PROSEK: LA RICHIESTA CROATA DEVE ESSERE DICHIARATA INAMISSIBILE

“Bene l’azione della Conferenza delle Regioni nei confronti del Governo per far chiedere all’Ue la non  ammissibilità  della domanda croata riferita al riconoscimento del prosek”.  Il plauso è di Coldiretti Treviso che insieme al Consorzio agrario di Treviso e Belluno ha firmato una delle prime opposizioni. La questione è stata affrontata nei giorni scorsi a Palazzo Madama a Roma nell’ambito dell’incontro intitolato  “Sinergie tra enti per diffondere la cultura del prosecco in Italia e nel mondo e delle colline di Conegliano Valdobbiadene patrimonio dell’umanità”. A promuovere in tal senso una conferenza stampa è stato il Sen. Gianpaolo Vallardi con il collega  Gian Marco Centinaio. Presenti al tavolo dei relatori Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco docg, Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio Asolo Prosecco e Vini del Montello e Luca Giavi, direttore del Consorzio Prosecco Doc.

Vallardi:  “Credo che lo straordinario mondo del Prosecco per affrontare il futuro nel migliore dei modi dovrà far ricorso ad un vero gioco di squadra. Fare sistema significa prendersi cura del sistema stesso, per meglio tutelarlo e promuoverlo. La partita del prosek insegna e soprattutto  aver visto una presa di posizione unanime a difesa del nostro Prosecco ci dimostra che fare squadra è fondamentale. Il senato ha votato all’unanimità la salvaguardia del Prosecco perchè questo prodotto è una eccellenza che unisce”.

dott. Giuseppe Ambrosio: “Quello del prosek è un banale tentativo di imitazione . Ma il tema è la battaglia contro chi cerca di mistificare e copiare i prodotti originali. Tanto sta che il Comitato dello Champagne ha scritto all’Ue dicendo chiaramente che il prosek non può passare. La questione di una tutela identitaria e culturale propone un tema ancora più ampio di salvaguardia delle diversità dei territori.  La memoria croata non porta con sé una sentenza o una norma, ma sono la richiesta di commercializzare il prosek senza alcuna ragione perché ciò debba accadere. A nostro giudizio si tratta di una domanda inammissibile che è contraria all’intero sistema delle denominazioni. Il 9 giugno scorso la stessa Presidenza delle regioni ha scritto al Governo chiedendo un impegno politico per chiedere che la domanda croata sia addirittura considerata inammissibile”.

Marina Montedoro: “La battaglia del Prosecco non è solo una questione commerciale bensì culturale e identitaria.  L’importanza del riconoscimento Unesco ha una valenza soprattutto di tutela e valorizzazione di un territorio e delle sue genti diventando una grande opportunità per tutte le parti interessate ad uno sviluppo sostenibile dell’area interessata”.

Elvira Bortolomiol:  “Siamo riusciti nell’intento di trasferire nei mercati di tutto il mondo il valore del nostro territorio e delle nostre colline registrando un più 18 per cento. Siamo in 180 paesi ma il riconoscimento Unesco ci dà l’opportunità di migliorare la nostra offerta turistica per regalare ai visitatori delle nostre colline un’esperienza unica . Sottolineo l’utilità di lavorare in sinergia tra consorzi per essere sempre più incisivi “.

Luca Giavi, direttore del Consorzio Prosecco doc: “Quello che dobbiamo far comprendere ai consumatori di tutto il mondo è che il Prosecco è una denominazione e non una categoria di vino. E’ un sistema che vede coese le varie parti dello stesso al fine di tutelare la denominazione più grande d’Italia che continua a crescere grazie anche alla nuova tipologia, il Prosecco rosè che ha fatto raggiungere quota  60 milioni di bottiglie. Un patrimonio da salvaguardare”.

Ugo Zamperoni: “ Abbiamo la fortuna di poter contare sulle diversità del nostro prodotto che come Consorzio dobbiamo tutelare. Il sistema Prosecco vanta una triplice identità che nelle differenze ci unisce proprio per valorizzare la nostra storia, il nostro territorio e i nostri prodotti che ci rendono orgogliosi. La valorizzazione di queste identità è la chiave di volta verso il nostro futuro. Stiamo parlando di uno prodotto che è una eccellenza del made in Italy”.

(Coldiretti Veneto)