Cultura e societa’

Rocco Hunt, esce il singolo ‘Se mi chiami’ feat. Neffa

Roma, 20 nov. (AdnKronos) – Da oggi, venerdi’ 20 novembre, e’ in radio il nuovo singolo di Rocco Hunt ‘Se mi chiami’ feat. Neffa, brano estratto dall’album ‘SignorHunt’, che ha debuttato nei primi posti nella classifica FIMI-GfK dei dischi piu’ venduti. E’ una dedica a una persona lontana, che vede la straordinaria partecipazione di Neffa sia nella produzione del pezzo sia nel ritornello soul che rende speciale la strofa rap.

“Sono molto orgoglioso di aver potuto collaborare con Neffa perche’ lui viene dall’hip hop degli anni ’90 e quindi e’ una leggenda per i rapper – racconta Rocco Hunt – E’ un punto di arrivo, un confronto e un onore essere nella stessa traccia scritta a 4 mani con lui”. ‘SignorHunt’ e’ un disco per certi versi innovativo e per altri classico, che raccoglie tante sfaccettature di Rocco. La copertina con piu’ facce, non a caso, rappresenta il Rocco della strada, il Rocco innamorato, il Rocco che pensa al futuro, quello politico, quello sociale e il Rocco poeta urbano.

E’ composto da 16 brani inediti e da collaborazioni con grandi artisti: Clementino, J-Ax, Gue’ Pequeno, Neffa, Mario Biondi, Enzo Avitabile, Chiara, Speaker Cenzou, O’ Zulu’, Luche’, Nazo,Zoa, Maruego e il gran ritorno di Chief. Un altro importante passo avanti nella crescita artistica del rapper salernitano, che dalla vittoria nella sezione ‘Nuove Proposte’ a Sanremo con ‘Nu Juorno Buono’ e’ riuscito a conquistare pubblico e critica. “‘SignorHunt’ e’ l’album che ho sempre sognato di fare – racconta Rocco – Liberta’ di pensiero ed amore per il rap. Non c’e’ cosa piu’ bella di essere apprezzati per quello che si e’ veramente”. Un disco di denuncia sociale, ma anche d’amore, che non grida allo scontro ma si rifa’ a dei valori etici e morali, cosa che da sempre contraddistingue il suo stile.

‘SignorHunt’ e’ stato anticipato dal singolo in radio ‘Vene e vva” (il cui video e’ gia’ superato le 3,5 milioni di visualizzazioni) e dallo street video di ‘SignorHunt’, che vede la partecipazione e la regia di Maccio Capatonda. Ecco la tracklist: 1- ‘Tengo voglia ‘e sunna” 2- ‘Vene e vva” 3- ‘Eco del mare’ feat. Enzo Avitabile; 4- ‘Se mi chiami’ feat. Neffa; 5- ‘Una moneta e un sogno’ feat. J-Ax e Gue’ Pequeno; 6- ‘O’ posto mio’; 7- ‘O’ reggae de guagliune’ feat. Clementino, Speaker Cenzou e O’ Zulu’; 8- ‘Signorhunt’; 9- ‘Allora no!’ feat. Chiara; 10- ‘Qualcosa di strano; 11- ‘Back in the days’ feat. Mario Biondi; 12- ‘Maletiempo’; 13- ‘Nu brutto suonno’ feat. Luche’; 14- ‘Altri 100 anni’ feat. Nazo, Zoa, Chief; 15- ‘Marcos’ feat. Maruego; 16- ”Na stanza nostra’.

Il disco e’ stato masterizzato agli Sterling Studios di New York da Chris Gehringer (Mastering Engineer di Nas, MethodMan, 50 Cent, JayZ e molti altri) e prodotto da Ketra e Takagi (gia’ produttori di ‘Nu Juorno Buono’ e di alcune delle piu’ grandi hit dell’anno, come ‘Roma – Bangkok’ di Baby K feat. Giusy Ferreri, e ‘L’Amore Eternit’ di Fedez feat. Noemi), Bassi Maestro, storico produttore hip hop italiano che ha collaborato con artisti hip hop americani, 2nd Roof (Gue’ Pequeno, Marracash) e molti altri.


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Lorenzo Fragola canta un brano nel film ‘Il viaggio di Arlo’/Guarda

Titoli di coda

Roma, 19 nov. (AdnKronos) – E’ Lorenzo Fragola a cantare il brano che accompagna i titoli di coda del film ‘Il Viaggio di Arlo’, in arrivo nelle sale italiane il 25 novembre. ‘La nostra vita e’ oggi’ e’ incluso nel primo album ‘1995’ del giovane cantautore siciliano, divenuto noto per aver vinto l’ottava edizione di ‘X Factor

‘. Il disco, uscito nel marzo scorso e certificato oro, e’ ancora tra i piu’ venduti e ascoltati del momento: il successo e’ certificato da 5 dischi di platino (doppio platino per il brano ‘Siamo Uguali’, doppio platino per il brano ‘The Reason Why’, platino per il brano ‘# Fuori c’e’ il sole’) e un tour di sold out che terminera’ con un concerto evento al PalaTupparello di Acireale (Catania) il 20 dicembre.

‘Sono un grande fan di Disney Pixar – ha detto Lorenzo – per me e’ un vero onore sapere che un brano, presente nel mio disco, e’ stato scelto per accompagnare le emozioni del pubblico in sala”. Nel nuovo lungometraggio, il giovane dinosauro Arlo viene catapultato in un ambiente vasto e misterioso che lo costringe a prendere in esame le proprie paure cosi’ come e’ successo alla giovane promessa della discografia italiana, Lorenzo, che ha affrontato all’improvviso il grande successo. ‘Arlo sente il bisogno di essere solo e inizia un percorso che lo condurra’ a diventare cio’ che e’ destinato a essere – , spiega lo Story Supervisor Kelsey Mann che ha presentato recentemente le prime immagini del film alla Festa del Cinema di Roma.

‘La sua avventura lo aiutera’ a crescere e a vedere al di la’ delle proprie paure – . Il piccolo dinosauro incontrera’ una varieta’ di personaggi unici che contribuiranno tutti alla sua evoluzione, volontariamente e non. Ma sara’ l’amicizia con Spot, un piccolo ragazzino selvaggio, ad avere l’impatto maggiore nella sua vita. “Il Viaggio di Arlo e’ uno dei film piu’ emozionanti che abbiamo mai realizzato – , afferma il produttore esecutivo John Lasseter. ‘E’ divertente, intelligente, ricco di emozioni profonde. Il pubblico impara ad amare Spot e Arlo contemporaneamente. Il loro legame e’ originale e interessante, molto diverso da cio’ che abbiamo messo in scena finora. E’ un film davvero speciale – .


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Jovanotti, al via stasera da Rimini il tour ‘Lorenzo nei Palasport’

Musica

Roma, 19 nov. (AdnKronos) – Parte stasera da Rimini il tour di Jovanotti ‘Lorenzo nei Palasport 2015/2016’, uno spettacolo del tutto nuovo, pensato, progettato e scritto apposta per i palazzetti. Dopo il trionfo di ‘Lorenzo negli stadi’, che con 500mila spettatori ha dominato l’estate 2015, Jovanotti si e’ subito messo al lavoro con la sua squadra per realizzare uno show completamente nuovo la cui unica matrice comune con lo spettacolo degli stadi e’ la firma inconfondibile di Lorenzo in ogni elemento che compone lo spettacolo.

L’intera energia che c’era negli stadi e’ stata quindi racchiusa in uno show piu’ concentrato e potente, qualcosa di nuovo, un ‘trip’ sensoriale. “Appena scesi dal palco degli stadi abbiamo iniziato a pensare a come tradurre quella messa in scena nei palasport – spiega Lorenzo- Era impossibile, e’ una questione di linguaggio, di grandezza del foglio, quella storia li’ funziona in quello spazio, e io di ridurla non ne avevo nessuna voglia, volevo dare qualcosa di nuovo e di adatto ai palasport. Anche se il tempo per prepararlo era poco, ce l’abbiamo messa tutta. La grande richiesta del pubblico e i sold-out che arrivavano facevano crescere la voglia e l’entusiasmo di fare qualcosa che fosse ancora meglio di quello che abbiamo messo in piedi l’estate scorsa”.

“Mi rendo conto -aggiunge Jovanotti- che i miei concerti stanno diventando qualcosa di nuovo anche per me, avverto un affetto e un’aspettativa molto alte da parte della mia gente, del mio pubblico, e non mi sottraggo, anzi rilancio e moltiplico. La musica, specialmente oggi, e ancora piu’ nello specifico in queste ore in cui sto iniziando questo tour, ha un valore amplificato nella mia percezione, e’ la costruzione di memoria collettiva, e’ uno spazio di liberta’, e’ linguaggio universale, e’ battito che unisce, e’ gioia e intensita’, e io ne sento il bisogno, per questo mi impegno a fare il miglior concerto che posso”.

Prodotto da Trident Management ‘Lorenzo nei Palasport 2015/2016′, e’ suonato dalla band degli stadi, che e’ stata confermata per intero. Lo spettacolo comincia da dove il gruppo era rimasto. Questa volta Lorenzo e i suoi arrivano dalla Terra. La squadra di sgangherati ‘supereroi di provincia’, composta da 11 elementi, entra in scena con le luci accese, e sulle note di ‘E non hai visto ancora niente’ comincia a suonare. Saturnino Celanial basso, Riccardo Onori alle chitarre, Christian Rigano alle tastiere e al computer, Franco Santarnecchi al piano, Gareth Brown alla batteria, Leo di Angilla alla batteria, la riconferma del giovanissimo Daniele Bronzini alla chitarra, e la sezione dei fiati di Marco Tamburini: Antonello del Sordo alla tromba, Federico Pierantoni al trombone, Glauco Benedetti al susaphone (basso tuba), Mattia Dalla Pozza al sax.

Piu’ di 26 brani totalmente riarrangiati; alcuni tratti da ‘Lorenzo 2015 CC’ mai eseguiti dal vivo come ‘Libera’ o ‘Pieno di vita’, da tre settimane al primo posto della classifica dei brani piu’ suonati in radio. Altri come ‘A te’, proposti in una forma suggestiva e adatta allo spazio piu’ raccolto del Palazzetto, senza pero’ rinunciare all’esplosione in brani come ‘Penso positivo’ che porta una straordinaria botta di adrenalina funk al finale dello show. Disegnato in collaborazione con Giancarlo Sforza, che lavora con Lorenzo fin dal tour con Luca Carboni del 92, lo stage prevede circa 300 mq di schermi ad alta risoluzione e una passerella che non e’ un consueto prolungamento, ma un palco vero e proprio, completamente ricoperto di ‘floor screen’. Realizzato apposta per i Palasport, il ‘walk screen’ segue il racconto visual dello show proposto frontalmente in tre enormi schermi che sembrano comporre il centro visivo dello spazio scenico.

La forma esplosa del back screen crea una scomposizione dell’immagine o addirittura l’utilizzo separato delle porzioni dello schermo. Il suono e’ curato dal Maestro Pino Pischetola (in arte Pinaxa), con l’ausilio di Leo Fresco (a cui e’ affidata la direzione di Radio Sole Luna prima degli show) e Daniele Tramontani. I costumi di scena di Lorenzo sono tutti originali e sono stati creati, su input di Lorenzo insieme a Nicolo’ Cerioni, dalla firma di Ennio Capasa, direttore creativo di Costume National , che firma il suo quarto tour live con l’amico Jovanotti. E da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, direttori creativi di Valentino, che hanno cominciato la loro collaborazione negli stadi e che firmano il nuovo tour nei Palasport 2015/2016 con capi esclusivamente disegnati dalla Maison per Lorenzo.


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Al Salone Margherita il debutto di ’50 sfumature di Renzi’ /Foto

Roma, 19 nov. (AdnKronos) – Ha debuttato ieri sera, al Salone Margherita di Roma, ’50 sfumature di Renzi’, lo spettacolo firmato da P
ier Francesco Pingitore
che ne cura la regia, con al centro la figura del premier, interpretato dall’attore comico Demo Mura.

La pie’ce, che apre la stagione della storica sala romana, sara’ in scena fino al 17 gennaio. Accanto al presidente del Consiglio, c’e’ la fedelissima Maria Elena Maria Elena Boschi, interpretata dall’attrice Manuela Zero. Tanti gli incontri di Renzi con i vari personaggi delle cronache d’oggi: da Matteo Salvini a Beppe Grillo, dalla Merkel a Luigi Di Maio fino all’ex sindaco di Roma Ignazio Marino e al Papa.

In scena, spiega all’Adnkronos Manuela Zero, viene “proposto un rapporto tra il premier Renzi e Maria Elena Boschi caratterizzato da una forte complicita’ in cui, pero’, tutti e due cercano di dominarsi a vicenda”. E a vincere sembra essere proprio Boschi: “Rappresentiamo – racconta infatti Zero – Boschi come la dominatrice e Renzi come il dominato”.

“Quando mi hanno proposto di interpretare Maria Elena Boschi – racconta ancora Zero – ho avuto qualche perplessita’. Poi, seguendo il personaggio, ho capito che invece di fare un’imitazione ne avrei potuto fare una caricatura”. Ad emergere, quindi, e’ “una caricatura di tutto quello che lei, nella nostra immaginazione, vorrebbe fare ma in realta’ non riesce a fare. Il tutto e’ divertente perche’ cio’ ci permette di osare molto”. Boschi viene inquadrata “come una donna attraversata da momenti di contrasto tra la sua personalita’ molto forte e la sua immagine di donna sexy e vanitosa”. Inoltre, nei momenti in cui “si lascia andare al legame con Renzi, la nostra Boschi parla romano e decide di essere piu’ verace”, conclude Zero.


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Peggiore scena di sesso in un libro, Erica Jong favorita per ‘Fear of Dying’

Bad sex

Londra, 19 nov. – (AdnKronos) – E’ la scrittrice statunitense Erica Jong la favorita per la vittoria finale del Bad Sex in Fiction Award 2015, il premio che ogni anno decreta il romanzo di lingua inglese che descrive “la peggiore scena di sesso”.

Jong, celebre come autrice di ‘Paura di volare’ (1973), e’ in gara con il suo ultimo libro ‘Fear of Dying’ (Paura di morire), pubblicato da poche settimane in Italia da Bompiani con il titolo ‘Donna felicemente sposata cerca uomo felicemente sposato’ (2015), che racconta le avventure sentimentali di una donna matura che ha superato abbondantemente i 50 anni.

Tra i romanzi in gara figura il cantante inglese Morrissey con ‘List of the Lost’, che secondo i giurati ha buone possibilita’ di poter vincere il premio. Il vincitore sara’ annunciato a Londra martedi’ 1 dicembre. La rosa dei finalisti comprende i libri ‘Before, During, After’ di Richard Bausch, Book of Numbers’ di Joshua Cohen, ‘Against Nature’ di Tomas Espedal, ‘Fates and Furies’ di Lauren Groff, ‘The Making of Zombie Wars’ di Aleksandar Hemon e ‘The Martini Shot’ di George Pelecanos.

Il Bad Sex in Fiction Award e’ promosso dalla Literary Review dal 1993 e nel corso degli anni ha proclamato vincitori del premio che nessuno autore vorrebbe conquistare grandi nomi della letteratura internazionale come Tom Wolfe, Norman Mailer, Jonathan Littell e Ben Okri.


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Pink Floyd Legend in concerto a Roma con ‘Atom Heart Mother’

Roma, 19 nov. (AdnKronos) – I Pink Floyd Legend, la piu’ importante Tribute Band italiana dei Pink Floyd, sara’ in concerto con lo spettacolo ‘Atom Heart Mother’ il 21 novembre alle ore 21 all’Auditorium della Conciliazione. Oltre 100 artisti sul palco proporranno piu’ di due ore di repertorio floydiano spaziando dal 1967 al 1994, (‘The Dark Side of the Moon’, ‘Animals’, ‘The Wall’) ma la vera punta di diamante sara’ rappresentata dall’esecuzione integrale della celebre suite ‘Atom Heart Mother’ (1970), le cui parti orchestrali furono scritte dal giovane compositore sperimentale Ron Geesin.

I piu’ grandi successi della discografia della band inglese verranno eseguiti da un coro costituito dall’unione di sette cori: Coro Arke’, Coro Diapente, Corale Polifonica Citta’ di Anzio, Coro Giuseppe Verdi di Roma, Coro Note Moleste, Coro della Filarmonica di Civitavecchia, Coro della Basilica di S. Agnese fuori le mura. Cui si uniranno la sezione orchestrale di ottoni Ottonidautore e il violoncello di Rossella Zampiron, con la direzione del Maestro Giovanni Cernicchiaro, che ripercorre e celebra l’intera produzione musicale dei Pink Floyd.

La formazione dei Pink Floyd legend e’ composta da Fabio Castaldi (basso e voce), Andrea Fillo (chitarra e voce), Alberto Maiozzi (batteria), Simone Temporali (tastiera e voce), Paolo Angioi (chitarra acustica, Elettrica, 12 corde, basso e cori), Martina Pelosi (cori), Sonia Russino (cori), Giorgia Zaccagni (cori), Michele Leiss (sax) e Andrea Arnese (video/audio effects, keytar e acoustic guitar).

La suite ‘Atom Heart Mother’ si snoda attraverso straordinarie combinazioni tra musica sinfonica e rock, alternando momenti pervasi da eleganti melodie ad altri di pura potenza sinfonica. L’omonimo album e’ considerato il disco della maturita’ della famosa band inglese e ne rappresenta un punto di svolta nel percorso artistico che abbandona la psichedelia in nome del progressive rock. E proprio il rock sara’ protagonista nella prima parte del concerto dei Pink Floyd Legend, mentre la seconda sara’ affidata all’orchestra e al coro.

L’appuntamento e’ promosso e segnalato dall’Hard Rock Cafe di Roma tra i principali eventi di musica dell’anno. Il Cafe di via Veneto ha lanciato una campagna social e un concorso con i suoi follower, aggiungendo una nota di solidarieta’ con l’iniziativa ‘be Lulubelle III’ in favore di Pinktober, la campagna di Hard Rock Cafe con Airc per la sensibilizzazione e raccolta fondi per la ricerca contro il cancro al seno.

Con una donazione di un 1 euro si potra’ acquistare e indossare al concerto la maschera della mitica mucca simbolo dell’album. Nei prossimi giorni, infatti, partira’ l’attivazione sui social dell’Hard Rock Cafe di Roma della campagna che ci permettera’ di conquistare un nuovo social guinness.

Gli spettacoli dei Pink Floyd Legend, sono il frutto di uno studio approfondito sulle partiture e dei concerti live che la band inglese ha proposto nel corso degli anni. La produzione, come nei veri concerti dei Pink Floyd, oltre ai video dell’epoca proiettati su schermo circolare di cinque metri, si avvale di un spettacolare disegno luci e di sorprendenti effetti speciali.

Un enorme maiale gonfiabile apparira’ durante le canzoni dell’album ‘Animals’, un grande pupazzo alto quattro metri circa incarnera’ il severo professore di ‘Another Brick in the Wall’, e ancora costumi, laser e tanto altro. Nei loro concerti la perizia nell’esecuzione dei brani, la fedelta’ degli arrangiamenti, l’utilizzo di strumentazione vintage e la cura per l’aspetto visivo e spettacolare permettono al pubblico di vivere realmente una vera ‘Floyd Experience’.

Nati esattamente dieci anni fa, i Pink Floyd Legend hanno raggiunto la notorieta’ grazie a una serie di spettacoli tematici sull’universo floydiano’ che hanno riscosso ovunque un grandissimo successo. Dall’esecuzione integrale con orchestra dell’album ‘The Final Cut’ (prima assoluta mondiale) in occasione delle celebrazioni per il 70esimo anniversario dello sbarco di Anzio, alle quali e’ stato presente lo stesso Roger Waters, fino al monumentale spettacolo dedicato alla suite ‘Atom Heart Mother’, riproposta con l’ausilio di coro e orchestra, con la quale tra il 2012 e il 2014 hanno ottenuto quattro sold – out al Teatro Olimpico e all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Ed ancora, il ‘Live at Pompei’, eseguito nell’Anfiteatro Romano di Bleso, a Tivoli.

Nel 2015 si sono avvalsi della partecipazione di Durga McBroom, vocalist originale dei Pink Floyd, per realizzare in aprile lo Spring Tour 2015 conquistando con il ‘tutto esaurito’ le citta’ di Roma (Auditorium Conciliazione), Napoli (Teatro Palapatenope) e Milano (Teatro Linear4Ciak). La band e la cantante californiana hanno riproposto il capolavoro assoluto dei Pink Floyd, ‘Dark Side of the Moon’. Questa estate hanno partecipato al Festival Rock Eutropia 2015 presso l’ex Mattatoio di Roma, davanti a un pubblico di piu’ di 2.000 persone.


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Svelato a New York il calendario Campari con Kate Hudson/Guarda i 12 scatti

Made in Italy

New York, 18 nov. (AdnKronos) – Campari ha svelato oggi a New York tutti gli scatti del suo iconico Calendario 2016 intitolato ‘BitterSweet Campaign – , che vede protagonista l’affascinante e carismatica attrice e imprenditrice americana Kate Hudson. La bionda star di Hollywood si e’ messa in gioco vestendo i panni di due diversi personaggi che, in occasione della diciassettesima edizione del Calendario Campari, interpretano gli aspetti bitter e sweet degli intriganti e versatili cocktail a base Campari.

(GUARDA I 12 SCATTI DEL CALENDARIO)

Il nuovo Calendario gioca, con ironia, sulla natura propria di ciascuna elezione, chiedendo alle persone di prendere una posizione, esprimere un’opinione e votare l’aspetto dei cocktail Campari in cui si identificano maggiormente: Bitter o Sweet. Inoltre, nella Bitter Sweet Campaign, riveste un ruolo fondamentale anche la sempre piu’ crescente popolarita’ di tutto cio’ che riguarda il gusto bitter nel mondo della mixology e del food. Le diverse sfaccettature della ‘campagna – riflettono l’inconfondibile gusto Campari, dalla natura duplice ma complementare, in cui prevale il lato bitter o, al contrario, quello sweet, in base al tipo di miscelazione. Una sfida che culminera’ nell’election day del 1 marzo 2016.


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Svelato a New York il calendario Campari con Kate Hudson

Made in Italy

New York, 18 nov. (AdnKronos) – Campari ha svelato oggi a New York tutti gli scatti del suo iconico Calendario 2016 intitolato ‘BitterSweet Campaign – , che vede protagonista l’affascinante e carismatica attrice e imprenditrice americana Kate Hudson. La bionda star di Hollywood si e’ messa in gioco vestendo i panni di due diversi personaggi che, in occasione della diciassettesima edizione del Calendario Campari, interpretano gli aspetti bitter e sweet degli intriganti e versatili cocktail a base Campari.

Il nuovo Calendario gioca, con ironia, sulla natura propria di ciascuna elezione, chiedendo alle persone di prendere una posizione, esprimere un’opinione e votare l’aspetto dei cocktail Campari in cui si identificano maggiormente: Bitter o Sweet. Inoltre, nella Bitter Sweet Campaign, riveste un ruolo fondamentale anche la sempre piu’ crescente popolarita’ di tutto cio’ che riguarda il gusto bitter nel mondo della mixology e del food. Le diverse sfaccettature della ‘campagna – riflettono l’inconfondibile gusto Campari, dalla natura duplice ma complementare, in cui prevale il lato bitter o, al contrario, quello sweet, in base al tipo di miscelazione. Una sfida che culminera’ nell’election day del 1 marzo 2016.


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Enya: esce ‘Dark Sky Island’, l’album del grande ritorno

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – Dopo 75 milioni di album venduti, 4 Grammy Awards; 6 World Music Awards, un Ivor Novello, una nomination agli Oscar, una ai Golden Globe e 7 album da studio (oltre al greatest hits Paint The Sky With Stars’) che hanno dominato le posizioni piu’ alte delle classifiche in tutto il mondo, Enya inizia un nuovo capitolo della sua carriera il prossimo 20 Novembre con la pubblicazione del nuovo album Dark Sky Island’.

Il gruppo creativo legato ad Enya, costituito dal produttore Nicky Ryan e dalla paroliera Roma Ryan, ha iniziato a lavorare sul nuovo album nella primavera 2012. Ispirato dal lavoro di Roma ad una serie di libri di poesie su delle isole e in particolare sulla decisone di nominare l’isola di Sark come ‘dark sky island – , la title track dell’album e’ stata la prima ad essere stata scritta per questa nuova raccolta.

Il primo singolo si intitola Echoes in Rain’. L’irresistibile euforia che pervade tutto il brano ha fatto si’ che inevitabilmente ricadesse su questo la scelta della prima traccia introduttiva al nuovo album. Pur condividendo con ‘Orinoco flow’ – uno dei maggiori successi di Enya – lo stesso tema legato ai viaggi avventurosi, viene celebrata, a ritmo di marcia, l’aspettativa della fine del viaggio. Echoes in Rain’ condivide con ‘Orinoco flow’ un’altra curiosita’. Nel 1988, Orinoco Flow’ e’ stata l’ultima canzone ad essere stata registrata per l’album Watermark’, ed e’ diventata un successo globale. Anche in questo caso, Echoes in Rain’ e’ stato l’ultimo brano che e’ andato a completare l’album, ed anche il primo ad essere scelto come singolo.

Dal punto di vista musicale, Dark Sky Island’ e’ una collezione di brani molto diversi tra loro, ma che hanno tutti la stessa impronta di produzione stilistica che fa da trait d’union: un po’ a la ‘Spector’ per la sontuosita’, i suoni si sovrappongono uno sull’altro creando un effetto avvolgente ed ampio. Il brano di apertura The Humming’ spicca immediatamente per la magia che riesce a creare gia’ dal primo ascolto, in modo quasi subliminale. Per contrasto, Even In The Shadows’ pulsa con un ritmo insistente, mentre I Could Never Say Goodbye’ e’ un inno scarno carico di bellezza contemplativa. Sancta Maria’ unisce sintetizzatori e strumenti classici per creare un paesaggio sonoro etereo che potrebbe benissimo trovare una collocazione sia nel passato che nel futuro. E’ quasi come se fosse l’intera storia del suono incapsulata in quattro ipnotici e ultraterreni minuti.

‘Questo album parla di viaggi -dice Enya- viaggi verso l’isola, lunghi tutta una vita, attraverso la storia, attraverso le emozioni e viaggi attraverso i grandi oceani. Benche’ non sia un vero e proprio album tematico, c’e’ questa sorta di filo conduttore che attraversa le canzoni – .

Un concetto che trova dimostrazione in The Humming’, un brano che riflette sul ciclo dell’universo e sugli effetti del suo cambiamento; esplorazione intergalattica che si estende anche a The Forge of the Angels’ e The Loxian Gates’, che continua l’uso della lingua Loxian creata da Roma e resa celebre dai tre brani del 2005 inclusi nell’album Amarantine’. E’ un racconto futuristico che nasce nel lontano 1986, quando Enya si e’ imposta all’attenzione del pubblico con il suo album di debutto, la colonna sonora del documentario della BBC ‘The Celts – . Il pre-oreder di Dark Sky Island’ e’ disponibile sia nella versione CD che digital download, con Echoes in Rain’ come ‘istant grat track – . La versione deluxe dell’album contiene inoltre le esclusive: ‘Solace’, ‘Pale grass blue’ e ‘Remember your smile’.


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‘GF14’: tre concorrenti fuori nella nona puntata

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – ‘Grande Fratello’ si fa sempre piu’ cattivo: nella nona puntata del reality, in onda domani in prime time su Canale 5, saranno tre i ragazzi costretti ad abbandonare la Casa e a rinunciare al montepremi finale. In nomination ci sono Federica, Manfredi, Jessica, Valentina e Kevin ma ognuno dei concorrenti potrebbe essere a rischio di eliminazione.

Ai nominati verranno fatte delle proposte indecenti e alcuni dei concorrenti riceveranno, invece, delle belle sorprese. Luigi e Diego, ‘ospiti – del Garage all’insaputa degli altri concorrenti, scopriranno il loro destino. Inoltre, capiremo se i ragazzi hanno indovinato il segreto di Luca, il fidanzato di Valentina, entrato in Casa come Riccardo e in coppia con Giulia. Che effetto fara’ questa rivelazione sui ragazzi? Tra nuove alleanze e vecchi attriti, il Confessionale ospitera’ un altro giro di nomination.


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‘X Factor’: quinto live con doppia eliminazione e Battiato sul palco

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – Giunti alla quinta puntata live, e a sole 3 settimane dalla finalissima al Mediolanum Forum di Assago, ad X Factor e’ arrivato il momento della doppia eliminazione. Ospite speciale della serata, in diretta dalla X Factor Arena domani alle 21.10 su Sky Uno HD, uno dei piu’ importanti artisti della musica italiana, Franco Battiato, che portera’ sul palco di X Factor uno tra i suoi brani cult, ‘La cura’.

La gara prosegue inesorabile e Fedez oltrepassa il giro di boa con ancora la categoria intatta, composta da Moseek, Landlord e Urban Strangers, mentre Skin ha una sola concorrente ancora in gara, Enrica. Due talenti all’attivo per Mika con Luca e Leonardo, cosi’ come per Elio con i suoi Giosada e Davide. Gli otto concorrenti dovranno superare ben due manche. Nella prima, ci sara’ un’eliminazione shock: i ragazzi interpreteranno consecutivamente il brano da loro ritenuto piu’ significativo del loro percorso. Ma a pochi minuti dall’inizio della puntata, uno di loro dovra’ lasciare il palco di X Factor. Tra i ‘cavalli di battaglia – scelti per la prima manche, Enrica cantera’ Like a star (di Corinne Bailey Rae), i Moseek The Passenger (di Iggy Pop), ai Landord Universo (di C. Dona’), GIosada proporra’ Retrograde (di James Blake), gli Urban Strangers No Church in the wild (di Kanye West), Leonardo All of me (di John Legend), a Luca Take me to church (di Hozier) e infine Davide ha scelto Iron Sky (di Paolo Nutini).

Nella seconda manche, verranno messi alla prova con i brani scelti dai giudici. Quinto appuntamento anche con Xtra Factor per il commento a caldo con Mara Maionchi e la giuria al termine della gara. Domani sera subito dopo X Factor, alle 00.05, sara’ possibile vedere Franco Battiato anche su Sky Arte HD in “Franco Battiato – Le nostre anime”, la prima parte della nuova produzione originale di Sky Arte dedicata al grande cantautore e ospite del 5 live del talent di Sky Uno (la seconda parte andra’ in onda 2 mercoledi’ 25 novembre alle h 21.10 su Sky Arte HD).


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‘Live at home’ newyorkese per Giovanni Caccamo

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – Il “Live at home” di Giovanni Caccamo oltrepassa l’oceano e il prossimo 20 novembre approdera’ per la prima volta negli Usa. L’artista si esibira’ nel cuore pulsante della cultura giovanile italiana a New York, la Casa Italiana Zerilli Marimo’ della NY University, con il supporto di Roberto Mancinelli attivo negli States nella promozione degli autori/compositori italiani.

Il concerto sara’ disponibile on demand in esclusiva sul sito di Radio Italia (www.radioitalia.it).

Un concerto originale, pensato e voluto per i tanti studenti, ma non solo, durante il quale Giovanni intervallera’ alla musica, la sua storia di giovane cantautore siciliano che, credendo sempre nei sogni, e’ arrivato a calcare il palco dell’Ariston e a vincere il Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte. Caccamo cantera’ e suonera’ i brani del suo album d’esordio “Qui per te”, ma non mancheranno alcune cover internazionali di successo.

Il format del “Live at home”, pensato dall’artista gia’ qualche anno fa, e’ un concerto intimo e originale che arriva in America dopo oltre cinquanta date tenute in tutta Europa, da ultime quelle a Parigi e Gerusalemme. Un vero e proprio ‘live – tour a domicilio’ che ha portato Caccamo a ricevere anche inviti prestigiosi come quello di Gherardo Felloni, direttore creativo accessori Miu Miu, che ha ospitato il “Live at home” a Parigi, o di Kurt Metzler, noto scultore di fama mondiale residente a Zurigo. Polistrumentista, compositore e autore, Caccamo a soli 24 anni ha gia’ alle spalle collaborazioni importanti come quella con Caterina Caselli e la Sugar che ha prodotto il suo primo album “Qui per te ” e quella con Franco Battiato con il quale ha duettato sul brano “Satelliti nell’aria” ed ha prodotto il suo primo singolo “L’indifferenza”.


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Dario Fo: ”Contro il terrore dell’Is come contro le stragi degli anni ’70”

Francia

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – “Negli anni ’70 in Italia saltavano in aria treni e stazioni ma non ci arrendemmo alla paura, se lo avessimo fatto, se ci fossimo chiusi in casa, se avessimo sospeso gli spettacoli, avrebbe vinto la strategia della tensione. Adesso bisogna fare lo stesso”.

Con oltre 50 anni di palcoscenico alle spalle, fra i quali l’intensissima e drammatica stagione degli anni ’70, il premio Nobel Dario Fo ammonisce cosi’, conversando con l’AdnKronos, artisti e spettatori a non lasciarsi sopraffare dalla legittima paura dopo i sanguinosi attacchi terroristici a Parigi, in particolare quello al Bataclan mentre era in corso il concerto degli ‘Eagles of Death Metal’.

Proprio negli anni ’70, e poi per parte degli ’80, la Compagnia Dario Fo -Franca Rame andava in scena con cautele particolari, dovute al clima dell’epoca, alla forte valenza politica, militante, dei lavori rappresentati e al personale impegno politico di Franca e Dario: “Recitavamo solo davanti a pubblico perquisito e dopo che gli spazi erano stati controllati
– ricorda Fo- e questo perche’ c’erano stati dei tentativi di far saltare in aria lo spazio di Milano dove lavoravamo, la Palazzina Liberty, e nel sud era stato dato alle fiamme un cinema dove ci saremmo dovuti esibire”.

“Oltre a questo c’era la situazione nazionale spaventosa, lo stragismo. Capimmo che se ci fossimo fermati avrebbero vinto loro, avrebbe vinto chi voleva che non facessimo piu’ spettacoli, che le persone non si incontrassero, non dibattessero. La strategia era di fermare la vita pubblica, far arroccare tutti nella propria casa, isolare le persone con la paura. Invece c’e’ stata la reazione: nessuna compagnia si e’ fermata, nessun tour e’ saltato per questo”. Le parole di Fo rimandano al tragico bilancio dello stragismo di quegli anni, i cui capitoli piu’ noti, ma non gli unici, furono Piazza Fontana (12 dicembre 1969), diciassette vittime; Peteano (31 maggio 1972), tre carabinieri uccisi; Questura di Milano (17 maggio 1973), 4 morti; Piazza della Loggia (28 maggio 1974), 8 morti; Italicus (4 agosto 1974), 12 morti; Stazione di Bologna (2 agosto 1980), 85 morti.

“Le persone erano perennemente allarmate e il nostro pubblico quando veniva perquisito all’entrata, cosa che facevamo ‘in proprio’ non con l’ausilio delle forze di polizia, forse si allarmava ancora di piu’ ma capiva anche che in quello spazio sarebbe stato al sicuro”, ricorda Fo che tratta anche questa parte della sua vicenda artistica nel libro ‘Nuovo manuale minimo dell’attore’, da poco in libreria per Chiarelettere. “Le risate erano la nostra forza, quando riuscivamo a farle esplodere erano liberatorie, capovolgevano le castronate che si tentavano di imporre alla gente”, prosegue Fo, ricordando poi che nelle sue messe in scena la compagnia addirittura ‘giocava’ con la tensione che era nell’aria: “Fingevamo un’interferenza nei nostri microfoni, la voce di un poliziotto che ci intimava di lasciare libero il canale, innescando un ‘botta e risposta’. Fingevamo che mentre lo spettacolo era in corso fuori stesse avvenendo un colpo di stato, altra concreta paura di quegli anni, con telefonate, persone che portavano notizie da fuori la sala, un alternarsi di conferme e smentite”.

“La grande forza dell’Italia, degli italiani, fu il non cedere alla paura al terrore, al clima di impossibilita’ di condurre una vita normale: loro tentavano di creare il dramma totale, continuo, noi dimostrammo che sfidando, anche con un po’ di incoscienza, la logica della paura si cambiavano le cose, e in tutto questo il pubblico non mancava anzi riempivamo gli stadi”, conclude Dario Fo.


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Zampaglione vince il premio Miglior video per ‘Ci stai’ di Biagio Antonacci

Musica

Roma, 18 nov. (AdnKronos) – Federico Zampaglione ha ricevuto due importanti premi in occasione della tredicesima edizione di ‘Roma Videoclip’, storica rassegna di cinema e musica che si svolge alla Casa del Cinema, a Villa Borghese, a Roma. Al regista romano sono stati consegnati il ‘Premio miglior regista’ e il ‘Premio Miglior Video’ per il video di ‘Ci stai’ il nuovo singolo di Biagio Antonacci.

Diretto da Federico Zampaglione e scritto insieme all’amico e collega Antonacci, il video racconta il viaggio di un uomo che nella notte incontra varie solitudini, che insieme ritrovano il calore di un sorriso. ‘Ci stai’ e’ stato girato con una troupe cinematografica in provincia di Milano a fine ottobre.

Nelle motivazioni si afferma che Zampaglione e’ l’artista che “e’ riuscito, piu’ di chiunque altro in Italia, a coniugare musica e cinema e a dare valore alla forma di arte espressiva del videoclip”. La passione di Zampaglione, nei confronti delle arti visivi, si e’ espressa negli ultimi anni, attraverso la realizzazione di videoclip originali sia in animazione sia in veri e propri cortometraggi. “Sono orgoglioso di questi due importanti premi -dichiara Federico Zampaglione- sto cercando di dare il massimo sia nella musica sia nel cinema e questi importanti riconoscimenti sono uno stimolo a fare sempre meglio”. Questi premi si aggiungono alla lunga lista di riconoscimenti che Zampaglione ha collezionato nel corso della sua lunga carriera: Ha ricevuto numerosi dischi di platino con i Tiromancino, ha scritto canzoni diventate dei classici della musica italiana e ha collaborato con i piu’ grandi artisti italiani.

Zampaglione ha scritto canzoni e musiche per le colonne sonore di film di importanti registi tra i quali Virzi’, Verdone, ?zpetek e De Maria e si e’ dedicato al cinema con successo. Il suo secondo film ‘Shadow’ ha battuto tutti i record d’incassi degli ultimi vent’anni per un film horror italiano, e’ uscito in quasi 80 paesi ed e’ stato definito, dalla stampa specializzata, come un esempio di “rinascita dell’horror italiano”, diventando un oggetto di culto fra gli appassionati del genere. Zampaglione e’ attualmente impegnato con le registrazioni del nuovo album dei Tiromancino la cui pubblicazione e’ prevista per l’inizio del 2016.


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A Denzel Washington il Golden Globe alla carriera

Hollywood

Roma, 18 nov. (AdnKronos/Cinematografo.it) – Sara’ consegnato a Denzel Washington il premio Cecil B. DeMille, ovvero il Golden Globe alla carriera. Lo ha annunciato l’HFPA (Hollywood Foreign Press Association), l’associazione della stampa estera a Hollywood. La premiazione si svolgera’ il 10 gennaio durante la cerimonia dei Golden Globes.


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Veronica Pivetti: ”Il mio esordio alla regia contro l’omofobia/Videointervista

Al cinema

Roma, 17 nov. (AdnKronos/Cinematografo.it) – (AdnKronos/Cinematografo.it) – ‘Questo copione era stato scritto per me gia’ alcuni anni addietro. Mi piaceva raccontare le dinamiche di una famiglia di oggi sorda nell’ascolto di tematiche importanti e piena di incomprensioni. Ho 50 anni, mi porto dentro alcuni traumi vissuti nell’adolescenza e la storia non e’ in fin dei conti molto lontana da me – .

Cosi’ Veronica Pivetti ha presentato ‘Ne’ Giulietta ne’ Romeo’, il suo primo film come regista, che arriva nelle sale il 19 novembre in 20 copie con Microcinema, nel mezzo di una carriera da protagonista televisiva segnata da grandi successi. Si tratta di una commedia che e’ pero’ quasi un manifesto contro l’omofobia tanto da aver ottenuto il patrocinio di Amnesty International.

Al centro della storia c’e’ Rocco, 16 anni, genitori separati, e il momento in cui decide di rivelare alla mamma e al papa’ la propria omosessualita’. ‘Ho scelto – precisa la neoregista (GUARDA LA INTERVISTA) – di indirizzare il copione sul piano della commedia. E’ l’abito che da sempre vesto meglio come attrice e volevo mantenere lo stesso tono anche come regista. Era importante accendere un riflettore sul tema della omosessualita’ e affidarne lo svolgimento al veicolo della commedia. Mi premeva di piu’ parlare dei ragazzi, dei giovani che di me stessa. Racconto anche il fallimento dei genitori. La nostra e’ una societa’ fortemente omofoba – .

Andrea Amato (Rocco) porta una testimonianza opposta: “Ho 18 anni e nella mia scuola a Roma ci sono 1400 alunni, alcuni sono omosessuali, ma tutti perfettamente integrati. Non ci sono occasioni di liti”. Pia Engleberth e’ nonna Amanda: ‘Se guardiamo l’immaginario femminile, non c’e’ da essere molto allegri. E’ rimasto lo stesso di generazioni precedenti – . Sul suo ruolo di regista, la Pivetti conclude: ‘Meditavo da tempo questo esordio, ho fatto alcuni corti e la passione e’ aumentata. Coordinare un set e’ complicato, lo e’ stato di piu’ per me come attrice (anche qui ho il ruolo della mamma di Rocco), sono stato attenta e concentrata. Il film e’ nato anni fa, ci sono voluti 4 anni per farlo, e’ nato e morto tante volte, ci ho messo tenacia e l’esperienza in TV mi ha aiutata ad essere pratica ed essenziale. Sapevo di espormi in modo piu’ coinvolgente e di fare un passo piu’ lungo del consueto ma mi e’ piaciuto farlo. Ora sara’ il pubblico a giudicarlo – .


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Veronica Pivetti: ”Il mio esordio alla regia contro l’omofobia

Al cinema

Roma, 17 nov. (AdnKronos/Cinematografo.it) – (AdnKronos/Cinematografo.it) – ‘Questo copione era stato scritto per me gia’ alcuni anni addietro. Mi piaceva raccontare le dinamiche di una famiglia di oggi sorda nell’ascolto di tematiche importanti e piena di incomprensioni. Ho 50 anni, mi porto dentro alcuni traumi vissuti nell’adolescenza e la storia non e’ in fin dei conti molto lontana da me – .

Cosi’ Veronica Pivetti ha presentato ‘Ne’ Giulietta ne’ Romeo’, il suo primo film come regista, che arriva nelle sale il 19 novembre in 20 copie con Microcinema, nel mezzo di una carriera da protagonista televisiva segnata da grandi successi. Si tratta di una commedia che e’ pero’ quasi un manifesto contro l’omofobia tanto da aver ottenuto il patrocinio di Amnesty International.

Al centro della storia c’e’ Rocco, 16 anni, genitori separati, e il momento in cui decide di rivelare alla mamma e al papa’ la propria omosessualita’. ‘Ho scelto – precisa la neoregista – di indirizzare il copione sul piano della commedia. E’ l’abito che da sempre vesto meglio come attrice e volevo mantenere lo stesso tono anche come regista. Era importante accendere un riflettore sul tema della omosessualita’ e affidarne lo svolgimento al veicolo della commedia. Mi premeva di piu’ parlare dei ragazzi, dei giovani che di me stessa. Racconto anche il fallimento dei genitori. La nostra e’ una societa’ fortemente omofoba – .

Andrea Amato (Rocco) porta una testimonianza opposta: “Ho 18 anni e nella mia scuola a Roma ci sono 1400 alunni, alcuni sono omosessuali, ma tutti perfettamente integrati. Non ci sono occasioni di liti”. Pia Engleberth e’ nonna Amanda: ‘Se guardiamo l’immaginario femminile, non c’e’ da essere molto allegri. E’ rimasto lo stesso di generazioni precedenti – . Sul suo ruolo di regista, la Pivetti conclude: ‘Meditavo da tempo questo esordio, ho fatto alcuni corti e la passione e’ aumentata. Coordinare un set e’ complicato, lo e’ stato di piu’ per me come attrice (anche qui ho il ruolo della mamma di Rocco), sono stato attenta e concentrata. Il film e’ nato anni fa, ci sono voluti 4 anni per farlo, e’ nato e morto tante volte, ci ho messo tenacia e l’esperienza in TV mi ha aiutata ad essere pratica ed essenziale. Sapevo di espormi in modo piu’ coinvolgente e di fare un passo piu’ lungo del consueto ma mi e’ piaciuto farlo. Ora sara’ il pubblico a giudicarlo – .


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Torna ad Arezzo la Madonna con bambino di Andrea di Nerio

Mostre

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – ‘Ritorni e’ il titolo di un ciclo che ha l’ambizione di promuovere il ritorno a casa di importanti opere d’arte, allontanatesi dal territorio aretino in tempi piu’ o meno lontani, perche’ possano essere viste da vicino, apprezzate e valorizzate

nel loro contesto culturale d’origine – . Cosi’ Lucio Misuri, segretario generale della Fondazione Ivan Bruschi, presenta la mostra ‘Andrea di Nerio. La Madonna Sarti ad Arezzo’, primo appuntamento del Ciclo ‘Ritorni’, che si terra’ in casa Museo Bruschi ad Arezzo dal 2 dicembre al 31 gennaio. Con questa prima esposizione i visitatori potranno avere l’occasione di una visione ravvicinata di un’opera fondamentale per la storia dell’arte di Arezzo: la Madonna con Bambino di Andrea di Nerio, da tempo custodita all’estero dall’antiquario Giovanni Sarti, cortese prestatore alla citta’ in cui fu dipinta. Il dipinto cuspidato raffigura, entro un trilobo, la Vergine in piedi a mezzo busto, con il Bambino in braccio, stagliata su fondo oro, con decorazioni a racemi fogliari incise a mano libera (Quarto/quinto decennio del secolo XIV).

La mostra, promossa dalla Fondazione Ivan Bruschi, con la consulenza scientifica di Carlo Sisi e curata dalla storica dell’arte Isabella Droandi, intende offrire al visitatore non solo la ricostruzione della memoria storica di Andrea di Nerio, oggi riconosciuto come il maestro di Spinello Aretino, ma anche di quello che fu il suo contesto culturale per ripercorrere il linguaggio artistico proprio della scuola aretina del Trecento, in rapporto alla lezione giottesca e alle vicine scuole fiorentina e senese. Attraverso un percorso che, lungo i siti museali della citta’, mette l’Opera in relazione a quelle attribuite alla sua mano come l’Annunciazione firmata del Museo diocesano, e gli affreschi conservati nella Pieve di Santa Maria, in Duomo e al Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo.

‘Su questa sensibilita’ raffinata, intimistica e solenne, che e’ caratteristica peculiare della pittura di Andrea di Nerio, informata dell’opera di Giotto e degli esiti migliori che suscito’ negli artisti delle vicine Siena e Firenze – da Pietro Lorenzetti a Bernardo Daddi e Maso di Banco, fino al giottesco irregolare’ Buffalmacco – si formo’ una generazione di pittori locali di buon livello”, racconta la curatrice Isabella Droandi. E questo vale anche per “il giovane Spinello, nato tra il 1346 e il 1352 e morto nel 1410, che divenne il piu’ celebre e attivo pittore toscano tra la fine del secolo e l’inizio del successivo, gia’ agli albori del Rinascimento”, ricorda Droandi.

“Se gli affreschi ritrovati nel tempo ad Arezzo sotto vecchi intonaci e imbiancature sovrapposte sono rimasti almeno in parte al loro posto, lo stesso destino non e’ toccato alle opere di natura mobile come i dipinti su tavola- spiega ancora la curatrice- Il gusto antiquariale del collezionismo sette-ottocentesco, soprattutto straniero, mise infatti in movimento un’enorme quantita’ di opere medievali, allontanandole dall’Italia. Ma neppure le aspirazioni neogotiche del tempo, piu’ inclini ad un’interpretazione in chiave fantastica che non aderenti alla realta’ storica, poterono tutelare davvero le opere su tavola che uscivano a frotte dalle grandi famiglie italiane in decadenza. E’ ormai ben noto che, un po’ ovunque da noi, artigiani scriteriati incendiavano perfino le tavole dipinte del Due-Trecento, per recuperare la foglia d’oro dei fondi”, conclude Droandi.


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Torno ad Arezzo la Madonna con bambino di Andrea di Nerio

Mostre

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – ‘Ritorni e’ il titolo di un ciclo che ha l’ambizione di promuovere il ritorno a casa di importanti opere d’arte, allontanatesi dal territorio aretino in tempi piu’ o meno lontani, perche’ possano essere viste da vicino, apprezzate e valorizzate

nel loro contesto culturale d’origine – . Cosi’ Lucio Misuri, segretario generale della Fondazione Ivan Bruschi, presenta la mostra ‘Andrea di Nerio. La Madonna Sarti ad Arezzo’, primo appuntamento del Ciclo ‘Ritorni’, che si terra’ in casa Museo Bruschi ad Arezzo dal 2 dicembre al 31 gennaio. Con questa prima esposizione i visitatori potranno avere l’occasione di una visione ravvicinata di un’opera fondamentale per la storia dell’arte di Arezzo: la Madonna con Bambino di Andrea di Nerio, da tempo custodita all’estero dall’antiquario Giovanni Sarti, cortese prestatore alla citta’ in cui fu dipinta. Il dipinto cuspidato raffigura, entro un trilobo, la Vergine in piedi a mezzo busto, con il Bambino in braccio, stagliata su fondo oro, con decorazioni a racemi fogliari incise a mano libera (Quarto/quinto decennio del secolo XIV).

La mostra, promossa dalla Fondazione Ivan Bruschi, con la consulenza scientifica di Carlo Sisi e curata dalla storica dell’arte Isabella Droandi, intende offrire al visitatore non solo la ricostruzione della memoria storica di Andrea di Nerio, oggi riconosciuto come il maestro di Spinello Aretino, ma anche di quello che fu il suo contesto culturale per ripercorrere il linguaggio artistico proprio della scuola aretina del Trecento, in rapporto alla lezione giottesca e alle vicine scuole fiorentina e senese. Attraverso un percorso che, lungo i siti museali della citta’, mette l’Opera in relazione a quelle attribuite alla sua mano come l’Annunciazione firmata del Museo diocesano, e gli affreschi conservati nella Pieve di Santa Maria, in Duomo e al Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo.

‘Su questa sensibilita’ raffinata, intimistica e solenne, che e’ caratteristica peculiare della pittura di Andrea di Nerio, informata dell’opera di Giotto e degli esiti migliori che suscito’ negli artisti delle vicine Siena e Firenze – da Pietro Lorenzetti a Bernardo Daddi e Maso di Banco, fino al giottesco irregolare’ Buffalmacco – si formo’ una generazione di pittori locali di buon livello”, racconta la curatrice Isabella Droandi. E questo vale anche per “il giovane Spinello, nato tra il 1346 e il 1352 e morto nel 1410, che divenne il piu’ celebre e attivo pittore toscano tra la fine del secolo e l’inizio del successivo, gia’ agli albori del Rinascimento”, ricorda Droandi.

“Se gli affreschi ritrovati nel tempo ad Arezzo sotto vecchi intonaci e imbiancature sovrapposte sono rimasti almeno in parte al loro posto, lo stesso destino non e’ toccato alle opere di natura mobile come i dipinti su tavola- spiega ancora la curatrice- Il gusto antiquariale del collezionismo sette-ottocentesco, soprattutto straniero, mise infatti in movimento un’enorme quantita’ di opere medievali, allontanandole dall’Italia. Ma neppure le aspirazioni neogotiche del tempo, piu’ inclini ad un’interpretazione in chiave fantastica che non aderenti alla realta’ storica, poterono tutelare davvero le opere su tavola che uscivano a frotte dalle grandi famiglie italiane in decadenza. E’ ormai ben noto che, un po’ ovunque da noi, artigiani scriteriati incendiavano perfino le tavole dipinte del Due-Trecento, per recuperare la foglia d’oro dei fondi”, conclude Droandi.


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Stop in Puglia alle riprese di ‘Tulips’, la regista Marleen Gorris non sta bene

Roma, 17 nov. (AdnKronos) – Imprevista sospensione in Puglia delle riprese di ‘Tulips’, film prodotto dall’italiana Draka Production di Corrado Azzollini in coproduzione con l’olandese Fatt Productions di Han de Weers e la canadese Don Carmody Productions di Don Carmody. La regista premio Oscar Marleen Gorris ha dovuto, infatti, momentaneamente abbandonare il set per motivi di salute e rientrare a casa in Olanda.

La produzione e il cast del film, Donatella Finocchiaro, Lidia Vitale, Michele Venitucci, Giorgio Pasotti e Giancarlo Giannini, “augurano una pronta guarigione alla Gorris e sperano di poter annunciare a breve il ritorno sul set”.


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