EFFETTO PANDEMIA: TANTI I CARTELLI DI “CERCASI PERSONALE”


TANTI CARTELLI DI RICERCA DI PERSONALE NEI NEGOZI, BAR E RISTORANTI DI PADOVA: UN EFFETTO DELLA PANDEMIA.
BERTIN (PRESIDENTE ASCOM CONFCOMMERCIO): “INEVITABILE: DA SOLI COPRIAMO IL 40% DEL TOTALE DEI POSTI LAVORO”

Negli ultimi giorni più di qualcuna/o è stata/o trovata/o, ma ciò non toglie che la ricerca di personale, nei negozi, nei bar e nei ristoranti, resti uno dei problemi cui fanno fronte con difficoltà le imprese del terziario.
“Colpa della pandemia – commentano all’Ascom Confcommercio di Padova – che ha “drenato” personale nei mesi più bui e che ancora continua a frenare l’ingresso nelle attività che rappresentiamo”.
Il risultato, come l’Ascom ha documentato in un’indagine svolta lo scorso fine settimana nelle vie del centro cittadino di Padova, è che non si erano mai viste tante vetrine con esposto il classico “cercasi”.
Si va dal semplice “cercasi commessa” ai più specifici “cercasi cassiera”, o “cercasi personale a chiamata” o ai più sofisticati “cercasi personale alla vendita” o “cerchiamo talenti da inserire nel nostro team”.
C’è poi chi cerca sì personale per il proprio negozio ma solo “con almeno tre anni di esperienza” e chi invece si accontenta di due; chi offre il part-time ma anche chi cerca uno “store manager” evidentemente con esperienza. Spesso non espongono nemmeno il cartello, ma anche per bar e ristoranti la musica è la stessa, magari con qualche difficoltà in più se le defezioni hanno riguardato la cucina.
“La pandemia – spiega il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – per le imprese del terziario non ha avuto effetti solo sui mancati introiti durante il lockdown, ma anche sul personale. Quando le chiusure hanno costretto le nostre imprese ad accedere alla cassa integrazione, più di qualcuno dei nostri collaboratori, legittimamente, ha cercato un altro lavoro in quelle imprese che non hanno dovuto chiudere. E se qualcuno ha sofferto per questo passaggio e appena ha potuto è tornato sui suoi passi, altri hanno trovato che la nuova sistemazione magari si “tagliava” meglio nei confronti della propria personalità e hanno definitivamente cambiato comparto”.
Non solo. I quasi due anni di stop hanno interrotto quel flusso di lavoratori anche temporanei, talvolta studenti, che tradizionalmente si presentava al proprio negozio di riferimento per fare la “campagna natalizia”.
“Adesso è come se fossimo tornati all’”anno zero” – continua Bertin – ed è come se anche il mondo del lavoro, come è avvenuto per tantissime nostre attività, abbia bisogno di ricalibrare la propria offerta”.
Nel frattempo si procede a vista e si portano e si accettano curriculum.
“D’altra parte – continua il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova – se consideriamo che il cosiddetto “terziario di mercato” (cioè senza il settore pubblico) copre circa il 40% dell’occupazione totale, capiamo bene che è qui che si le variazioni sono più sensibili”.
Infine una considerazione.
“Il Paese – conclude Bertin – temeva per la mole di licenziamenti non appena fosse stato tolto il blocco. Ci siamo invece trovati a dover affrontare, almeno per quanto ci riguarda, il problema opposto”.

PADOVA 1° DICEMBRE 2021

(Ascom Padova)

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