Sfalci del verde e potature: da rifiuto a risorsa

Il materiale derivante dalla cura del verde pubblico e privato non deve necessariamente essere considerato un rifiuto anzi, diventa una possibile risorsa che può essere valorizzata attraverso pratiche agricole o l’impiego nella filiera energetica. Da tempo Coldiretti sta chiedendo di fare chiarezza sulla normativa ambientale, chiedendo che gli sfalci del verde e delle potature non siano classificati come rifiuti ma come un sottoprodotto dell’attività agricola. Una prima importante risposta in questo senso era arrivata dal Ministero della Transizione Ecologica attraverso una circolare inviata alle Regioni lo scorso maggio. La comunicazione è già stata recepita dalle Regioni Lombardia e Marche. Anche in Veneto Coldiretti si è attivata per chiedere alla Regione di l’applicazione della circolare ministeriale in modo da consentire agli agricoltori di recuperare correttamente gli sfalci del verde e le potature in un’ottica di economia circolare. Nel recente incontro della Consulta Florovivaistica di Coldiretti Padova è stato ribadito che quando chi effettua l’attività di cura del verde è un agricoltore florovivaista che raccoglie gli sfalci e le ramaglie e li riutilizza presso la propria azienda nel ciclo agricolo o per la produzione di biogas l’attività non viene considerata come produzione di rifiuto.

La circolare ministeriale e le iniziative delle Regioni permettono di valorizzare e allo stesso tempo semplificare l’attività dell’agricoltore florovivaista, in grado di inserire la gestione degli sfalci e delle ramaglie in un circolo virtuoso che previene anche pratiche scorrette. Anche la Regione del Veneto è invitata ad adottare quanto prima questa interpretazione.

La contrattualistica per la cessione da parte dei manutentori del verde alle aziende agricole del residuo di sfalci e potature, proveniente sia dal privato che dal pubblico, è a disposizione nei nostri

(Coldiretti Padova)