Amministrative, Csel: “Solo nel 40% dei Comuni dematerializzazione liste elettorali”

In 13 capoluoghi Regione

Roma, 10 apr. (Adnkronos/Labitalia) – Ad oggi, meno del 40% dei Comuni italiani (3.140) ha compiuto il percorso di dematerializzazione della tenuta e aggiornamento delle liste elettorali. Tra questi, 13 capoluoghi di Regione – Roma, Milano, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Venezia, Trieste, Perugia, Trento e Aosta – e 68 capoluoghi di provincia. Globalmente, è stato interessato dal processo di dematerializzazione il 54,2% delle posizioni elettorali italiane (dati Viminale). E’ quanto evidenzia un dossier realizzato dal Centro studi enti locali (Csel) per l’Adnkronos.
Con una recente circolare, ricorda Csel, il ministero dell’Interno ha esortato gli enti che non si siano ancora mossi in questa direzione, ad attivarsi tempestivamente per adeguarsi il prima possibile.
Ma quali sono esattamente i cambiamenti auspicati dal ministero guidato da Luciana Lamorgese? “Sostanzialmente – spiega Csel – si tratta di sostituire le liste elettorali cartacee con quelle in formato elettronico. Ciò con il duplice obiettivo di abbattere i costi di stampa e di semplificare le operazioni di aggiornamento del corpo elettorale, ferme restando la produzione e autenticazione in formato cartaceo delle liste in occasione delle consultazioni elettorali o referendarie. Ma la sfida per la digitalizzazione delle elezioni va, nel complesso, molto al di là di questo singolo aspetto”.

(Adnkronos)

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