La veneta Chiara Bortolas presidente nazionale delle donne di Coldiretti

Una biologa bellunese che al laboratorio ha preferito i campi è da oggi alla guida di tutte le imprenditrici di Coldiretti.  Chiara Bortolas, 42 anni, orticoltrice di montagna è la nuova responsabile nazionale di Donne Impresa. Nella nostra provincia è un volto noto e una presenza costante nelle numerose iniziative sul territorio. Da Coldiretti Padova e da Donne Impresa Padova le più vive congratulazioni e gli auguri per un proficuo lavoro in rappresentanza di un esercito di 207mila imprese agricole a titolarità femminile in Italia.

A distanza di 70 anni dalla fondazione del Movimento Femminile a cura della trentina Emma Schwarz,  le redini delle agricoltrici italiane sono in mano ad una titolare di azienda che ha scelto la montagna come sfida imprenditoriale.  Chiara Bortolas dopo la laurea e un periodo da ricercatrice all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie ha optato per le serre di ortaggi che vende direttamente nello spaccio aziendale e nei mercati di Campagna Amica.

Chiara Bortolas già presidente regionale, forte del 50% della rappresentanza delle imprese agricole rosa iscritte al registro camerale (14.815 realtà a titolarità femminile) arriva nella capitale con un bagaglio di progetti ormai consolidati sul territorio. L’attività delle coltivatrici venete si è contraddistinta per obiettivi raggiunti. Con il filone degli antichi mestieri sono state recuperate la bachicoltura e la pastorizia fino al rilancio della pesca con una scuola che qualifica i giovani pescatori. Iniziative che sono anche esperienze di dialogo politico e sindacale per la conquista di normative e riconoscimenti per il riscatto sociale del settore femminile agricolo. Fiore all’occhiello della attività di Donne Impresa è il progetto di educazione alla Campagna Amica rivolto alle nuove generazioni  che coinvolge da Nord a Sud migliaia di studenti di tutte le scuole con lezioni teorico e pratiche dentro e fuori dalle aule. Mille e più orti scolastici sono ora coltivati dai bambini – spiega Chiara Bortolas –  con le stesse mani che hanno digitato sugli smarth phone per un anno nei cortili delle ricreazioni all’aperto sono stati piantati semi per avere verdure e fiori. Le agricoltrici sono diventate delle “maestre” a fianco di docenti e genitori con reciproci scambi di saperi carichi di umanità”.

“Lavoriamo per la pace, coltiviamo l’amore – ha detto Chiara Bortolas dedicando un pensiero alla comunità ucraina, tra l’altro la più presente in Italia e il cui peso femminile è rilevante e rappresenta il 78%. Sono le ragioni umanitarie e le richieste di asilo politico a guidare gli ingressi nel nostro Paese.  Questo particolare ci spinge ad avere ancora più attenzione per queste persone che ormai sono sorelle, amiche, assistenti parentali, insomma vere risorse per la collettività. Non solo colf o badanti, nel corso del 2020, complici le restrizioni legate all’emergenza sanitaria e il crollo della domanda in molti comparti dei servizi, si è registrata una temporanea crescita delle assunzioni anche in agricoltura. Le fattorie didattiche sono pronte ad accogliere i bambini, le famiglie e la campagna è il miglior spazio per trovare ristoro psico fisico”.

Nella loro azione imprenditoriale – spiega Coldiretti – le agricoltrici italiane hanno dimostrato una grande capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità diventando protagoniste delle tante espressioni della multifunzionalità. Un trend favorito anche dall’ingresso di neo imprenditrici che hanno seguito percorsi formativi in altri settori. “L’agricoltura non è il passato, ma il futuro dell’Italia – sottolinea Bortolas – grazie alle grandi opportunità offerte dall’economia solidale,  dall’agriturismo, dalla filiera corta. Riuscire a coniugare attività produttiva, servizi alla persona, visione imprenditoriale, vita associativa, ragioni private e bene comune è un punto di forza. Il nostro contributo di partecipazione ai grandi progetti di Coldiretti è continuo ed attivo. A cominciare da quelli che con Filiera Italia per la prima volta vedono il mondo agricolo e l’industria agroalimentare italiana d’eccellenza insieme per difendere tutta la filiera agroalimentare nazionale. Obiettivo è quello di sostenere e valorizzare il Made in Italy dal campo alla tavola, con filiere che esprimano i valori comuni dell’identità territoriale e nazionale, della trasparenza e della sostenibilità, in una logica di consumo consapevole. È questo un programma – conclude Chiara Bortolas – che è coerente con lo stile con cui le donne guidano le loro imprese in linea con la modernità e le esigenze dei consumatori”.

(Coldiretti Padova)