Ucraina, Buck (Ahk Italien): “Con guerra possibili contrazioni in scambi italo-tedeschi”

(Adnkronos) –
“L’arresto degli scambi con la Russia, che spinge al rialzo i prezzi dell’energia e interrompe le catene di approvvigionamento, pone il tema di una recessione su larga scala, e in questo contesto Italia e Germania sono chiamate ad operare e a individuare strategie. È possibile che la situazione dia vita a una contrazione dell’interscambio italo-tedesco, ma molto dipenderà anche dalle strategie nazionali ed europee messe in campo per attutire i contraccolpi delle sanzioni”. E’ l’allarme che lancia, con Adnkronos/Labitalia, Jörg Buck, consigliere delegato Camera di commercio Italo-Germanica (Ahk Italien).
 

“Abbiamo visto con la pandemia -spiega ancora Buck- come alcune catene del valore siano tornate in Europa, aprendo anche prospettive per le imprese italiane e tedesche: non è detto che un fenomeno simile non si verifichi anche in questo caso”.  

“Germania e Italia, quindi, sentiranno sicuramente gli effetti della situazione, ma hanno tutti gli strumenti per farvi fronte, proseguendo con l’innovazione dei propri sistemi produttivi”, continua. 

Ahk Italien chiarisce che “la Russia non è tra i principali partner per l’Italia o la Germania”. “L’import italiano da Mosca, infatti, nel 2020 non arrivava a nove miliardi e mezzo, mentre l’export si è attestato poco sopra i sette miliardi, secondo le stime Ice. Per la Germania, la Russia non figura nemmeno tra i primi dieci Paesi per rilevanza dei volumi totali di scambio commerciale”, dice.  

“È chiaro, però, che bisogna considerare anche la dipendenza energetica dalla Russia. Il 59% dell’import tedesco da Mosca è rappresentato da petrolio e gas naturale, per un totale di 19,4 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2020”, aggiunge.  

“È chiaro che l’attuale situazione pone delle sfide al sistema produttivo tedesco, e indirettamente anche a quello italiano: per molti dei settori al centro del nostro interscambio, dal chimico-farmaceutico alla siderurgia fino alla produzione di macchinari, il tema dell’energia sarà centrale nel 2022, iscrivendosi anche nel contesto della transizione ecologica e del caro prezzi”, conclude la Camera di commercio Italo-germanica. 

(Adnkronos – Lavoro)

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