UE: COLDIRETTI, CON RIFORMA AGRICOLA AL VIA PROGRAMMAZIONE. LA PAC IN VENETO VALE 600 MLN L’ANNO

UE: COLDIRETTI, CON RIFORMA AGRICOLA AL VIA PROGRAMMAZIONE. LA PAC IN VENETO VALE 600 MLN L’ANNO

UE: COLDIRETTI, CON RIFORMA AGRICOLA AL VIA PROGRAMMAZIONE

LA PAC IN VENETO VALE 600 MLN L’ANNO

29 giugno 2021 – L’accordo sulla riforma della Politica Agricola Comune (Pac) è importante per consentire la programmazione degli investimenti nelle aziende agricole italiane. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del compromesso sulla riforma della Pac. E’ importante ora che anche il Parlamento Europeo approvi la riforma con risorse che – sottolinea la Coldiretti – per l’intero periodo 2021-2027 ammontano a circa 50 miliardi di euro, di cui 34 miliardi dal 2023 al 2027. La ricaduta in Veneto – commenta Coldiretti – vale circa 600 milioni di euro annui che confrontati con una produzione lorda vendibile che supera 5,8 mln di euro, incidono poco più del 10 per cento sull’attività agricola. Strategici per alcuni comparti (seminativi, carne bovina) e territori (come la montagna) i finanziamenti Ue rappresentano per il Veneto un sostegno per oltre 60mila aziende agricole che investono in competitività e ammodernamento per mantenere i primati nazionali di una regione ai vertici della produttività agroalimentare nazionale.

Tra gli elementi significativi della riforma va sottolineato il tema della condizionalità sociale (obbligatoria a partire dal 2025, facoltativa fin da subito, dal 2023) e dei diritti dei lavoratori sostenuto dalla Coldiretti che – sostiene Prandini – chiede di garantire adeguatamente i redditi degli agricoltori, premiare comportamenti virtuosi in coerenza anche con il Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza, di affrontare i danni provocati dai cambiamenti climatici e favorire il ritorno alla terra in atto nelle giovani generazioni. In questo senso – continua Prandini –è importante che si compiano scelte coerenti e coraggiose in termini di trasparenza per il consumatore, estendendo a tutti i prodotti l’obbligo dell’indicazione del paese d’origine e respingendo sistemi di etichettatura nutrizionali fuorvianti come il Nutriscore. Positivo è – conclude Prandini – l’avvio nell’ambito della Pac del dibattito relativo alle restrizioni alle importazioni extracomunitarie vietando l’ingresso nell’Unione di prodotti che non rispettino gli standard intesi come criteri di produzione Ue come pure i limiti di tolleranza per i pesticidi presenti sui prodotti importati.

(Coldiretti Veneto)

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