Norberto Confalonieri: “Nel 52% degli incidenti sugli sci risultano colpiti gli arti inferiori”

Secondo i dati del chirurgo ortopedico Norberto Confalonieri, il rischio di fratture aumenta con sci sciancrati (carver) e si aggrava nel caso manchi un’adeguata preparazione atletica

Milano, 24 Novembre 2022. “Con i moderni sci sciancrati e gli snowboard, è allarme fratture per i cosiddetti “sciatori della domenica”. Da chirurgo ortopedico il mio consiglio è: per evitare incidenti gravi, smettete appena vi sentite stanchi”.

È l’accorato appello lanciato dal prof. Norberto Confalonieri, già primario del CTO (Centro Traumatologico Ortopedico) dell’Istituto ortopedico G. Pini/CTO di Milano, nonché fondatore del Pronto Soccorso di Madesimo (Sondrio), che sorge proprio accanto alla pista di pattinaggio sul ghiaccio – altro grande produttore di traumi.

Secondo il prof. Confalonieri, sono davvero allarmanti le statistiche del nosocomio di Madesimo negli ultimi anni, che hanno registrato una media di 350 accessi per infortuni sugli sci o snowboard a stagione. Di questi, il 74% è stato causato da cadute accidentali mentre, addirittura il 22%, per collisione in pista tra persone, di queste, il 2% a causa di collisioni con un ostacolo fermo e, un altro 2%, per infortunio a seguito di cadute dall’impianto di risalita.

Norberto Confalonieri: ecco la classifica dei danni da sci e snowboard

I moderni sci sono più facili da condurre rispetto ai vecchi sci da discesa. Ma, proprio per questo, sono potenzialmente pericolosi, soprattutto, per coloro che praticano questo sport in maniera sporadica, i famosi “sciatori della domenica” che, in questo periodo, invadono le piste da sci senza la dovuta preparazione atletica e tecnica.

Infatti, i danni ai vari distretti corporei, dei traumi accidentali, vedono al primo posto gli arti inferiori, soprattutto le ginocchia e legamenti crociati: il 52% degli incidenti con gli sci e il 23% con gli snowboard. Al secondo posto si registrano danni agli arti superiori, specie fratture e lacerazioni a braccia e mani (16% sci; 45% snowboard). I danni al cranio ed al viso risultano al terzo posto (14% sci; 13% snowboard); chiudono le ferite e fratture a torace, addome, o bacino (7% sci; 11% snowboard).

Quali sono le lesioni da sci e snowboard più frequenti?

Al primo posto troviamo le distorsioni (36% sci; 18% snowboard); al secondo posto ci sono le contusioni (26% sci, 32% snowboard); al terzo posto troviamo le fratture (12% sci; 24% snowboard). Seguono poi le lussazioni (7% sci; 12% snowboard); e ferite vere e proprie (8% sci e snowboard).

“L’aumento delle collisioni, in pista, è il dato più allarmante. E’ un fatto irreversibile, dovuto ai moderni impianti di risalita. 20 anni fa, un impianto trasportava 300/400 persone, ogni ora, oggi 2.000/2.500. Tutte queste persone le ritrovate, inevitabilmente, sulle piste. Da qui la necessità di un’educazione maggiore dello sciatore che deve avere rispetto degli altri”, spiega Norberto Confalonieri.

“Una categoria particolarmente problematica – prosegue Confalonieri – è quella degli sciatori con protesi di ginocchio, che debbono stare più attenti di altri ad incidenti e cadute sugli sci. Lo sci è uno sport di scivolamento, e per questo poco usurante per l’articolazione del ginocchio, anche se è stato sottoposto a sostituzione con impianto protesico. Però, l’infortunio provoca danni maggiori, la protesi subisce delle torsioni che, in breve, la danneggiano, richiedendo un nuovo e più delicato intervento. E, più o meno, la stessa cosa avviene con le protesi d’anca”.

Inoltre, se la caduta dagli sci è ad alta energia cinetica, l’osso, come spesso accade a causa dell’età, si può fratturare subito al disopra o al disotto della protesi. Una evenienza che richiede un difficile intervento di sintesi dell’osso con chiodi e placche metalliche.

“Da medico, perciò, il mio consiglio a tutti gli sciatori è soprattutto uno: prepararsi al gesto sportivo, sia fisicamente che tecnicamente e smettere di sciare non appena ci si sente stanchi” – conclude Norberto Confalonieri.

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