21,10 su Sky Arte HD (120 e 400 di Sky) va in onda in prima visione la produzione originale ‘Franco Battiato – Le nostre anime’ episodio 1″, il racconto intimo dalla sua casa di Milo (Catania) di uno dei percorsi piu’ affascinanti nel panorama della cultura musicale italiana, scandito da aneddoti, incontri, scontri, storie di vita e di carriera vissuta, episodi curiosi e poco noti, e ovviamente dai videoclip piu’ famosi e dalle esibizioni live del cantante siciliano.

Dal primo incontro con la musica, ragazzino nella Sicilia degli anni ’50, al trasferimento a Milano nel 1964, in cerca del successo con i primi brani commerciali. Poi la lunga e rivoluzionaria sperimentazione d’avanguardia degli anni ’70 (con album seminali come ‘Fetus’ e ‘Pollution’), l’incontro con Giusto Pio e la scoperta di una via colta al pop: fondendo strutture melodiche e arrangiamenti e orchestrazioni classiche, Battiato inventa una lingua in cui riferimenti letterari, filosofici, storici si sposano al gusto per il gioco e il pastiche lessicale. Il risultato e’ il trionfo popolare di dischi come ‘Patriots’ e ‘La voce del Padrone’, primo album a superare il milione di copie vendute in Italia.

Quindi il nuovo distacco, alla ricerca di dimensioni piu’ profonde dell’esistenza, in un’interrotta dialettica artistica tra musica leggera e sperimentazioni colte, che lo porta a scrivere nuovi grandi classici pop come ‘Voglio vederti danzare’ e ‘La stagione dell’amore’, e contemporaneamente a confrontarsi con la scrittura di opere liriche. Negli anni ’80 e ’90 Battiato continua ad attraversare da protagonista il panorama musicale e culturale italiano, anche quando, nel 1988, decide di abbandonare Milano per rifugiarsi nell’eremo siciliano di Milo, da dove regala ai suoi fan album come ‘Fisiognomica’, ‘Caffe’ de la Paix’, ‘Come un cammello in una grondaia’, prima dell’incontro decisivo con Manlio Sgalambro, con cui stringe un prolifico sodalizio artistico durato due decenni e segnato dal clamoroso successo di un brano come ‘La cura’.

Nei 20 anni di sodalizio con Sgalambro Battiato continua a mettersi e a mettere in discussione, ora sorprendendo con il techno hard rock di ‘Gommalacca’, ora recuperando il gusto per la melodia semplice con le delicate cover della serie ‘Fleurs’. Fino alle ultime prove che lo vedono musicalmente avvicinarsi alla club-culture con ‘Inneres Auge’ per poi tornare, come a chiudere il cerchio, alla sperimentazione elettronica da cui era partito con l’ultimo album ‘Joe Patti’s Experimental Group’, firmato in collaborazione col suo storico sound engineer Pino Pinaxa Pischetola.

A seguire, alle 22, Sky Arte HD manda in onda ‘Perduto Amor’, ovvero il debutto di Battiato come regista, che prende il titolo dalla canzone degli anni sessanta del cantautore Salvatore Adamo, reincisa poi da Battiato stesso nel 2002. La storia, in parte autobiografica, si svolge in tre tempi narrativi che rappresentano altrettante fasi della vita del protagonista Ettore, mentre la raffinata e originale colonna sonora e’ stata attentamente curata dal regista. Tra le partecipazioni, anche Francesco De Gregori nel ruolo di un critico musicale. Proprio questo giovedi’ Franco Battiato si esibira’ live sul palco di ‘X Factor’ durante il quinto live in onda su Sky Uno HD giovedi’ 19 novembre.

Mercoledi’ 25 novembre, alle 21.10, in ‘Franco Battiato – Le nostre anime’ episodio 2, si svela il lato meno conosciuto di Battiato, il suo stile di vita rigoroso e ascetico, la tensione filosofica che lo caratterizza e la sua illimitata potenza creativa: la pittura, il cinema e il teatro sono infatti ulteriori forme di espressione della sua inesauribile creativita’. A seguire, dopo la replica della prima parte dello speciale, alle 23.00 va in onda ‘Musikanten’, il secondo lavoro diBattiato come regista che ripercorre la storia degli ultimi anni del compositore tedesco Ludwig van Beethoven, attraverso una trama onirica e visionaria. Un film enigmatico con la voce di Manlio Sgalambro, e, tra gli interpreti, Alejandro Jodorowsky, Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni.

L’omaggio all’artista catanese continua mercoledi’ 6 dicembre, alle 21.10 con la replica di entrambi gli episodi dello speciale ‘Franco Battiato – Le nostre anime’ seguita da ‘Niente e’ come sembra’, storia visionaria e ricca di filosofia diretta da Battiato, la cui trama ruota intorno alla vita in crisi di un antropologo in pensione che, abbandonato dalla moglie, si ritrova tra esoterismo e tarocchi coinvolto in una discussione sul senso dell’esistenza. Il film conferma l’originale grammatica cinematografica dell’autore e la collaborazione con Manlio Sgalambro. Chiude il ciclo poco prima di mezzanotte ‘Attraversando il bardo’, documentario girato dallo stesso Battiato, che e’ anche una riflessione sul senso dell’esistenza e sul tema della morte nelle diverse tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente. l titolo rimanda al ‘Bardo Todol’, importante testo della letteratura tibetana che ha spesso ispirato la poetica dell’artista.


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Charlie Sheen in tv: ”Sieropositivo da 4 anni, basta con i ricatti”

Rivelazioni

(AdnKronos) – “E’ difficile assorbire la botta di queste tre lettere. Questo e’ un punto di svolta nella vita di un uomo”. Cosi’ Charlie Sheen, nell’intervista esclusiva alla trasmissione ‘Today’ della Nbc, rivelando di essere sieropositivo con l’intenzione di mettere fine a una campagna diffamatoria e a tentativi di estorsione: “Devo porre fine a questo assalto, a questa raffica di attacchi, di mezze verita’ e storie dannose sul mio conto secondo le quali avrei messo a rischio la salute di tante persone.

Storie che non potrebbero essere piu’ lontane dalla verita’”, ha affermato.

Alla domanda se avesse trasmesso l’HIV consapevolmente, ha risposto: “Impossibile”. Sheen ha riferito di aver avvertito tutti i partner della sua condizione. L’attore ha poi aggiunto di aver avuto rapporti non protetti solo con due persone da quando ha saputo di essere sieropositivo e che entrambe, informate prima del suo stato, sono state monitorate dal suo medico.

Sheen ha raccontato che l’HIV gli e’ stato diagnosticato circa quattro anni fa, ma di non sapere come lo abbia contratto. “Tutto e’ iniziato con fortissimi mal di testa, tanto che pensavo di avere un tumore al cervello. Ho pensato che fosse tutto finito”, ha detto l’attore 50enne sottolineando di aver raccontato della sua malattia a persone di cui si fidava. Persone che, in alcuni casi, gli hanno estorto milioni di dollari per mantenere il segreto: “Oggi voglio uscire da questa prigione”.

“Quello a cui la gente non pensa e’ che in questo modo ha sottratto denaro ai miei figli”, ha detto ancora Sheen che con questa rivelazione spera di porre fine a questi ricatti. Questa storia ha riaccesso i riflettori sulla travagliata storia di tossicodipendenza, pornografia e prostituzione di uno dei piu’ noti attori di Hollywood in film come ‘Wall Street’ e ‘Red Dawn – Alba Rossa’.

Ma in anni recenti Sheen e’ stato piu’ spesso al centro delle cronache scandalistiche statunitensi. Come quando e’ stato licenziato dalla Warner Bros, uscendo dal cast della sit-com ‘Due uomini e mezzo’ di cui era protagonista.

In ogni caso lo stato di salute dell’attore nelle ultime settimane era diventato un po’ un segreto di Pulcinella a Hollywood, dal momento che il sito web dello spettacolo ‘Radar Online’ aveva pubblicato un articolo in cui si parlava di una ‘superstar’ sieropositiva.


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Gigi Proietti dopo 50 anni con Sagitta Alter pensa al matrimonio

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – “Il matrimonio? Si’, ne parliamo. L’argomento ha anche risvolti politici: uno si chiede se e’ necessario un contratto matrimoniale per certificare la convivenza. E la nostra dura da oltre 50 anni. Lei ha imparato il romanesco, io solo ‘grazie’, in svedese”.

Cosi’ dice al settimanale ‘Oggi’ Gigi Proietti, legato da oltre 50 anni a Sagitta Alter, svedese, ex guida turistica, con la quale ha due figlie.

Proietti in questo periodo e’ impegnato con la regia dello spettacolo ‘Parole, parole, parole’, dove recita la figlia Carlotta (al Teatro di Cestello di Roma, a fine mese). Ed e’ sul set di ‘Una pallottola nel cuore 2’, la fiction di Rai 1 dove alla scenografia collabora la primogenita Susanna. “All’inizio, lavorare con loro mi imbarazzava – dice l’attore a ‘Oggi’, in edicola da domani – ora non piu'”.


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