Violenza sulle donne, Metallo in Bocca, romanzo di Ludovica Di Rito

Milano, 25 Marzo 2022. Un tema piuttosto delicato e ampiamente dibattuto, spesso anche in modo scontato o superficiale per quello che è un argomento che, nella realtà, ha svariate sfumature e richiede un punto di vista più profondo e ampio. Una spinta in tal senso può venire anche da un romanzo, quindi da un racconto che sia incentrato proprio sul tema della violenza sulle donne.

A farlo è stata Ludovica Di Rito, scrittrice e modella molto nota sui social (qui il suo profilo Instagram: https://www.instagram.com/ludovica.dirito/), che nel suo romanzo di esordio, Metallo in Bocca, edito da Parallelo45 (e acquistabile anche su Amazon oltre che su Ibs, Il Libraccio, Hoepli), affronta il tema in modo diretto e crudo cercando di inquadrarlo da un’angolazione differente, senza rischiare di cadere nel pietismo verso la protagonista e focalizzandosi anzi sull’importanza della rinascita. La stessa autrice ci spiega la genesi del libro Metallo in Bocca.

Come nasce Metallo in bocca e di cosa parla?

“Metallo in bocca nasce spontaneamente, come una pianta nel bosco, e racconta la storia della violenza subìta da Sofia, protagonista del romanzo che denuncia la violenza ma si ritrova paradossalmente emarginata, capisce che la legge non le avrebbe reso alcuna giustizia. Quello che ho voluto fare è stato tentare di dar voce a Sofia, far sì che i suoi pianti, i discorsi, la rabbia, il dolore diventassero parole, le parole di questo libro. Sofia non poteva rimanere inascoltata come non dovrebbe esserlo nessuna vittima di violenza: ma Metallo in bocca non è soltanto un romanzo di denuncia, è uno scritto educativo che prova a scavare dentro alla psiche di chi è vittima di uno stupro.”

Quanto è stato complesso descrivere in un romanzo, quindi all’interno di una storia, risvolti emozionali di questa intensità e potenza?

“Difficilissimo e non so nemmeno se ci sono riuscita appieno, se ho reso giustizia all’anima lesa della protagonista e allo sconvolgimento della sua vita. Nel libro si parla di uno stupro da parte di qualcuno che doveva amarla, un qualcosa che cambia completamente il proprio modo di pensare. Da quel giorno Sofia, la protagonista del romanzo, vedrà per un bel po’ tutte le persone con cui inizia relazioni come suoi possibili stupratori. Perchè no? E soprattutto le farà sempre paura la differenza di forza e grandezza tra lei e gli uomini. Insomma ci sono una serie di retropensieri infiniti nella mente della vittima dello stupro di Metallo in Bocca.”

Quello della violenza sulle donne è un tema molto dibattuto: pensi che venga fatto nel modo corretto, o spesso si rischia di cadere neo clichè?

“È tutto un clichè, buona parte la cultura dello stupro è un clichè. Si pensa sempre alla vittima di stupro come ad un agnellino sacrificale, una donna rovinata a vita, incapace di avere ancora una sessualità o la voglia di essere guardata e desiderata ed invece non è così, è tutto il contrario. Ci sono donne che dopo lo stupro riescono a riprendere la padronanza del proprio corpo, addirittura a lavorarci. Lo stupro non è la fine di tutto, è una spaccatura tra due mondi: un prima ed un dopo. Ed è quello che ho cercato di far emergere in questo romanzo.”

Il tuo è un romanzo che consiglieresti di leggere ad una donna che abbia subìto una violenza?

“Assolutamente sì, sarei infinitamente grata se le donne che hanno subìto stupro leggessero il mio romanzo perchè oltre ad essere crudo e spietato, ha assolutamente un messaggio positivo, di speranza, o meglio che, nonostante tutto, si può sopravvivere, che non si muore e che non bisogna conviverci per sempre perchè piano piano si trasforma in ferita ed esperienza.”

Cosa ti piacerebbe arrivare ad ottenere con metallo in bocca?

“Mi piacerebbe che questo romanzo potesse in qualche modo contribuire ad abbattere il tabù dello stupro come argomento di cui non si può parlare in pubblico; mi piacerebbe poi che le vittime non sentissero il bisogno di nascondersi e soprattutto mi piacerebbe abbattere la loro assurda vergogna, perchè sì, purtroppo, ogni vittima di stupro se ne vergogna.”

Per maggiori informazioni

Instagram Ludovica DI Rito: https://www.instagram.com/ludovica.dirito/

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