Omicron 2 in Italia: dalla diffusione ai sintomi, i dati

Quello che c’è da sapere sulla sottovariante del covid

Omicron 2 al al 44,1% in Italia, ormai diffusa nella quasi totalità delle regioni e province italiane. Mentre Omicron è ormai dominante – con “una variabilità regionale tra il 99,2% e il 100%”- la sottovariante continua quindi la sua crescita nella Penisola. A dirlo è l’ultima flash survey sulla circolazione delle varianti di Sars-CoV-2 condotta da Iss e ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Ma quali sono i sintomi, l’incubazione, la durata della mutazione del covid?
SINTOMI E DURATA – La sottovariante “sembra essere più trasmissibile rispetto ad altre varianti di Sars-CoV-2”, ha spiegato Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici Covid-19 dell’Agenzia europea del farmaco Ema. Più contagiosa quindi, ma con sintomi lievi in generale. La variante Omicron 2 non sembra infatti provocare effetti più gravi rispetto alla ‘versione base’ di Omicron. Naso che cola, mal di testa, stanchezza con dolori muscolari, starnuti e mal di gola sono stati i sintomi più segnalati. Segnalati anche casi di nausea e diarrea. Rispetto alla versione ‘tradizionale’ del covid, associato in particolare alla variante Delta, appaiono meno frequenti le segnalazioni alla perdita di olfatto e gusto, sintomi ‘spia’ della malattia nelle precedenti ondate. I sintomi più lievi rischiano di essere confusi con sindromi da raffreddamento, quindi, molto comuni nei mesi invernali e decisamente diffusi tra i bambini. La durata media della malattia è di 5-7 giorni con una incubazione di 3 giorni in media.
DIFFUSIONE – Nello specifico Omicron 2 ha già superato Omicron 1 in 7 Regioni/Province autonome d’Italia: al 7 marzo, la sua prevalenza supera quota 50% in Liguria (79,7%, la punta massima), Pa di Bolzano (75%), Umbria (65%), Lombardia (62,5%), Friuli Venezia Giulia (59,1%), Emilia Romagna (58,3%) e Piemonte (54,4%). L’unica Regione con Omicron 2 ancora assente è la Valle d’Aosta (0%), non a caso l’unica area ‘gialla’ in un’Italia ‘rosso scuro’ nella mappa aggiornata ieri dall’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Omicron 2 si avvicina al 50% in Lazio (47,5%) e Toscana (47,1%). Seguono Marche e Molise (41,2%), Sardegna (40,8%), Veneto (38,5%), Calabria (36,2%), Puglia (34,3%), Sicilia (30,3%), Campania (28,9%), Basilicata e Pa Trento (25%), Abruzzo (23,6%).

(Adnkronos)

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