Cultura e societa’

Torna ‘Don Matteo’, arriva la decima stagione tra delitti, misteri e risate

Tv

Roma, 5 gen. (AdnKronos) – Sull’onda del successo di ascolti che da sempre ha contraddistinto la serie, arriva su Rai1 giovedi’ sera la decima stagione di ‘Don Matteo’. Tredici serate che vedranno come sempre Terence Hill nei panni del sacerdote investigatore, Don Matteo appunto, che si muove tra delitti, misteri, lacrime, ma anche risate, romanticismo e allegria sullo sfondo di Spoleto.

Nelle nuove puntate Terence Hill e il cast storico della serie, coprodotta da Rai Fiction e Lux Vide, saranno affiancati da alcune new entry: Sara Zanier, Dario Cassini, Dalila Pasquariello, Raniero Monaco Di Lapio e Gabriele De Pascali. Nella serata in onda il 7 gennaio, inoltre, protagonista di puntata sara’ Belen Rodriguez. La regia e’ affidata a Jan Maria Michelini, Daniela Borsese e Monica Vullo.

‘Don Matteo’ e’ una famiglia, anzi una grande famiglia. Sono aumentate, nel numero, le serie tv e sono aumentanti anche i membri di questa famiglia televisiva: Don Matteo, i carabinieri Cecchini, Tommasi e Severino, poi in canonica Natalina e Pippo, ma anche Laura, giovane ragazza madre, con la piccola Ester, e il giovane Tomas e tanti altri. E come in ogni grande famiglia, ci sono gioie, soddisfazioni, ma anche problemi, conflitti, dolori da affrontare e risolvere e soprattutto imprevisti, che sono moltissimi, e si chiamano Alberto, Daniele, Sabrina, Margherita, Gualtiero, i nuovi personaggi della decima stagione della fiction.

La canonica ha ormai una colonna sonora fissa: i ripetuti battibecchi tra Laura e Tomas. Ma i due ragazzi, per quanto dichiarino fermamente di non potersi vedere, e’ evidente che si piacciono. E anche tanto. Peccato che serva ancora tempo – tanto tempo – per ammetterlo… e nel frattempo la vita continua, con nuovi incontri. E se per Laura arriva Alberto, geniale e giovane professore di matematica che corteggia la ragazza, la new entry per Tomas si chiama Sabrina, una giovane ragazza carcerata. A conoscerla per primo e’ Don Matteo, che le promette di starle vicino e che le propone di usare i permessi di lavoro del carcere per lavorare al campo volo di Tomas.

Ma chi e’ Sabrina, veramente? Una giovanissima ragazza che porta dentro di se’ una ferita: e’ infatti in carcere con l’accusa di tentato omicidio della madre. Un’accusa che l’ha segnata e che ha allontanato la sua famiglia da lei, forse per sempre. Sabrina si e’ tenacemente costruita una maschera che solo il paziente sguardo di don Matteo riesce piano piano a scalfire.

E Tommasi? Alla fine della nona stagione era indeciso tra Bianca e Lia. Ma ormai il suo cuore ha deciso e grida un solo nome: Lia. Quando la ragazza torna da Roma, vestita da carabiniere, bella come non mai, lui rimane di sasso. I due hanno aspettato troppo tempo, e ora il loro sogno d’amore puo’ e deve realizzarsi… se non fosse che Lia e’ fidanzata con un altro, Daniele, un artista impulsivo ed entusiasta che sta convincendo Lia a lasciare l’Arma e a trasferirsi a Miami.

E le novita’ per Tommasi sono anche al lavoro, dove si scontra con un nuovo Pm, Gualtiero Ferri, che detesta Tommasi ritenendolo un raccomandato. L’unico lato positivo di questo magistrato per Tommasi e’ la sua fidanzata, Margherita, con cui diventera’ molto amico… forse pure troppo.


(Adnkronos)


Tra delitti, misteri e risate arriva la decima stagione di ‘Don Matteo’

Roma, 5 gen. (AdnKronos) – Sull’onda del successo di ascolti che da sempre ha contraddistinto la serie, arriva su Rai1 giovedi’ sera la decima stagione di ‘Don Matteo’. Tredici serate che vedranno come sempre Terence Hill nei panni del sacerdote investigatore, Don Matteo appunto, che si muove tra delitti, misteri, lacrime, ma anche risate, romanticismo e allegria sullo sfondo di Spoleto.

Nelle nuove puntate Terence Hill e il cast storico della serie, coprodotta da Rai Fiction e Lux Vide, saranno affiancati da alcune new entry: Sara Zanier, Dario Cassini, Dalila Pasquariello, Raniero Monaco Di Lapio e Gabriele De Pascali. Nella serata in onda il 7 gennaio, inoltre, protagonista di puntata sara’ Belen Rodriguez. La regia e’ affidata a Jan Maria Michelini, Daniela Borsese e Monica Vullo.

‘Don Matteo’ e’ una famiglia, anzi una grande famiglia. Sono aumentate, nel numero, le serie tv e sono aumentanti anche i membri di questa famiglia televisiva: Don Matteo, i carabinieri Cecchini, Tommasi e Severino, poi in canonica Natalina e Pippo, ma anche Laura, giovane ragazza madre, con la piccola Ester, e il giovane Tomas e tanti altri. E come in ogni grande famiglia, ci sono gioie, soddisfazioni, ma anche problemi, conflitti, dolori da affrontare e risolvere e soprattutto imprevisti, che sono moltissimi, e si chiamano Alberto, Daniele, Sabrina, Margherita, Gualtiero, i nuovi personaggi della decima stagione della fiction.

La canonica ha ormai una colonna sonora fissa: i ripetuti battibecchi tra Laura e Tomas. Ma i due ragazzi, per quanto dichiarino fermamente di non potersi vedere, e’ evidente che si piacciono. E anche tanto. Peccato che serva ancora tempo – tanto tempo – per ammetterlo… e nel frattempo la vita continua, con nuovi incontri. E se per Laura arriva Alberto, geniale e giovane professore di matematica che corteggia la ragazza, la new entry per Tomas si chiama Sabrina, una giovane ragazza carcerata. A conoscerla per primo e’ Don Matteo, che le promette di starle vicino e che le propone di usare i permessi di lavoro del carcere per lavorare al campo volo di Tomas.

Ma chi e’ Sabrina, veramente? Una giovanissima ragazza che porta dentro di se’ una ferita: e’ infatti in carcere con l’accusa di tentato omicidio della madre. Un’accusa che l’ha segnata e che ha allontanato la sua famiglia da lei, forse per sempre. Sabrina si e’ tenacemente costruita una maschera che solo il paziente sguardo di don Matteo riesce piano piano a scalfire.

E Tommasi? Alla fine della nona stagione era indeciso tra Bianca e Lia. Ma ormai il suo cuore ha deciso e grida un solo nome: Lia. Quando la ragazza torna da Roma, vestita da carabiniere, bella come non mai, lui rimane di sasso. I due hanno aspettato troppo tempo, e ora il loro sogno d’amore puo’ e deve realizzarsi… se non fosse che Lia e’ fidanzata con un altro, Daniele, un artista impulsivo ed entusiasta che sta convincendo Lia a lasciare l’Arma e a trasferirsi a Miami.

E le novita’ per Tommasi sono anche al lavoro, dove si scontra con un nuovo Pm, Gualtiero Ferri, che detesta Tommasi ritenendolo un raccomandato. L’unico lato positivo di questo magistrato per Tommasi e’ la sua fidanzata, Margherita, con cui diventera’ molto amico… forse pure troppo.


(Adnkronos)


Simona Ventura: all”Isola’ da concorrente? Offerta accattivante

Roma, 5 gen. (AdnKronos) – Partecipare all”Isola dei famosi’ come concorrente “sicuramente e’ un’offerta accattivante, quindi vedremo il da farsi”. Simona Ventura, da Miami, dove era in vacanza con il compagno, Gero’ Carraro, commenta in esclusiva per il settimanale ‘Chi’, in edicola da mercoledi’ 6 gennaio, le voci che la vogliono come concorrente al reality condotto da Alessia Marcuzzi su Canale 5, ma che ‘Supersimo’ ha portato al successo quando era in Rai.

“L’Isola e’ un programma che adoro, al di la’ del fatto che l’ho condotto, perche’ ci ho messo tutte le mie energie”, dice. Le immagini pubblicate da ‘Chi’ mostrano Simona Ventura in forma smagliante, gia’ eventualmente pronta ad affrontare le fatiche fisiche che un’ eventuale partecipazione all’Isola richiederebbe.


(Adnkronos)


”Era giusto farlo”, Verdone sbarca su Facebook e augura buon anno ai fan /Video

Roma, 3 gen. (AdnKronos) – Carlo Verdone sbarca su Facebook. L’attore e regista ha aperto un profilo su celebre social network, postando un video con il quale augura buon anno e saluta i fan.

“Finalmente ce l’ho fatta”, dice Verdone, spiegando di essere stato convinto da un amico ad aprire la pagina.

“Fino ad ora non ero presente su nessuno dei social – afferma – pero’ alla fine era giusto farlo. Siete in tanti, cercheremo di condividere musica, pensieri, gusti, tutto, in allegria. Questa e’ la cosa importante”, conclude Verdone.


(Adnkronos)



D’Alessio difende Grignani: ”A Capodanno era solo un po’ euforico”

Roma, 2 gen. (AdnKronos) – “Era una serata particolare e Gianluca era un po’ euforico. Ha fatto comunque una grande performance”. Parola di Gigi D’Alessio che, conversando con l’Adnkronos, difende Gianluca Grignani dagli attacchi dei fan sui social, che lo hanno accusato di essersi presentato ubriaco sul palcoscenico di Bari per il concerto di fine anno, trasmesso da Canale 5, e lo hanno inondato di critiche.

“Era una serata particolare – spiega D’Alessio – e Gianluca e’ un grande artista, le sue canzoni sono bellissime. Non direi che fosse ubriaco, semmai era euforico, e le polemiche fanno solo danno a una persona come Gianluca che e’ debole e non forte. Ripeto – sottolinea il cantante napoletano – Gianluca e’ un grande artista, io l’ho invitato e lui ha subito accettato”. D’Alessio si mostra soddisfatto dei risultati ottenuti dall’evento di Bari: “A mezzanotte abbiamo fatto il 25% di share, che non e’ poco. Io ho puntato sui giovani perche’ quello era il target che interessava Canale 5 e siamo anche riusciti a raccogliere i fondi per l’Agebeo, che serviranno a costruire un villaggio per ospitare i genitori dei bambini ricoverati nel reparto di oncoematologia dell’Ospedale di Bari”.

Quanto alle polemiche sulla bestemmia passata in sovrimpressione su Rai1 durante il concerto da Matera e sul countdown anticipato di un minuto, “sono cose che possono capitare”, taglia corto Gigi D’Alessio. “La Rai e’ da sempre un’istituzione, magari qualcuno aveva l’orologio avanti – minimizza – io non amo gettare benzina sul fuoco perche’ non ha senso. Conosco bene la Rai e ha eccellenti professionisti. In ogni caso – conclude D’Alessio – hanno fatto ottimi ascolti”.


(Adnkronos)


Checco Zalone da record, quasi 7 milioni in un giorno per ‘Quo vado’

Cinema

Roma, 2 gen. (AdnKronos) – “Un risultato al di la’ di ogni immaginazione”. Pietro Valsecchi commenta cosi’ il risultato al box office di ‘Quo Vado?’, il nuovo film di Checco Zalone.

“Quasi 7 milioni di euro di incasso
(pari a un milione di biglietti) nel primo giorno di programmazione -dice il produttore- e’ un dato incredibile, che polverizza il record precedente di 3 milioni e mezzo: anche a voler essere molto ottimisti nessuno avrebbe potuto immaginare una partenza cosi'”.

“Si tratta di una performance veramente unica -sottolinea il direttore della Taodue- che conferma l’eccezionalita’ di Checco Zalone nel panorama cinematografico italiano. Il 2016 si apre cosi’ per il nostro cinema con un’iniezione di fiducia di cui si sentiva davvero il bisogno: dovrebbe uscire un nuovo Zalone ogni anno per dare una spinta all’intero sistema del cinema italiano. Ora spero che a questo successo ne possano seguire altri per le nostre pellicole”.


(Adnkronos)


Amodio, dopo ‘Coppelia’ riparto dalla ‘Carmen’ con Eleonora Abbagnato

Roma, 1 gen. (AdnKronos) – ”Non lo nego. Mi piacerebbe ritornare al Teatro alla Scala magari accanto a un giovane coreografo con il quale collaborare e al quale trasmettere la mia lunga esperienza. Purtroppo quello che manca, oggi negli enti lirici, e’ una programmazione a lunga scadenza.

I talenti ci sono, ma fuggono all’estero. E tutto questo non e’ un bene per il Paese”. E’ quanto ha dichiarato all’Adnkronos Amedeo Amodio, regista, coreografo, scaligero doc, da oltre 50 anni nel mondo della danza, primo direttore dell’Aterballetto, alla guida per lunghi anni del corpo di ballo dell’Opera di Roma e del Teatro Massimo di Palermo.

Una riflessione, importante, la sua, su quanto sta accadendo nel mondo della danza, dopo l’annunciata ‘esternalizzazione’ del corpo di ballo della Fondazione Arena di Verona e l’uscita di scena di Mahkar Vaziev dalla Scala, per guidare la compagnia del Bolscioi di Mosca. E parte il toto nomine per la guida della compagnia scaligera. Da Alessandra Ferri a Mauro Bigonzetti, in scena in questi giorni con la sua ultima produzione ‘Cinderella’, sino a Roberto Bolle che avrebbe gentilmente declinato l’invito (per adesso) perche’ il suo desiderio e’ quello di continuare a danzare.

Insistente si fa, pero’, il nome di un coreografo ‘straniero’, quell’Heinz Spoerli che l’attuale sovrintendente Pereira aveva conosciuto quando era all’Opera di Zurigo. Amedeo Amodio non ha dubbi: ”Ben venga il prossimo direttore del ballo. Voglio solo ricordare che noi, oggi, potremmo avere un ente lirico con la piu’ grande compagnia del mondo. Perche’ i nostri danzatori sono tra i migliori – ha aggiunto – Ma la ‘stabilita” di un corpo di ballo significa anche creare un repertorio, non disperdere energie, far crescere, far maturare i ballerini. E questo non sempre avviene in Italia”.

Secondo il grande coreografo e regista purtroppo ”il problema del nostro Paese e’ che non si investe in cultura, tanto meno nella danza. Ci vuole tensione e attenzione – ha proseguito Amodio – bisogna pensare ad una programmazione mirata e a lungo termine, una programmazione con una propria personalita’ e soprattutto sostenere le nuove generazioni. Ed e’ quello che io sto facendo”.

In tourne’e in questi giorni in Italia (il 1 gennaio al Teatro Verdi di Padova, il 6 al Teatro Comunale di Sassari) la sua ‘Coppelia’, prodotta dalla Daniele Cipriani Entertainment, un classico del repertorio ballettistico, rivisitato, ritrascritto per una giovane compagnia di interpreti. ”Sono molto affezionato a questo spettacolo – ha confessato Amodio – Mi ha dato grandi soddisfazioni. Mi sono ispirato ai grandi musical americani. Da ‘Sette spose per sette fratelli’ a ‘Bulli e Pupe’, ad ‘Un americano a Parigi’. Un balletto intramato anche di citazioni coreografiche. Balanchine, Alvin Ailey con il quale ho lavorato”.

Divo acclamato di un cult degli anni ’60, ‘Studio Uno’, Amodio venne scelto dal coreografo di Fred Astaire, Hermes Pan, per partecipare alla trasmissione, Liliana Cavani lo chiamo’ per danzare e coreografare alcuni intermezzi nel ‘Portiere di notte’ e ‘Al di la’ del bene e del male’. ”Ricordi e incontri indimenticabili – ha proseguito – Come quelli avvenuti al Teatro dell’Opera di Roma con Milloss. Perche’ quando si lavora con un grande maestro bisogna avere il coraggio di aprire il proprio spirito, il proprio cuore, per poter assimilare le loro lezioni di vita e di teatro. E solo successivamente decodificarle, tradurle con un linguaggio piu’ personale. E’ quello che ho fatto io in tanti anni di carriera”.

E ha ricordato Amodio i suoi incontri con Leonide Massine, stella dei Ballets Russes di Diaghilev, con Picasso (”supervisionava personalmente i costumi di scena durante gli spettacoli”) e Stravinskij (”Lo ricordo seduto, attentissimo, alle prove”), Luchino Visconti e Maria Callas in ‘Anna Bolena’, ma anche Mario Pistoni che creo’ i ‘Solisti del Teatro alla Scala’.

Amedeo Amodio e’ ritornato a parlare della danza in Italia, Paese che ha dato i natali al balletto, che ha solo quattro corpi di ballo al suo attivo negli enti lirici (Scala, Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Massimo di Palermo), mentre continuano le ‘dismissioni’ delle compagnie di danza. ”Mi piacerebbe, al piu’ presto, riunire i grandi nomi della danza – ha annunciato – Parlare con Roberto (Bolle), abbiamo tutte le carte in regola, lo ripeto, per avere compagnie di balletto incredibili. Se solo lo volessimo”.

”Recentemente sono stato all’Opera di Parigi per provare la mia ‘Carmen’ con Eleonora Abbagnato – ha proseguito Amedeo Amodio – In quattro sere ho visto quattro spettacoli diversi. Palais Garnier ha investito sulla danza. E i risultati si vedono”.

E dopo la ‘Carmen’, protagonista l’e’toile di Palais Garnier, Amedeo Amodio riprendera’ il ‘Flauto danzante’ che aveva firmato per il Festival della danza di Nervi con Severino Gazzelloni e Tullio de Piscopo.


(Adnkronos)


Lettera aperta di Luciano Cannito a Verona, non lasciate morire il corpo di ballo

Roma, 1 gen. (AdnKronos) – ”Leggo che si sta pensando di chiudere il Corpo di ballo della Fondazione Arena di Verona per appoggiarsi a compagnie a seconda delle necessita’ del Teatro.

Questa storia l’ho gia’ sentita, tante volte. Pare essere la madre di tutte le soluzioni per risolvere tutti i problemi delle Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane… La verita’ e’ che una simile soluzione spegne da un giorno all’altro una delle arterie creative e produttive di cultura di una citta’. Esattamente come e’ gia’ accaduto in altri luoghi dove hanno messo in atto questa geniale soluzione”. E’ quanto scrive Luciano Cannito, coreografo, regista (la sua ‘versione’ dei ‘Promossi sposi’ diretta da Michele Guardi’ e’ in tourne’e in Italia in questi giorni), vicepresidente della Commissione lirica Siae, in una lettera aperta alla citta’ di Verona dopo la notizia dell’annunciata ‘esternalizzazione’ del corpo di ballo della Fondazione Arena di Verona.

Processi che, in altre occasioni, hanno portato alla chiusura di storici corpi di ballo. In Italia, infatti, dopo l’addio delle compagnie del Regio di Torino, del Comunale di Bologna, del Verdi di Trieste, della Fenice di Venezia, del Maggio Musicale di Firenze, sono rimasti in vita solo quelle della Scala, del Teatro dell’Opera di Roma, del San Carlo di Napoli e del Massimo di Palermo.

Secondo Luciano Cannito alla guida, tra l’altro, della compagnia DCE Danza Italia ”circa 100mila ragazzi che studiano danza in Veneto, hanno come punto di riferimento il Corpo di ballo della Fondazione Arena di Verona. E danza significa anche la creazione di scuole sul territorio, di manualita’ importanti legati a costumisti e scenografi, senza dimenticare le aziende di abbigliamento per la danza e per gli accessori, i pianisti, i musicisti, i compositori. Ma soprattutto la danza – ha aggiunto nella sua lunga lettera – crea passione tra le nuove generazioni. Infonde un senso di disciplina profonda, un senso del dovere, crea inoltre un senso di squadra fortissimo”.

Luciano Cannito ‘accusa’ della decisione, sembra, ormai presa dal sindaco di Verona Flavio Tosi, ”uno sparuto numero di signori romani, vecchi dentro, burocrati che vogliono farsi belli dimostrando che i loro stipendi valgono la spesa. ‘I teatri costano troppo?’, si sono detti. ‘Eliminiamo i corpi di ballo’. Non sapevano come fare e hanno trovato la soluzione-specchietto per le allodole”.

Eppure secondo quanto scritto da Luciano Cannito nessuno, tra i ‘burocrati’ si rende conto delle straordinarie potenzialita’ produttive, a medio e lungo termine, dei ricavi e della ricaduta sociale ed economica del Corpo di ballo di un grande teatro all’interno di una citta’. ”Ovvio che serve un’intelligente e competente strategia culturale e di marketing – ha ancora spiegato il vice presidente della Commissione Lirica Siae – In Germania, per esempio, dove i conti li sanno fare molto bene, di Corpi di ballo ce ne sono circa 60”.

”Negli Stati Uniti, uno studio congiunto di 30 universita’, sviluppato a livello scientifico ed economico per piu’ di 10 anni – ha ricordato ancora – ha dimostrato con i numeri che ogni dollaro speso dallo Stato per sovvenzionare attivita’ di spettacolo dal vivo (concerti, balletti e opere), riporta nelle casse dello Stato 7 dollari. Uno dei migliori e piu’ vantaggiosi investimenti statali!”.

Nella sua lettera Luciano Cannito si rivolge direttamente al sindaco di Verona Flavio Tosi. ”Sarebbe bello poter avere l’opportunita’ di mostrare al sindaco Tosi, uomo intellettualmente onesto e senza preconcetti, i numeri e i dati delle realta’ di teatri d’opera e balletto in Italia per poi farsi una sua opinione piu’ obiettiva sull’argomento”.

”Quello che sfugge comunque a tanti sindaci – ha continuato Cannito – che sono per legge anche i presidenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche delle loro citta’, e’ che i fondi del Fus (il Fondo Unico per lo Spettacolo) messi a disposizione dallo Stato italiano per questi teatri, sono stanziati per produrre cultura nel territorio, non per comprarla. I fondi per le Fondazioni Liriche Sinfoniche sono proprio, per questo motivo, la parte piu’ consistente, circa il 50%, di tutti i fondi messi a disposizione per la cultura e lo spettacolo in Italia”.

”Pertanto – ha ricordato Cannito nella sua lettera aperta alla citta’ di Verona – sono i teatri piu’ piccoli e non i grandi teatri d’Opera demandati a fare distribuzione. Sono loro che devono e non possono far altro che ingaggiare compagnie esterne, acquistare spettacoli prodotti da altri. Sono contenitori vuoti con dei budget limitati”.

”E’ questo che volete diventi a Verona, la Fondazione Arena? Un contenitore vuoto senza nessuna radice nel territorio? Volete davvero smettere di essere un punto di riferimento culturale del Veneto e di gran parte del Centro Nord? – si domanda Cannito- Volete davvero usare i soldi dei vostri contribuenti per produrre i russi, i francesi, i rumeni, i tedeschi? Perche’ non usarli per i vostri ragazzi?”

”A Venezia hanno chiuso gia’ da anni il corpo di ballo e in questi giorni e’ stato programmata la ‘Bayadere’ con il Balletto dell’Estonia. Venezia, dunque, con i soldi del Fus, quindi con i nostri soldi, ha contribuito a pagare e produrre gli estoni”.

”Tutto questo non fa assolutamente ridere, ma e’ esattamente cosi’ – ha continuato Luciano Cannito – Avrebbero dovuto esserci ragazzi italiani a danzare li’ alla Fenice. Avrebbero dovuto esserci i nostri figli, perche’ sono il nostro futuro ed il nostro domani. Evidentemente in Estonia, nazione di 2 milioni di abitanti, non considerano un Corpo di Ballo un costo, ma un investimento proficuo. E ce lo stanno dimostrando a due passi da Verona…”.

Ed a proposito degli scioperi indetti al Teatro, Luciano Cannito, non approva, ma comprende ed in parte giustifica. ”Purtroppo i giovani non hanno voce nelle stanze dove si decidono le sorti dei grandi, a volte si tratta di vecchi senza visioni, che combattono con armi piu’ silenziose e devastanti come una piccola legge che in pochi minuti ti retrocede a provincia culturale e a sudditanza intellettuale”.


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In vendita la casa americana dei Rolling Stones per 3,695 milioni di dollari /Guarda

Roma, 31 dic. (AdnKronos) – Da poche ore, come annuncia Immobiliare.it, e’ sul mercato la casa dove, negli anni 70, i Rolling Stones abitavano durante le loro tourne’e americane (Guarda). Alle pendici delle colline di Hollywood e confinante con la villa in cui vissero Joni Mitchell e Diana Ross, fu quasi rasa al suolo da un incendio appiccato per errore da Keith Richards nel 1978 durante uno dei party sfrenati della band.

La villa, oggi ricostruita in stile Tudor, e’ sbarcata sul mercato immobiliare con una richiesta di 3,695 milioni di dollari, era stata affittata alla band dal loro manager Skip Taylor ed e’ situata in quella che, fra le colline di Hollywood e’ considerata la residenza della musica che conta dato che, oltre ai Rolling Stones, nel corso degli anni hanno vissuto qui, fra gli altri, artisti del calibro di Joni Mitchell, Diana Ross, Tiny Tim e John Fosse.

Caratterizzata da arredi di raffinato design, un ponte che consente di attraversare un ruscelletto inserito nella proprieta’, travi a vista e cinque camere da letto, questa proprieta’ nasconde una curiosita’: nei lavori di restauro e’ stato scoperto un piccolo passaggio segreto che unisce la villa a quella di fianco, un tempo abitata dall’attore John Barrymore e, piu’ di recente, proprio da Joni Mitchell e, in seguito, da Diana Ross.


(Adnkronos)


In ‘Quo vado?’ Checco Zalone in bilico tra posto fisso e vita ‘aperta’

Cinema


Roma, 29 dic. (AdnKronos) – “La prima repubblica/Non si scorda mai/La prima repubblica/Tu cosa ne sai/Dei quarantenni pensionati/Che danzavano sui prati/Dopo dieci anni volati all’aereonautica/E gli uscieri paraplegici saltavano/E i bidelli sordomuti cantavano/”. L’eloquente testo di questa canzone porta nelle parole e nella musica una firma inconfondibile, quella di Luca Medici, in arte Checco Zalone, che sta per tirare fuori dal cilindro il suo nuovo film ‘Quo vado?’, presentato oggi a Roma.

Una pellicola, per la regia di Gennaro Nunziante, di cui Checco ha scritto il soggetto e la sceneggiatura, assieme a Nunziante, e che Pietro Valsecchi ha prodotto (la distribuzione e’ Medusa).

In sala allo scoccare del nuovo anno, ‘Quo vado?’, che vede la partecipazione straordinaria di Lino Banfi nel ruolo del senatore Binetto, racconta la storia di Checco, un ragazzo che ha realizzato tutti i sogni della sua vita. Voleva vivere con i suoi genitori (nel film Peppino e’ il padre interpretato da Maurizio Micheli e Caterina la madre interpretata da Ludovica Modugno) evitando cosi’ una costosa indipendenza e c’e’ riuscito, voleva essere eternamente fidanzato senza mai affrontare le responsabilita’ di un matrimonio con relativi figli e ce l’ha fatta, ma soprattutto, sognava da sempre un lavoro sicuro ed e’ riuscito a ottenere il massimo: un posto fisso nell’ufficio provinciale caccia e pesca.

Con questa meravigliosa leggerezza Checco affronta una vita che fa invidia a tutti. Un giorno pero’ tutto cambia. Il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province. Convocato al ministero dalla spietata dirigente Sironi (Sonia Bergamasco), Checco e’ messo di fronte a una scelta difficile: lasciare il posto fisso o essere trasferito lontano da casa.

Ma per Checco il posto fisso e’ sacro e pur di mantenerlo accetta il trasferimento. Per metterlo nelle condizioni di dimettersi, la dottoressa Sironi lo fa girovagare in diverse localita’ italiane a ricoprire i ruoli piu’ improbabili e pericolosi ma Checco resiste eroicamente a tutto. La Sironi esausta rincara la dose e lo trasferisce al Polo Nord, in una base scientifica italiana col compito di difendere i ricercatori dall’attacco degli orsi polari.Proprio quando e’ sul punto di abbandonare il suo amato posto fisso, Checco conosce Valeria (Eleonora Giovanardi), una ricercatrice che studia gli animali in via d’estinzione e s’innamora perdutamente di lei.

“Penso che con questo film – osserva Valsecchi, gia’ al quarto film con il comico pugliese – Checco sia riuscito ancora una volta a migliorare se stesso. La storia e’ divertentissima e unica. E’ una grande avventura che porta il pubblico dal piccolo paesino della Puglia fino all’Africa, passando per il Polo Nord e la Norvegia. Il tutto condito da delle scene che sono davvero esilaranti. In piu’, anche se lui non lo dira’ mai perche’ odia prendersi sul serio, e’ una storia che riflette in modo simpatico ma anche molto intelligente su un aspetto di grande rilevanza per il momento storico in cui viviamo: il lavoro e il pubblico impiego”.

“L’attuale mondo del lavoro – evidenzia il regista Nunziante – mostra le sue fredde complessita’ a un Paese che fa ancora richiesta di modelli assistenzialistici. Specchio delle difficolta’ di concepire il nuovo senso di occupazione si avverte in frasi tipo ‘mio figlio e’ stato costretto ad andare a lavorare all’estero’. In quel ‘costretto’ si annida tutta l’impossibile comprensione del presente. Stessa cosa vale per gli imprenditori, ‘lo Stato faccia qualcosa’ invece che la ricerca di invenzioni e creativita’ interessanti. ‘Quo Vado?’ parte da tutto questo”.

Questo film, approfondisce il regista, “e’ il racconto di un tempo in bilico tra certezza e incertezza, dove Checco, figlio di quella mentalita’ assistenzialista, deve ‘provarsi a vivere’. A tendere una mano a Checco e’ Valeria, una giovane ricercatrice che studia il surriscaldamento del pianeta e il suo effetto sugli animali”. E mentre Valeria e’ animata dal “tentativo di salvare il mondo da mutamenti irreversibili che mettono a repentaglio la sua stessa sopravvivenza”, Checco invece e’ animato dall’ottusa “ricerca di salvare il suo posto fisso”.

Checco, infatti, spiega Nunziante, “non ha ancora capito che il posto fisso si sta estinguendo proprio come quegli animali che Valeria cerca disperatamente di salvare”. Inizia cosi’ per lui “un nuovo tempo che gli fa richiesta di coraggio, di determinazione, di partecipazione, a lui che e’ stato sempre e solo interessato al suo piccolo microcosmo fatto da ufficio, casa dei genitori, piccolo paese dove vive”.

Insomma, per Checco “e’ giunto il tempo di aprirsi al mondo, di ospitare grandi ideali, di concepire un senso comunitario della vita, e Checco, per amore di Valeria, accetta di far parte del nuovo tempo. Abbiamo voluto chiamare questo nuovo tempo della vita di Checco ‘Tempo dell’educazione’. Checco ha compreso che la civilta’, da sola, serve a poco se non si accompagna all’educazione. L’educazione e’ la porta d’ingresso a un futuro carico di meravigliosa eternita’”, conclude Gennaro Nunziante, attore e sceneggiatore che ha esordito alla regia proprio con il primo film di Zalone ‘Cado dalle nubi’ ed ha mantenuto il suo sodalizio con lui in ‘Che bella giornata’, record di incassi del cinema italiano, e ‘Sole a catinelle’.


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San Francisco contro Justin Bieber per i graffiti pubblicitari illegali

Vandalo

San Francisco, 29 dic. (AdnKronos/dpa) – Il municipio di San Francisco ha protestato formalmente con la casa discografica del cantante Justin Bieber, 21 anni, per i graffiti sparsi per le varie zone che pubblicizzano ‘Purpose’, il nuovo disco del cantante canadese. “Questo tipo di str
ategie illegali di marketing approfitta della nostra popolazione e del nostro turismo”, ha scritto lunedi’ il Procuratore Capo della citta’ Dennis Herrera in una lettera aperta diretta ai discografici.

I graffiti, che sono bianchi e nei quali si legge il nome del cantante, il titolo del disco e la data di uscita dello stesso, sono rimasti anche dopo le intense piogge, e hanno indignato molti cittadini. Per questo, la citta’ statunitense ha chiesto di conoscere i nomi delle persone e delle ditte responsabili della “vandalica campagna di graffiti”, cosi’ come e’ stata definita, e li ha minacciati con multe da migliaia di dollari. La campagna potrebbe dunque costare molto cara.

Il terzo disco del cantante, uscito a meta’ novembre, e’ balzato direttamente al numero uno della classifica dei successi statunitensi, ed ha venduto 1 milione di copie in appena cinque settimane. Solo la cantante britannica Adele con il suo disco “25”, e il rapper canadese Rapper Drake con ‘If you’re reading this It’s too late’, hanno raggiunto le stesse cifre di vendita quest’anno, secondo quanto riferisce la rivista statunitense ‘Billboard’.


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San Francisco contro Justin Bieber per i graffiti pubblicitari di ‘Purpose’

Vandalo

San Francisco, 29 dic. (AdnKronos/dpa) – Il municipio di San Francisco ha protestato formalmente con la casa discografica del cantante Justin Bieber, 21 anni, per i graffiti sparsi per le varie zone che pubblicizzano ‘Purpose’, il nuovo disco del cantante canadese. “Questo tipo di str
ategie illegali di marketing approfitta della nostra popolazione e del nostro turismo”, ha scritto lunedi’ il Procuratore Capo della citta’ Dennis Herrera in una lettera aperta diretta ai discografici.

I graffiti, che sono bianchi e nei quali si legge il nome del cantante, il titolo del disco e la data di uscita dello stesso, sono rimasti anche dopo le intense piogge, e hanno indignato molti cittadini. Per questo, la citta’ statunitense ha chiesto di conoscere i nomi delle persone e delle ditte responsabili della “vandalica campagna di graffiti”, cosi’ come e’ stata definita, e li ha minacciati con multe da migliaia di dollari. La campagna potrebbe dunque costare molto cara.

Il terzo disco del cantante, uscito a meta’ novembre, e’ balzato direttamente al numero uno della classifica dei successi statunitensi, ed ha venduto 1 milione di copie in appena cinque settimane. Solo la cantante britannica Adele con il suo disco “25”, e il rapper canadese Rapper Drake con ‘If you’re reading this It’s too late’, hanno raggiunto le stesse cifre di vendita quest’anno, secondo quanto riferisce la rivista statunitense ‘Billboard’.


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A Jennifer Jason Leigh il Capri Art Award per ‘The Hateful Eights’

Roma, 28 dic. (AdnKronos) – A Jennifer Jason Leigh, per il ruolo della fuggitiva Daisy Domerque, unico personaggio femminile nel film ‘The Hateful Eight’ di Quentin Tarantino, e’ stato attribuito il Capri Art Award come miglior attrice non protagonista della XX edizione di ‘Capri Hollywood’.

Lo annuncia il produttore dell’International Film Festival Pascal Vicedomini.

”Siamo felici di onorare a Capri questa grande attrice -dice Vicedomini- che nel film di Tarantino interpreta un personaggio molto potente, per il quale ha gia’ ricevuto la nomination al Golden Globes. Nonostante i tanti impegni di promozione del film, uscito negli Usa il giorno di Natale, con anteprime in 70mm che hanno avuto grande successo, Jennifer Jason Leigh, unica donna dello straordinario cast, ritirera’ il premio domani
a Capri, interrompendo il tour promozionale americano del film per volonta’ di Tarantino e del produttore Harvey Weinstein, che dimostra di ritenere strategico il nostro festival in vista della stagione degli awards, e che ringraziamo”.

In arrivo sull’isola anche i produttori italiani del film di Tarantino, Andrea e Raffaella Leone, figli del grande regista Sergio Leone, da sempre fonte di ispirazione di Tarantino, che saranno premiati come ‘Produttori dell’anno’ con il riconoscimento intitolato a Carmelo Rocca.

‘The Hateful Eight’, l’ottavo attesissimo film del regista americano, che e’ gia’ diventato un cult, sara’ nelle sale italiane dal 4 febbraio. Dopo l’omaggio al cinema di genere di ‘Django Unchained’, Tarantino torna al cinema nuovamente con un western, ma con una forte connotazione thriller. ‘The Hateful Eight’ e’ stato infatti girato in pellicola a 70mm, come i grandi classici del cinema western, e verra’ proiettato in questo formato in alcune sale, ma sara’ disponibile anche in versione digitale.

Qualche anno dopo la fine della guerra civile, una diligenza e’ costretta a fermarsi nel cuore del Wyoming a causa di una tempesta di neve. I passeggeri, il cacciatore di taglie John Ruth (Kurt Russell) e la sua prigioniera Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh) sono attesi nella citta’ di Red Rock dove Ruth, conosciuto da queste parti come ‘The Hangman’, portera’ la donna dinanzi alla giustizia. Lungo la strada incrociano due uomini che si uniscono a loro. Mentre la tempesta infuria sulla montagna, i quattro saranno costretti a fermarsi per cercare rifugio presso un emporio dove ad accoglierli, anziche’ la proprietaria, trovano altri quattro sconosciuti.

Gli otto viaggiatori bloccati dalla neve si rendono presto conto che, probabilmente, non sara’ facile per nessuno raggiungere Red Rock. Oltre a Jennifer Jason Leigh, completano il cast: Kurt Russell, Tim Roth, Samuel L. Jackson, Michael Madsen, Walton Goggins, Bruce Dern e Demian Bichir. ‘The Hateful Eight’ e’ un’esclusiva per l’Italia Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema e sara’ distribuito nella sale italiane dal 4 febbraio da 01 Distribution.


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E’ morto Haskell Wexler, leggendario fotografo di Hollywood

Roma, 28 dic. (AdnKronos) – Si e’ spento nella sua casa di Santa Monica in California il leggendario direttore della fotografia Haskell Wexler. Aveva 93 anni. Lo riferisce la stampa americana spiegando che la notizia della sua scomparsa e’ stata data dal figlio Jeff.

Wexler ha vinto due volte l’Oscar, la prima nel 1966 con ‘Chi ha paura di Virginia Woolf’ di Mike Nichols, e la seconda nel 1976 con ‘Questa terra e’ la mia terra’, una biografia del cantante Woody Guthrie diretta da Hal Ashby.

La sua prima candidatura alla prestigiosa statuetta risale al 1953 per il documentario ‘The Living City’. E’ stato direttore della fotografia anche di film come ‘American Graffiti’ e ‘Qualcuno volo’ sul nido del cuculo’.


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Morto Vincenzo Troisi, fratello maggiore di Massimo

Napoli, 26 dic. (AdnKronos) – E’ morto il giorno di Natale Vincenzo Troisi, fratello maggiore di Massimo. Aveva 66 anni. A riferire la notizia e’ Il Mattino di Napoli. I funerali si sono tenuti in mattinata nella parrocchia di Sant’Antonio a San Giorgio a Cremano.

Presenti i familiari, i rappresentanti del corpo del vigili del fuoco, di cui Vincenzo aveva fatto parte, e il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno.

Vincenzo e’ il secondo di sei figli del ferroviere Alfredo Troisi e della moglie Elena. Sposato, lascia due figli. Per domani era prevista l’inaugurazione delle scale intitolate a Massimo Troisi a Chiaia, organizzata dal Comune di Napoli. Vincenzo era stato invitato a prendere parte. In segno di lutto, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha deciso di annullare l’evento.


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Masterchef: studenti, professionisti e disoccupati tra i magnifici 20

Tv

Roma 26 dic. – (AdnKronos) – Professionisti, disoccupati, studenti ma anche una casalinga, un cameriere e un macellaio. E’ il colorito cast della quinta edizione di Masterchef che nella puntata andata in onda la sera della vigilia di Natale ha visto comporsi la squadra dei 20 concorrenti.

11 donne e 9 uomini che hanno, fin qui, superato ogni ostacolo risultando i migliori tra i 18.000 che si erano presentati.

La decisione dei giudici Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo e’ stata presa, i grembiuli assegnati. 20 volti che sono gia’ diventati familiari al pubblico di Masterchef e che ora si contenderanno il titolo. Ha gia’ fatto parlare molto di se’ Alida, 25enne disoccupata di Torino, che cucinando ha sconfitto i suoi disturbi alimentari. O Lucia, la 50enne commessa sindacalista di Brescia in cerca di una nuova sfida per il suo carattere di ferro.

Diversi gli studenti che hanno avuto il grembiule: il 26enne di Gaeta Giovanni, che applica ai piatti le sue conoscenze acquisite con il suo dottorato in Filosofia; Maradona, 28enne libanese, studente a Trieste, che ha colpito i giudici per la voglia di sognare e di mescolare le tradizioni: con quel nome, ovviamente, ha colpito subito soprattutto il napoletano doc Cannavacciuolo salvo poi sorprenderlo quando il ragazzo ha confessato di tifare Juventus. A completare il quadro degli studenti c’e’ Jacopo, 22anni, di Cesenatico.

Tra i 20 aspiranti vincitori c’e’ anche una vivace pensionata, la 61enne maestra di scuola elementare Ivana, proveniente da Prato, che ha risvegliato nei giudici ricordi d’infanzia: i quattro si sono scambiati dispetti e lanciati arance (con la buccia) come se fossero stati all’ultimo banco. C’e’ poi chi porta sapori e sensibilita’ straniere, per amalgamarli con passione alla cucina italiana: oltre a Maradona, ha sorpreso la 47enne Sylvie, francese che vive a Casciago, in provincia di Varese, e sogna di cucinare per il Papa.

Nutrita la pattuglia dei professionisti: Alice, 29 anni, manager marketing di Brenta; Andrea, 33enne fotografo di Borgo Valsugana in provincia di Trento; Erica, 30enne fisioterapista di Ravenna, innamorata di sua figlia Emma; un graphic designer di Milano, il 23enne Luigi. Nei magnifici 20, ci sono anche un’allevatrice, Beatrice, 24enne di Marmirolo, provincia di Mantova; un macellaio, il 23enne Lorenzo di Roana, provincia di Vicenza; e una farmacista, Marzia, 57enne di Sassoleone, provincia di Bologna.

Non mancano quattro disoccupati: oltre ad Alida, ci sono Dario, 29 anni, di Berra, provincia di Ferrara; Rubina, 33anni di Pontedera; Laura, 40enne di Bellinzona. Completano il cast Francesco, mite 48enne impiegato di Mestre che ha pero’ saputo tirare fuori le unghie e guadagnarsi il grembiule; il brillante cameriere 21enne Mattia, di Selvazzano Dentro, in provincia di Padova. E una casalinga, Sabina, di Pavullo, in provincia di Modena. Per i 20 che sono riusciti a conservare il grembiule piu’ ambito della televisione italiana, la sfida e’ appena cominciata: la prossima puntata, in onda giovedi’ 31 dicembre su Sky Uno HD, li vedra’ entrare nel vivo di MasterChef, con la prima Mystery Box, un Invention Test che fara’ la differenza e una complessa prova in esterna.


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Il libro della giungla, online il primo trailer del nuovo film/Guarda

Cinema

Roma, 24 dic. (AdnKronos) – Il 14 aprile Disney Italia portera’ sul grande schermo la trasposizione live action di uno dei classici d’animazione piu’ amati, basato sui racconti senza tempo di Rudyard Kipling: Il Libro della Giungla. Diretto da Jon Favreau, regista di successi come ‘Iron Man’, del film – un mix di scene girate dal vivo con ambientazioni digitali e animali frutto di un’animazione fotorealistica- e’ intanto arrivato online il primo teaser trailer italiano.

“Il Libro della Giungla e’ una storia universale, in cui tutti possono identificarsi, che racconta il percorso di crescita di un bambino – , ha detto il produttore Brigham Taylor (‘Pirati dei Caraibi’) aggiungendo: ‘Walt Disney ha raccontato la storia attraverso l’animazione tradizionale ma noi oggi abbiamo la tecnologia adatta per portare in vita questi personaggi, rendendoli fotorealistici: possiamo inserire perfettamente un bambino vero all’interno di un ambiente digitale, in modo totalmente credibile – .

Secondo Favreau, la storia e’ comunque il fattore principale: ‘Penso che i film debbano offrire un’esperienza emozionante – . Secondo il regista ‘un grande spettacolo visivo non ha valore se il pubblico non riesce a creare un legame emotivo con i personaggi. Ogni storia deve possedere umanita’, emozioni e umorismo, senza pero’ tradire le intenzioni del film. L’obiettivo e’ quello di trasportare il pubblico in un’avventura. Il pubblico vuole il brivido, il divertimento. Ho cercato di fare un film che vorrei vedere anch’io – .


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Belen e Stefano De Martino si separano

Vip

Roma, 22 dic. (AdnKronos) – Belen Rodriguez e Stefano De Martino si separano. Lo dice all’Adnkronos l’avvocato Andrea Micciche’, il quale sottolinea come tra i due “restino immutati stima e affetto, soprattutto nell’interesse del figlio”.

L’annuncio arriva dopo mesi in cui voci di litigi e post di rassicurazione da parte della coppia non sono mancati.

Anche se, guardando i loro account social, si puo’ notare come l’ultima foto insieme su Instagram risalga alla fine di novembre. Entrambi ieri sera hanno caricato una foto: lei mentre era a cena con delle amiche, lui a casa con il figlio Santiago.

I commenti sulla loro separazione sono gia’ tantissimi. Tra questi una utente fa notare come De Martino non porti piu’ la fede, mentre un altro ironizza: “Mi immagino la felicita’ di Emma!!!”. Dopo essere stata legata tra il 2004 e il 2008 al calciatore Marco Borriello e tra il 2009 e il marzo 2012 a Fabrizio Corona, Belen ad aprile 2012 si fidanza con De Martino. La notizia fa scalpore perche’ il ballerino di ‘Amici’ risulta in quel momento ancora fidanzato con Emma Marrone.

Belen e Stefano si sposano il 20 settembre 2013 a Comignago, dopo aver avuto il loro primo figlio Santiago ad aprile dello stesso anno. La crisi tra i due era nell’aria gia’ da qualche tempo, con foto di presunti litigi pubblicate sui giornali di gossip e voci di separazione, puntualmente smentite fino a oggi quando e’ arrivata la conferma della rottura.


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Vasco Rossi, a ruba i biglietti di Roma e le date diventano 4

Roma, 22 dic. (AdnKronos) – Da due a quattro date nel giro di pochi giorni. I biglietti per i due concerti di Vasco Rossi allo Stadio Olimpico di Roma, annunciati per il 22 e il 23 giugno e messi in vendita nei giorni scorsi, sono andati a ruba: gli iscritti al Blasco Fanclub hanno fatto incetta di 10.000 ticket nella prevendita anticipata e con le ore successive di prevendita ufficiale sono andati via 80.000 tagliandi.

Cosi’ Vasco e Live Nation hanno deciso di annunciare anche una terza ed una quarta data a Roma, per il 26 e il 27 giugno.

Come ormai ha abituato i quasi quattro milioni di suoi seguaci-amici su Facebook, Vasco ha dato lui stesso l’annuncio sul suo profilo social: “AnteprimaEsclusivaAbusiva solo x voi… a stragrande richiesta saranno aggiunte DUE nuove DATE all’Evento Romano !!!”, aggiungendo al post la locandina che indica i giorni delle quattro date.

Un successo di prevendite che fa chiudere a Vasco in bellezza un anno eccezionale, che va dal successo del tour LiveKom ‘015

della scorsa estate (che occupa ben 5 posizioni della top ten Siae dei concerti campioni d’incasso del 2015) alla partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia
, fino all’ingresso nell’Enciclopedia Treccani.


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