Giustizia, Mazzeo (Federico II): “Gira ancora un terremoto di documenti cartacei”

“Nella giustizia italiana gira ancora un terremoto di documenti cartacei, in alcuni casi sono sì dematerializzati ma con metadati errati che ne limitano l’immissione attiva nel ciclo di sviluppo informatico del settore”. Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Antonino Mazzeo, professore emerito di impianti per l’elaborazione delle informazioni all’Università Federico II di Napoli. 

“Il dominio, ovvero l’insieme delle risorse hardware e software, mediante il quale il ministero della Giustizia tratta in via informatica e telematica qualsiasi tipo di attività, di dato, di servizio, di comunicazione e di procedura, è chiuso rispetto ad altri sistemi – spiega – come quello degli avvocati o delle forze di polizia. Gli interscambi di informazioni, come ad esempio un avviso di garanzia, diventano quindi farraginosi”. 

“E’ complesso portare l’innovazione tecnologica in domini specifici come quello della giustizia. E’ infatti necessario definire un concetto unico di ‘algoritmo giuridico’, in modo da introdurre univoche modalità di trattamento dei dati”, dice. 

“Nel settore della giustizia – avverte – le tecniche degli algoritmi si usano nella parte delle indagini. Nell’investigazione, le forze di polizia e i magistrati possono ricorrere ad algoritmi specifici per procedere all’individuazione in base a certe caratteristiche, come ad esempio i profili delinquenziali”.  

“Il settore giustizia si sta già aprendo alla digitalizzazione e infatti dal 13 al 15 dicembre ci sarà un seminario su questo organizzato dalla Scuola superiore di magistratura a CastelCapuano a Napoli, i cui lavori verranno poi diffusi a tutti i magistrati in Italia e che costituisce un’occasione di riflessione sui temi dell’intelligenza artificiale e delle sue concrete applicazioni nel settore giuridico”, annuncia. 

Il corso, al quale parteciperà Antonino Mazzeo come relatore, si occuperà anche dei primi documenti normativi. Si approfondirà il testo dell’articolo 14 del codice della Privacy, trasfuso nell’articolo 22 del nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, entrato in vigore il 25 maggio 2018, dove si stabilisce che nessun atto o provvedimento giudiziario o amministrativo che implichi una valutazione del comportamento umano può essere fondato esclusivamente su un trattamento automatizzato di dati personali al fine di definire il profilo o la personalità del soggetto interessato.  

In ultimo, sarà esaminata la prima Carta etica europea sull’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi giudiziari e in ambiti connessi, adottata dalla Cepej il 3-4-dicembre 2018. Inoltre, saranno oggetto di approfondimento i temi legati ai metodi innovativi per la documentazione giuridica, l’analisi della lingua giuridica, la progettazione e la gestione di sistemi informativi giuridici, la produzione di documenti giuridici, dei metodi e modelli formali per la categorizzazione, la descrizione strutturale e l’analisi semantica di testi giuridici e della interoperabilità dei dati stessi per garantire un più ampio accesso alla documentazione giuridica e per elaborare metodi basati su sistemi intelligenza artificiale in tale ambito. 

 

(Adnkronos – Lavoro)

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