Passive house: caratteristiche e possibili sviluppi



Roma, 24 feb. Che la si chiami con il termine tedesco Passivhaus o con il più noto passive house, la “casa passiva” è uno standard edilizio che ha come focus principali le prestazioni energetiche e il comfort abitativo di un edificio. In sintesi, si tratta di una particolare tipologia immobiliare green progettata in modo da essere quanto più possibile autosufficiente a livello energetico, il che significa eliminare o quanto meno ridurre ai minimi termini, la dipendenza da forniture energetiche esterne. Un concept ispirato alla massima efficienza energetica e al minimo impatto ambientale in linea con le direttive sullo sviluppo sostenibile. Per questo la progettazione di passive house prevede, ad esempio, particolare attenzione alla scelta dei materiali per ottenere il massimo livello di isolamento termico e all’esposizione ai raggi solari, in modo da ottimizzarla in termini di calore ma anche di luce.
Le caratteristiche fondamentali di una passive house sono:
– Massimo livello di isolamento termico per evitare dispersioni di calore e ridurre il consumo di energia per riscaldamento nei mesi freddi o per raffrescamento nei mesi caldi.
– Involucri ad elevata tenuta all’aria
– Riduzione dei ponti termici ovvero delle parti critiche dell’edificio soggette a dispersioni termiche e differenze di temperatura tra esterno e interno che causano condensa e muffe
– Serramenti e finestre ben coibentate con doppi o tripli vetri
– Impianti di ventilazione a meccanica controllata con recupero di calore per un costante ricambio dell’aria interna
– Studio della posizione e dell’ombreggiatura dell’edificio in modo da poter sfruttare al massimo i raggi solari
Naturalmente a seconda della zona dove viene edificata una passive house i progettisti devono considerare parametri come per esempio il raffrescamento passivo sfruttando al massimo la ventilazione naturale, in funzione di garantire il massimo del comfort abitativo con il minor consumo di risorse energetiche.
Potenzialità delle passive house
Il primo modello di passive house risale ai primi anni ’90 in Germania. Da allora ne sono seguiti altri anche di edifici plurifamiliari e complessi abitativi. In Italia il primo progetto è del 2001 realizzato in Val Venosta. Le prospettive delle passive house in ottica di sostenibilità ambientale sono piuttosto consistenti sulla base di un concept che utilizza in maniera più efficiente e smart le risorse naturali riducendo al minimo i sistemi tradizionali. Naturalmente questo comporta l’impiego di impianti, materiali e soluzioni ad alta efficienza come sistemi di circolazione dell’aria e infissi ad alta tenuta. Ma a monte di tutto si trova una progettazione attenta di soluzioni edilizie ad hoc, come cappotti termici e coibentazione dei muri a regola d’arte per evitare dispersioni di calore e sprechi energetici.

(Adnkronos)