Nintendo Switch Sports, la recensione

Nel 2006 usciva quella che sarebbe stata una delle console più fortunate della storia di Nintendo, Wii. L’innovativa macchina usciva con un gioco in regalo, pensato per mostrare tutte le caratteristiche del nuovo controller basato su sensore di movimento: il Wiimote. Tutti amarono da subito Wii Sports, che si rivelò un passatempo per famiglie in grado di piazzare decine di centinaia di migliaia di console come sinonimo di pazze serate in compagnia, a muovere un telecomando agitandosi come se si fosse davvero su un campo da tennis o da bowling. Molte Wii e molti televisori rotti a suon di controller schiantatiglisi contro dopo, il gioco torna esattamente così com’era su Switch, con nuovi sport, un nuovo design, ma sostanzialmente immutato rispetto all’originale del 2006. Tennis, bowling, calcio, pallavolo, badminton e chanbara (spade di legno): questo il menu iniziale di Switch Sports, al quale si aggiungerà come download gratuito il golf e in futuro, presumiamo, altri sport. Il tutto è venduto a prezzo ridotto, 39 euro: questo il maggior punto a favore dell’operazione, che nella sua versione fisica offre al giocatore anche una fascia per fissare il Joy-Con alla gamba.

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I Mii sono stati relegati a opzione, e ad animare le attività di Switch Sports troviamo gli Sportsmate, esteticamente molto più gradevoli anche se personalizzabili con davvero pochissime opzioni, arricchibili però giocando online e sbloccando elementi. I movimenti sono ovviamente 1:1 grazie alle caratteristiche tecniche dei Joy-Con, molto più fluidi quindi e in genere con una risposta ottima. Ovviamente non ci sono tecnicismi o iper realismo in nessuno dei giochi proposti, ma il riconoscimento del movimento è abbastanza evoluto per scongiurare il pericolo di agitarsi e basta davanti allo schermo. Se gli sport non sono moltissimi, va detto che alcuni da soli offrono ore e ore di divertimento, come ad esempio la pallavolo. Alcuni sono meno immediati di altri perché richiedono una sincronia tra movimenti fisici e con i tasti, come ad esempio il calcio, e infine altri sono versioni appena più evolute di quelli base, come ad esempio il badminton rispetto al tennis. Inoltre, stupisce (ma fino a un certo punto) come si sia deciso di dare molto più risalto al gioco online che a quello in locale. Mancano persino i tutorial per bowling e tennis, e in genere il giocatore è spinto a esplorare l’online come modalità principale in cui gareggiare. Anche qui, però, non ci sono particolari emozioni: nessuna partita classificata, nessuna progressione a punti, zero track record. L’unico imperativo è giocare, in una fotocopia di un videogioco con 16 anni sul groppone.

Tecnicamente, l’HD e il redesign dei personaggi contribuisce a svecchiare il prodotto con un aspetto più moderno e vicino ai più giovani, che non a caso hanno già portato questo revival Nintendo in cima alle classifiche. Si tratta di un’operazione a suo modo nostalgica, che per la prima volta rende giustizia al titolo originale con una formula molto più rispettosa in confronto ai sequel usciti su Wii e Wii U: tuttavia, dispiace come l’offerta sia davvero poca sia a livello numerico di sport giocabili, sia a livello di integrazioni alle modalità online. Un party game a prezzo ridotto che dà il meglio di sé in multiplayer locale e online è comunque un’aggiunta sempre gradita al parco titoli Nintendo, ma si tratta di un genere che su Switch ha talmente tanti rivali da non brillare particolarmente, a meno che non si abbia una gran nostalgia di quei pomeriggi del 2006 con una nuova fiammante Wii.

Formato: Switch Editore: Nintendo Sviluppatore: Nintendo EPD Voto: 6/10