Costituire un’associazione: perché farlo e quali domande porsi

Quali sono i motivi per cui fare una nuova associazione? Una guida utile per compiere questo importante passo verso il territorio e la società

Costituire un’associazione oggi rappresenta un passo importante, di grande valore, che rinforza la presenza del volontariato nei nostri territori. Quando creiamo un’associazione poniamo in essere una nuova realtà e rendiamo un servizio alla comunità intera, realizzando quel principio di sussidiarietà che alimenta la coesione sociale e rinforza l’operato delle istituzioni. Soprattutto in questi anni di incertezza economica e sociale, permette ai cittadini di beneficiare di azioni importanti e al contempo di sentirsi parte di processi di cura e protezione del loro contesto.

La Riforma del Terzo Settore, attraverso una revisione profonda della normativa, consente alle associazioni che si definiscono Enti del Terzo Settore di svolgere potenzialmente al meglio questo ruolo sussidiario. Il nuovo codice estende i benefici fiscali ad una vasta platea di enti con caratteristiche diverse e ricomprende, sistematizzandoli, i possibili ambiti d’intervento di un’associazione, includendone anche di nuovi rispetto a quelli in cui storicamente le organizzazioni hanno operato.

L’istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) offrirà trasparenza e conoscibilità ai cittadini che vorranno informarsi sugli Enti che lo popolano, offrendo agli Enti stessi un’opportunità di maggiore credibilità e visibilità, contribuendo così a creare un bacino unico e nazionale e uno spazio comune e coerente in cui riconoscersi.

L’essere iscritti al RUNTS, inoltre, offre alcuni vantaggi di tipo fiscale, come il diritto alle erogazioni liberali e l’iscrizione al 5per mille.

Se state riflettendo sulla possibilità di aprire un’associazione, costituirsi come Ente del Terzo Settore comporta quindi alcuni oneri gestionali e di trasparenza ma anche alcune importanti opportunità, ferma restando la possibilità di essere un’associazione “semplice” da Codice Civile o avere altra natura giuridica, mantenendo comunque l’assenza di scopo di lucro e obiettivi di tipo solidaristico o culturale.

Sarà importante, prima di costituire l’associazione, valutare attentamente costi e benefici rispetto alla tipologia di ente che decideremo di essere… E prima ancora di intraprendere valutazioni così specifiche, i cittadini che stanno accarezzando l’idea di aprire un’associazione, dovrebbero compiere un’analisi approfondita del loro progetto, chiedendosi:

  • a quali bisogni risponderà la nostra associazione? In quale maniera essa avrà ricadute positive sulla comunità? Saremo davvero essenziali, sul territorio, o piuttosto, non sarebbe più utile spendere il nostro desiderio di mobilitarci in altri enti che esistono già e che faticano a reperire volontari?
  • con quali risorse verranno realizzati gli scopi statutari? Dove troveremo le risorse finanziarie per portare avanti le attività? Prevedremo delle quote associative? Parteciperemo a dei bandi? Presenteremo delle richieste di contributo?
  • chi se ne occuperà? Ormai si è reso evidente che le associazioni in cui “il presidente fa tutto” prima o poi si trovano in difficoltà e rischiano di non sopravvivere. L’associazione è di tutti gli associati ed è importante che ciascuno abbia un ruolo e si faccia carico di alcuni compiti specifici, anche in base alle proprie competenze ed inclinazioni.

Per rispondere a tutti queste domande e comprendere quali sono i passi necessari per costituire un’associazione, potete iscrivervi al prossimo Orientiamo, l’incontro online in cui il CSV fornisce tutte le informazioni principali per preparare i documenti necessari ed iniziare ad operare.

(CSV di Padova)