PATRIZIO BERTIN: “TERZIARIO PENALIZZATO DAL CARO ENERGIA”


BERTIN (PRESIDENTE CONFCOMMERCIO VENETO E ASCOM CONFCOMMERCIO PADOVA): “I PROBLEMI LEGATI AL CARO ENERGIA RIGUARDANO ANCHE IL MONDO DEL TERZIARIO”

“Magari non avessimo problemi con l’aumento spropositato dei costi dell’energia!”
Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto e dell’Ascom Confcommercio di Padova ritiene necessario che, se la Regione intende attivarsi sul fronte energetico, della partita debba necessariamente far parte anche il mondo del terziario.
“Intanto va detto che il governo – puntualizza – deve adottare misure strutturali contro il caro energia, altrimenti per le imprese, tutte le imprese, saranno dolori”.
Che il trend rialzista sulla bolletta energetica delle imprese rappresenti una vera e propria emergenza, non vi è alcun dubbio e Bertin ne aveva parlato con l’assessore regionale Roberto Marcato.
“Se non interverranno robuste misure di contenimento – sottolinea il presidente –  per il prossimo primo trimestre 2022 Confcommercio stima incrementi dei costi dell’elettricità e del gas compresi tra il 38% e il 42%: mica briciole!”
Confcommercio ha fatto anche alcuni esempi, a legislazione vigente e con gli automatismi in essere.
Ne è venuto fuori che per un negozio con potenza impegnata di 35 chilowatt e consumo annuo 75 mila chilowattora, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe di oltre 6 mila euro su base annua su un totale di 19 mila euro.
Per un ristorante con potenza impegnata di 50 chilowattora e consumo di 100 mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno agli 8.500 euro annui su un totale di 28 mila euro.
Per un albergo con potenza impegnata di 90 chilowattora e consumo di 260 mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno ai 20 mila euro annui su un totale di 65 mila euro. A questi poi si aggiunge anche l’aumento della bolletta del gas per altri 8 mila euro per un albergo tipo su un totale annuo di 19 mila euro.
“Ci stiamo accorgendo – conclude Bertin – che la dipendenza dalle forniture estere rende l’Italia più vulnerabile e più esposta a forti oscillazioni dei prezzi delle commodities. Che poi sia necessaria una riforma della struttura della bolletta energetica, anche affrontando il nodo degli oneri generali di sistema, questa direi che deve essere una priorità per il governo e, per quelle che sono le sue competenze, anche un impegno della Regione”.
Senza dimenticare gli esborsi che dovranno fare le famiglie e che, giocoforza, andranno ad incidere sulle loro disponibilità e dunque, a cascata, sulle attività del commercio, del turismo e dei servizi.
“Lo stesso studio della nostra confederazione – conclude il presidente della Confcommercio regionale e padovana – ha evidenziato che se nel 2020 le famiglie italiane hanno speso in media 1.320 euro per le spese per energia elettrica e gas (pari al 4,7% della spesa totale annuale) l’esborso è salito a 1.523 euro nel 2021 con un aumento di oltre 200 euro. Ancora più difficile appare la situazione in prospettiva: nel 2022 questa cifra dovrebbe salire a quasi 1.950 euro (+426 euro rispetto al 2021) arrivando a rappresentare il 6,1% dei consumi”.
E se 2 + 2 fa ancora 4 significa che quel 6,1% di reddito familiare sarà destinato a pagare le bollette riducendo i consumi.

PADOVA, 29 DICEMBRE 2021

(Ascom Padova)