CONSUMI NATALIZI VERSUS INFLAZIONE E CARO BOLLETTE


IL BUON TREND DEI CONSUMI NATALIZI COSTRETTO A CONFRONTARSI CON INFLAZIONE E CARO BOLLETTE: NEL PRIMO TRIMESTRE 2022 AUMENTI PREVISTI TRA IL 38% ED IL 42%.
IL PRESIDENTE DELL’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA, BERTIN: “RIFORMARE LA STRUTTURA DELLA BOLLETTA ENERGETICA”.

“Peccato, perché il buon trend registrato nei consumi prenatalizi rischia di essere, a causa dell’inflazione e del caro bollette, un fuoco fatuo”.
Il presidente dell’Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin, incassa il buon risultato di queste settimane ma guarda con preoccupazione ai mesi che verranno.
“Il governo – dichiara senza mezzi termini – deve adottare misure strutturali contro il caro energia, altrimenti per le imprese, tutte le imprese, saranno dolori”.
La prospettiva, infatti, non è delle più rosee: elettricità e gas aumenteranno intorno al 40% e se consideriamo che l’inflazione, a Padova, ha raggiunto il 4,3% tendenziale già nel mese di novembre, per le famiglie i margini di spesa, una volta drenati i portafogli dalle cosiddette “spese non comprimibili”, saranno molto ridotti.
“Uno studio di Confcommercio – continua il presidente dell’Ascom padovana – ha rivelato che se nel 2020 le famiglie italiane hanno speso in media 1.320 euro per le spese per energia elettrica e gas (pari al 4,7% della spesa totale annuale) l’esborso è salito a 1.523 euro nel 2021 con un aumento di oltre 200 euro. Ancora più difficile appare la situazione in prospettiva: nel 2022 questa cifra dovrebbe salire a quasi 1.950 euro (+426 euro rispetto al 2021) arrivando a rappresentare il 6,1% dei consumi”.
Ecco allora che le difficoltà di taluni settori, già duramente colpiti dalla crisi, finiranno per accentuarsi.
“Il che significa – puntualizza Bertin – che nel nostro Paese vanno necessariamente ripensate le politiche energetiche e va impostata una diversa strategia di prezzo per i relativi consumi“.
Che il trend rialzista sulla bolletta energetica delle imprese rappresenti una vera e propria emergenza, non vi è alcun dubbio.
“Se non interverranno robuste misure di contenimento – sottolinea il presidente dell’Ascom di Padova –  per il prossimo primo trimestre 2022 Confcommercio stima incrementi dei costi dell’elettricità e del gas compresi tra il 38% e il 42%: una sciagura!”

Confcommercio ha fatto anche alcuni esempi, a legislazione vigente e con gli automatismi in essere.
Ne è venuto fuori che per un negozio con potenza impegnata di 35 chilowatt e consumo annuo 75 mila chilowattora, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe di oltre 6 mila euro su base annua su un totale di 19 mila euro.
Per un ristorante con potenza impegnata di 50 chilowattora e consumo di 100 mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno agli 8.500 euro annui su un totale di 28 mila euro.
Per un albergo con potenza impegnata di 90 chilowattora e consumo di 260 mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno ai 20 mila euro annui su un totale di 65 mila euro. A questi poi si aggiunge anche l’aumento della bolletta del gas per altri 8 mila euro per un albergo tipo su un totale annuo di 19 mila euro.
“Ci stiamo accorgendo – conclude Bertin – che la dipendenza dalle forniture estere rende l’Italia, per altri versi in vantaggio rispetto agli altri Paesi, più vulnerabile e più esposta a forti oscillazioni dei prezzi delle commodities. Che poi sia necessaria una riforma della struttura della bolletta energetica, anche affrontando il nodo degli oneri generali di sistema, questa direi che deve essere una priorità per il governo”.

PADOVA 23 DICEMBRE 2021

(Ascom Padova)