Mogol: “Mahmood-Blanco e Achille Lauro a Eurovision Song ottimo anche per Siae”


“Vetrina internazionale importante per la musica italiana”
Roma, 22 feb. “Non guardo la tv, non ho visto neanche il Festival di Sanremo… ma certo che avere due artisti italiani, la coppia Mahmood & Blanco e Achille Lauro, all’Eurovision Song Contest, è certamente un’ottima notizia anche vista sotto il profilo della Siae, a livello promozionale è sicuramente un aspetto positivo”. E’ quanto osserva Giulio Rapetti, in arte Mogol, presidente della Siae e fondatore della scuola-università Centro Europeo di Toscolano, intervistato dall’AdnKronos. “Più musica si fa, più musica si ascolta, più musica si compra e più musica si balla e meglio è per l’arte e per l’industria musicale italiana”, commenta.
“Per combinazione, ho visto l’esibizione di Achille Lauro perché mi trovavo proprio a San Marino”, riferisce Mogol, con riferimento all’evento ‘Una Voce per San Marino’ che – alla pari del Festival di Sanremo – assegnava un posto alla manifestazione una volta conosciuta con il nome di Eurofestival; posto guadagnato appunto da Achille Lauro con la sua vittoria, affiancando così Mahmood e Blanco a loro volta trionfatori a Sanremo 2022.
“L’Eurovision Song Contest, dopo la vittoria lo scorso anno dei Maneskin, è diventato una vetrina internazionale importante per la musica italiana e per la sua diffusione in tutto il mondo – sottolinea Mogol, autore del recente volume ‘Oltre le parole’, antologia commentata dei suoi testi – questo è molto importante, lo è dai tempi di Domenico Modugno e di ‘Volare’… e questo fa bene anche allo stesso Festival di Sanremo, alla Rai che trasmette le due rassegne e, ovviamente, anche alla nostra Siae”.
Un’altra buona notizia, osserva ancora Mogol, “arriva dalle annunciate riaperture di discoteche e sale da ballo, sperando che si vada sempre verso un miglioramento della situazione rispetto al Covid, per cui non dobbiamo mai finire di ringraziare i medici, gli infermieri, gli scienziati e i vaccini. In tal senso, è davvero preoccupante che, parlando dell’Italia, ci siano ancora cinque milioni di No Vax che non riescono a comprendere come il nemico non sia il vaccino ma il virus e che continuino a dare ascolto non alla scienza ma alle tante balle che circolano sui social. D’altro canto, ci sono ancora persone, anche di cultura, che credono ai maghi e alle superstizioni…”.
(di Enzo Bonaiuto)

(Adnkronos)