PIU’ DI 60.000 PRESENZE ALLA FIERA DI SANTO STEFANO

Si è conclusa ieri sera, la Fiera di Santo Stefano, l’evento che ha animato il centro di Concordia Sagittaria dal 29 Luglio al 4 Agosto attirando più di 60 mila presenze. Numeri importanti a cui la Fiera era abituata ad ambire negli anni precedenti al Covid tanto che è sempre stata considerata un riferimento per il Triveneto e quest’anno si è meritata dalla Regione Veneto il riconoscimento della qualifica di rilevanza nazionale. Le aspettative non sono state tradite, tanto che la Fiera è stata letteralmente presa d’assalto superando i  numeri di presenze pre covid. Organizzata dall’associazione Fiera di Santo Stefano, dai volontari della pro loco,  con il contributo del Comune, della Municipalità di Concordia Sagittaria, della Regione Veneto, e delle associazioni di categoria, in primis Coldiretti sempre presente con uno stand,  ha visto la realizzazione di molteplici eventi, cadenzati durante tutte le serate della settimana. Momenti di carattere culturale, presentazioni, approfondimenti ma anche degustazioni di vini e piatti tipici del nostro territorio: la fiera è un’antica Kermesse le cui origini sono documentate sin dal 1700 e collegate ai festeggiamenti per Santo Stefano Patrono della Diocesi di Concordia. “Da sempre ha avuto un ruolo fondamentale per l’economia del territorio rappresentando l’occasione per vendere o scambiarsi prodotti agricoli, attrezzature o oggettistica che si usavano a quel tempo – racconta Marca Mazzaro segretario di Coldiretti Portogruaro- ora continua ad essere un evento atteso e sentito per cittadini e visitatori non solo perché emergono sapori e tradizioni che costituiscono la base della cultura rurale locale, ma anche perché rappresenta un momento importante su cui discutere, confrontarsi ma soprattutto far conoscere le peculiarità di un territorio che ha a cuore la salvaguardia della biodiversità. Tra i visitatori si sono registrate molte presenze di turisti incuriositi dai vari eventi. Nulla di meglio- conclude Marica Mazzaro- per riuscire a trasferire la ricchezza del nostro patrimonio enogastronomico dove alla base c’è il lavoro degli agricoltori sempre più attenti alla sostenibilità ambientale. Del resto l’Italia è il solo Paese al mondo che può contare su primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare. Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio” afferma il presidente di  Coldiretti Venezia Andrea Colla nel sottolineare “la necessità di difendere questo patrimonio del Made in Italy dalla banalizzazione e dalle spinte all’omologazione e all’appiattimento verso il basso. Il buon cibo insieme al turismo e alla cultura rappresentano le leve strategiche determinanti per un modello produttivo unico che ha vinto puntando sui valori dell’identità, della biodiversità e del legame con i territori”.

(Coldiretti Padova)