Evergrande vicina al fallimento

Oggi vorrei parlarvi della società Evergrande Ltd. di Hong Kong che ha attivato, secondo il mio parere, la “bomba” sull’obbligazionario internazionale. Questo colosso cinese che opera nel campo dello sviluppo immobiliare sta crollando sotto il peso dei suoi 100 miliardi di dollari di debiti.

La China Securities Depository and Clearing aveva già portato a zero il rapporto di conversione dell’obbligazione con scadenza a luglio 2022  Il possibile fallimento del colosso immobiliare rischia uno tsunami sul settore e sullo stesso assetto bancario del Paese.

La richiesta di un piano di risanamento e di gestione del debito inviata al Governo cinese, seguiti dagli  annunci delle dismissioni di immobili a Guangzhou e lo smantellamento del quartier generale della società a Hong Kong non sono serviti ad evitare alla  holding  un venerdì nero (3 settembre) che l’ha portata vicino al baratro e al punto di non ritorno.

Sulla situazione del gruppo  cinese sono puntati anche gli occhi di Zhang Jindong, noto ai tifosi di calcio italiani in quanto controlla l’Inter  attraverso Suning Holdings Group e le squadre Suning ed Evergrande (attualmente allenata da Cannavaro).  Proprio nel  2017 Zhang, non attraverso la quotata Suning.com ma tramite una controllata di Suning Appliance, ha anticipato ad Evergrande capitali per 20 miliardi di yuan (circa 2,6 miliardi di euro), sottoscrivendo azioni di classe A di Evergrande Real Estate, nota anche come Hengda Real Estate, destinate alla quotazione in borsa, con la promessa di forti dividendi. Naturalmente la quotazione è saltata ed i titoli azionari ed obbligazionari cedono vistosamente, e Mr Zhang rischia di vedersi azzerare il capitale di oltre 2.6 miliardi di euro anticipati alla Evergrande.

Zhang Jindong aveva quindi  aiutato il più grande, ed indebitato, gruppo del real estate cinese, Evergrande, a evitare il cash crunch, ma il problema non è stato risolto.

Nell’ultimo anno i profitti di Evergrande sono crollati del 29% circa corrispondenti a  1,6 miliardi di dollari in cifra assoluta. Evergrande è a corto di liquidità e le banche lo sanno. Avranno senz’altro visto l’opportunità di spartirsi a costo bassissimo gli asset e le proprietà della Evergrande mettendola sotto pressione, tagliando le linee di credito e chiedendo il rientro (anche parziale) dei prestiti.(https://www.calcioefinanza.it/2021/09/06/evergrande-default-suning/)

“Le case sono costruite per essere abitate, non per speculazione”,  aveva detto a marzo 2019 il presidente cinese Xi Jinping. Ma gli appartamenti rimasti vuoti erano allora stimati in 65 milioni di unità, il 22% del totale delle proprietà urbane.

Come gia’ avvenuto per il Giappone trent’anni prima, l’innesco del domino fatale proviene dalle   società immobiliari che,  dopo aver attinto per anni ai prestiti facili,  oggi si ritrovano sepolte dai debiti.

Gli interventi  del Governo cinese  hanno impresso ancora più vigore e spinta alla  furiosa recente escalation di vendite di azioni e obbligazioni di Evergrande, lo sviluppatore più indebitato della Cina.

Evergrande si era affrettata a ridurre l’indebitamento e a vendere asset negli ultimi mesi ma, nonostante queste azioni, ha ancora 572 miliardi di Rmb (89 miliardi di dollari) di debito e questa settimana  il valore dei suoi titoli azionari ha subito ulteriori forti cali.

Evergrande ha accusato gli “effetti implosivi” dei recenti “rapporti negativi” emessi da banche e società finanziarie che hanno portato anche a ritardi negli esborsi per le spese di costruzione e pagamenti ai fornitori. Le azioni negoziate a Hong Kong quest’anno sono crollate di oltre il 70%.

Il panico intacca naturalmente anche i titoli obbligazionari: l’obbligazione offshore in scadenza nel 2025 è stata scambiata a 26 centesimi di dollaro, di gran lunga il minimo mai registrato. Un’altra obbligazione in scadenza il prossimo anno è scambiato a 35 centesimi di dollaro. Bloomberg News ha riferito venerdì scorso che due dei maggiori creditori non bancari avevano chiesto il rimborso immediato di alcuni prestiti.

La volatilità del mercato intorno a Evergrande ha provocato una più ampia svendita tra gli emittenti cinesi ad alto rendimento di obbligazioni denominate in dollari. Un indice ICE e Bank of America hanno mostrato rendimenti medi in calo di circa il 13% rispetto alla settimana precedente e a meno del 10% rispetto al mese di giugno.

Si ricorda che anche lo scorso anno a Shanghai era stata interrotta la  negoziazione di alcune obbligazioni di Evergrande, per questioni relative ai piani di quotazione di una filiale, che aveva suscitato preoccupazioni per una crisi di liquidità (che si sta presentando ora).

Daniela Turri

[email protected]

www.fib30online.it

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