Comunicato stampa: “UrbArt – Germogli d’arte nel territorio”

“UrbArt – Germogli d’arte nel territorio” è la seconda mostra multidisciplinare che nasce dalla collaborazione tra le associazioni Marga Pura e Teatro Invisibile e il Settore Verde, Parchi e Agricoltura Urbana del Comune di Padova.
Anche questa volta al centro dell’esposizione c’è Urbart, il progetto ideato per recuperare le ceppaie di alberi destinati all’abbattimento trasformandole in opere d’arte.

Dal 7 settembre al 4 ottobre i Giardini Pensili di Palazzo Moroni si riempiranno di foto, opere lignee e poesie che raccontano i quattro anni del progetto che, iniziato nel 2018, è stato presto preso ad esempio da altre realtà ed oggi conta 25 sculture su un territorio che va da Padova a Venezia, passando per Villafranca, Vigonza e l’Ospedale ai Colli sede dell’Ulss 6 Euganea.
La mostra precedente “Semi d’arte nei quartieri”, realizzata lo scorso ottobre sempre a Palazzo Moroni, raccontava i primi passi dell’iniziativa, dall’ideazione alla realizzazione delle opere fino agli eventi culturali che hanno animato le inaugurazioni delle stesse.
La nuova edizione raccoglie trentuno foto d’autore scattate da Martina Andreetta, Pier Giorgio Cargasacchi, Antonio Cargnello, Domenico Carron, Sara Celeghin, Gianluca Jean Cerioni, Claudia Chiggio, Geppy Lawson Fantin, Mauro Mazzonetto, Samuel Silvestrin e Matteo Turco che ritraggono le opere realizzate da scultori locali e di fama internazionale, quali Sara Celeghin, Chiton (Claudia Chiggio e Roberto Tonon), Mauro Ferrari, Marta Fresneda Gutierrez, Matteo Gandini, Mauro Pietro Gandini, Lionello Nardon, Marco Martalar, Daniela Romagnoli, Samuel Silvestrin, Lara Steffe, Marco Zecchinato, Gian Luigi Zeni.

La mostra, che oltre alle foto ospita poesie di Franca Fiorentin e opere lignee, sarà inaugurata martedì 7 settembre, alle ore 18:00, alla presenza degli artisti, dell’assessora al verde Chiara Gallani e dell’assessora alla cultura del Comune di Villafranca Padovana Anna Giulia Friso.
Il vernissage della mostra sarà anche l’occasione per inaugurare “Con-tatto” l’installazione realizzata durante l’estate in via Venezia dall’artista Marco Martalar, noto per il “Leone alato di Vaia” e per “La custode” realizzata sull’isola della Certosa a Venezia. Con-tatto è un’opera d’arte di notevoli dimensioni – circa otto metri di lunghezza per due metri e mezzo di altezza – che rappresenta due mani in avvicinamento poco prima di toccarsi. L’immagine, che omaggia il dipinto di Michelangelo nella Cappella Sistina in cui la mano di Dio si avvina a quella di Adamo, evoca i lunghi mesi trascorsi in cui il contatto fisico è stato negato a causa della pandemia. E’ stata realizzata con il legno derivante dall’abbattimento di alcuni alberi nel Comune di Padova e da tronchi caduti durante la tempesta Vaia, utilizzati per dare nuovo valore artistico al materiale di scarto e creare un ulteriore collegamento e dialogo tra la pianura e le nostre montagne.
Con l’occasione, verranno inaugurate anche “Eco” realizzata da Marco Zecchinato a Villafranca Padovana e “Vanità e innocenza” realizzata da Mauro Ferrari a Vigonza.

Dichiarazione di Chiara Gallani, assessora al verde: “Quello di UrbArt è ormai un progetto consolidato, nato per dare nuova vita ad alberi che dovevano essere abbattuti per ragioni di sicurezza e che non potevano essere sostituiti in quelle sedi. Grazie agli interventi artistici realizzati sulle parti residue dei tronchi ancora radicati nel terreno, quegli esemplari sono stati così trasformati e rigenerati, dando loro nuove forme e nuovi significati. La dimensione artistica del progetto è stata inoltre ulteriormente enfatizzata dalle performance artistiche (di danza, musica, circo, teatro, bodypainting, acroyoga) e le attività culturali tenutesi in prossimità delle sculture e nei parchi cittadini adiacenti. La grande mostra collettiva che inauguriamo il 7 settembre ha il pregio di rendere evidente a colpo d’occhio il valore complessivo dell’intero percorso svolto, mettendo insieme scatti fotografici delle opere, testi poetici e alcune opere d’arte scolpite dagli stessi artisti che hanno preso parte al progetto, come Marco Martalar, autore di Con-tatto, l’imponente opera realizzata recentemente a via Venezia che raffigura due grandi mani che si sfiorano, un simbolo molto forte del valore irrinunciabile del contatto fisico con l’altro. Un’opera costruita tra l’altro anche con legno proveniente dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia. Anche in questo caso un esempio concreto di “rinascita” e allo stesso tempo un monito rispetto ai rischi che il cambiamento climatico porta con sé e che dobbiamo imparare a gestire nel miglior modo possibile. Dopo il tempo “sospeso” della pandemia, la speranza di tutti è infine che Padova possa avviarsi presto sulla strada della normalità, risollevandosi a partire dal suo grande patrimonio di bellezza e cultura, che iniziative come questa contribuiscono certamente a consolidare“.

Dichiarazione di Sara Celeghin, associazione Marga Pura: “UrbArt è un progetto articolato in cui l’arte incontra la comunità e lo fa attraverso la trasformazione del materiale di scarto ligneo portando una rinnovata attenzione all’elemento naturale e al suo potenziale, valorizzando al contempo alcuni luoghi della città, per mezzo delle sculture ma anche degli eventi culturali ad esse collegati“”.

(Padovanet – rete civica del Comune di Padova)