San Paolo ‘Spia Celeste’ dei Romani nell’ultimo romanzo di Gorno


Edito da Rai Libri – La vicenda romanzata ma basata su fonti storiche di Saulo di Tarso
Roma, 5 set. E’ un San Paolo diverso rispetto a quello tramandato dall’iconografia cristiana il Saulo di Tarso tratteggiato da Cristoforo Gorno, scrittore e autore televisivo, nel suo nuovo romanzo ‘La spia celeste’ edito da Rai Libri e ambientato nella Damasco del 36 d.c., ovvero tre anni dopo la crocifissione di Cristo, dove tra fonti storiche accertate e vicende romanzate, si ipotizza un patto segreto fra l’apostolo delle genti e le autorità romane in Oriente, fra rapporti diplomatici, segreti, confidenze, documenti riservati, complotti, che precedono la nascita di quella che diventerà una religione universale, ossia il Cristianesimo.
“Il titolo ‘La spia celeste’ deriva da quanto io immagino, sulla scorta di alcuni dettagli tratti da fonti antiche – spiega Gorno, intervistato dall’AdnKronos – La tessitura del romanzo è basata su una sorta di accordo segreto per il quale Saulo fa l’informatore segreto per i Romani e loro in cambio gli garantiscono protezione”.
Del resto, osserva lo scrittore, “il mondo ebraico e giudaico dell’epoca era molto composito e diviso al suo interno, fra oppositori più o meno dichiarati e collaborazionisti più o meno nascosti, per non dire del mondo pagano. Se inizialmente il futuro San Paolo agisce per opportunismo, poi mano a mano il ‘giocattolo’ comincia a piacergli e lui si convincerà sempre più del suo ruolo”.
La ‘via di Damasco’ e della ‘conversione’ di Saulo-Paolo a quella che ancora però non è una religione ma al massimo una piccola setta all’interno dell’Ebraismo: “Sarà proprio lui a ‘fondare’ il Cristianesimo; e i cristiani si chiameranno così soltanto dopo di lui”, ricorda lo scrittore. Il romanzo “non è un flusso continuo, segue un percorso cronologico ma è costruito a scene”.
Si parte dall’imperatore Tiberio che a Capri convoca Vitellio per mandarlo come plenipotenziario in Oriente, anche per redigere un rapporto su Ponzio Pilato per rimuoverlo dall’incarico, fino all’ingresso in scena di Saulo di Tarso, per una storia corale che vede come protagonista la figura di colui che diverrà poi San Paolo, fino al suo arrivo a Roma.
“Mi affascina il mondo antico – sottolinea Cristoforo Gorno – e la sua capacità di creare gli archetipi, appartengano alla civiltà greca o a quella romana”.
(di Enzo Bonaiuto)

(Adnkronos)