Il principe saudita possiede ora il 96 per cento di SNK, continua a investire in videogiochi

Electronic Gaming Development Company, fondazione privata che fa capo al principe saudita Moḥammad bin Salmān Āl SaÊ¿Å«d, possiede ora il 96 per cento delle azioni di SNK Corporation, storica casa di videogiochi giapponese fondata nel 1978 e responsabile di tantissime serie classiche come Metal Slug, The King of Fighters e Fatal Fury. L’acquisizione è stata finalizzata lo scorso 15 febbraio ed è il culmine di un lungo processo nel quale la fondazione ha progressivamente assorbito quote di SNK: erano state il 33 per cento nel 2020, per poi arrivare al 51 per cento all’inizio del 2021, e ora la quasi totalità della software house è di proprietà del principe. Il movimento finanziario sta già facendo discutere, viste le criticità dell’Arabia Saudita in termini di diritti civili e le accuse rivolte a bin Salman che è anche Primo Vice Primo ministro e ministro della Difesa dell’Arabia Saudita.

“L’investimento della Fondazione Mohammed bin Salman nella società giapponese SNK rafforza l’impegno verso i suoi obiettivi di realizzare forti partnership economiche nell’ambito della strategia per massimizzare l’impatto positivo sull’emancipazione dei giovani”, ha detto la fondazione in un comunicato stampa. “L’acquisizione migliorerà anche le capacità di SNK, che ha molte proprietà intellettuali importanti nel settore dei giochi con un reale potenziale di sviluppo in futuro, in linea con la crescita prevista dell’industria dei videogiochi”. Di recente l’Arabia Saudita ha fatto molti investimenti nel settore dell’intrattenimento digitale. A febbraio ha acquisito il 5 per cento sia di Capcom che di Nexon, per un valore complessivo di oltre un miliardo di dollari. Sono stati investiti anche 3,3 miliardi per acquisire azioni di Activision Blizzard, EA e Take-Two Interactive.