Vasi in plastica per fiori e piante, la questione degli imballaggi

Il Conai ha convocato un nuovo incontro al fine di fornire ulteriori aggiornamenti in merito alla classificazione dei vasi per piante e fiori come beni soggetti al versamento del contributo ambientale Conai. Nel corso della riunione il CONAI ha condiviso i risultati di un sondaggio realizzato tramite questionari e contatti telefonici al fine di acquisire maggiori informazioni sul comportamento dei consumatori che acquistano piante e fiori in vaso. Dalla consultazione è emerso che se la tendenza è quella di travasare soprattutto piantine aromatiche rispetto alle piante arboree ed arbustive, resta confermato il dato, già sostenuto da Coldiretti in precedenti incontri, che non è possibile definire il vaso come imballaggio o non imballaggio sulla base di scelte soggettive del consumatore. Il CONAI ha, inoltre, comunicato la difficoltà di individuare università ed enti pubblici di ricerca disposti ad effettuare uno studio sulla tipologia di piante che, per caratteristiche oggettive, sarebbero predisposte al travaso, secondo una valutazione condotta anche ex post. Di conseguenza, sarà avviata una indagine statistica per l’individuazione delle più diffuse tipologie di piante e fiori nella GDO. Ulteriore aggiornamento ha riguardato le soluzioni di pagamento del contributo ambientale da parte dei produttori ed utilizzatori dei vasi in plastica.

Coldiretti ha confermato la propria posizione circa la necessità che i vasi per piante e fiori siano considerati come non imballaggi trattandosi di fattori produttivi utilizzati in modo durevole nel ciclo aziendale dell’impresa, atteso che nessun vaso di fatto limita la sua funzione al contenimento e al trasporto della pianta ma costituisce invece un elemento strutturale determinante per la sua crescita (per un periodo anche di mesi) e, dunque, rappresenta un bene strumentale. Il CONAI ha manifestato una maggiore apertura nei confronti di questa interpretazione assicurando la possibilità di individuare soluzioni specifiche, già previste per altri materiali, per una esenzione dal pagamento del contributo ambientale, con particolare attenzione ai rapporti business to business, previa individuazione degli elementi oggettivi che consentano di fornire la prova dei molteplici impieghi del vaso nel circuito aziendale. Nei rapporti con i consumatori, inoltre, è stata accolta la soluzione che sia il produttore a dichiarare, mediante una specifica etichettatura, quando il vaso sia da considerare imballaggio sulla base di linee di indirizzo da elaborare per agevolarne la classificazione.

(Coldiretti Padova)