Assassin’s Creed Valhalla: L’alba del Ragnarök, la recensione

Assassin’s Creed Valhalla è l’episodio più di successo nella storia del franchise, con un miliardo di dollari di incassi raggiunto lo scorso febbraio dopo il lancio a fine 2020. Non stupisce quindi che Ubisoft abbia deciso di continuare a supportare il titolo, anche dopo la conclusione della prima stagione di contenuti extra: L’alba del Ragnarök, pur richiedendo il gioco base per funzionare, è piuttosto un’esperienza a parte che ci riporta nei panni di Odino in viaggio nelle terre di uno dei nove regni, Svartalfheim, terra di nani e misteri da svelare. Nei panni del nostro personaggio Eivor ci addormenteremo dalla strega Valka e ci risveglieremo con l’Havi accanto a Frigg, madre di suo figlio Baldr. Svartalfheim è piagata dall’invasione dei guerrieri Muspelheim inviati dal malvagio Surtr. I nani in fuga, nascosti in vari rifugi sparsi per il regno, aiuteranno il protagonista e lo introdurranno subito alle novità nel gameplay di questa espansione. Grazie a un nuovo bracciale, il Predatore di Hugr, Odino può assorbire le capacità dei propri nemici e acquisire all’occasione nuove abilità: entrare in contatto con il fuoco e la lava senza ricevere danni, trasformarsi in un corvo per colpire dall’alto, congelare i nemici, e resuscitare un alleato caduto in battaglia. Il bracciale ha un tempo d’azione e va ricaricato, assorbendo la magia dai nemici o raccogliendola dove disponibile.

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L’espansione è chiaramente pensata per i veterani del gioco, visto che richiede un livello del personaggio piuttosto alto per essere affrontata. In ogni caso, qualora non abbiate accumulato abbastanza esperienza, sarà possibile prendere “in prestito” gli XP all’inizio di questa nuova avventura, affrontabile anche senza aver completato la missione principale. Gli scontri sono sin da subito più ostici rispetto alla media del gioco base, e i nuovi nemici sono più aggressivi. La giocabilità del titolo rimane immutata, visti i nuovi poteri a nostra disposizione, ma in questo modo Ubisoft ha evitato di offrire una sfida troppo facile da completare, aggiungendo anche tutta una serie di missioni extra e boss alternativi da affrontare. Il realismo di Assassin’s Creed e la fedeltà storica sono qui completamente asserviti all’estro creativo del team di sviluppo, che vista l’ambientazione ha potuto dilettarsi nella creazione di scenari fantasy mozzafiato. Tecnicamente è stato fatto un passo avanti rispetto alla scorsa stagione di aggiornamenti, con una resa grafica di Svartalfheim davvero eccezionale.

Ci vogliono poco più di 15 ore per completare questa nuova campagna di Assassin’s Creed Valhalla, anche di più per i completisti: si tratta di un’espansione corposa che non mancherà di entusiasmare tutti coloro che hanno trascorso già decine e forse centinaia di ore in compagnia di Eivor. Allo stesso tempo, un nuovo set di mosse e l’espansione dell’albero delle abilità aggiungono la giusta dose di novità per evitare che si tratti di una minestra riscaldata. L’alba del Ragnarök è un’ottima summa di tutto quello che ha reso eccezionale questo Valhalla , dalla magia delle ambientazioni, all’intreccio narrativo, passando per un combat system che può essere interpretato a seconda delle preferenze del giocatore, adattandosi a lui molto più di quanto accade in altri giochi di ruolo d’azione.

Formato: PS4, PS5 (versione testata), Xbox One, Xbox Series X|S, PC, Stadia Editore: Ubisoft Sviluppatore: Ubisoft Sofia Voto: 8/10