Lavoro, Francini (Work Day): “Dopo pandemia gestione risorse umane va rivoluzionata”

Nel mondo del lavoro, dopo la pandemia, “è fondamentale rimodernare e rivoluzionare il mondo dell’Hr, che non è più solamente ‘amministrativo’ e non è più la gestione ‘old fashion’ del talento: è un mondo di specialisti a livello sia di fornitori sia a livello di leader che gestiscono le risorse umane nelle aziende. Il modo di gestire le risorse umane va rivoluzionato”. Lo ha detto Federico Francini, Country manager, Workday, Italia durante la conferenza stampa virtuale sugli insight emersi dalle recenti ricerche sviluppate in esclusiva da Yonder e Peakon sugli strumenti per riallineare e preparare i talenti per il futuro del lavoro. 

“La modalità e l’efficacia del coinvolgimento dei dipendenti -ha aggiunto Francini- è soprattutto avere a disposizione dei dati fruibili, in real time e attraverso tutti i processi che rappresentano la gestione delle risorse umane: questo è un elemento chiave. L’incertezza nel mondo del lavoro continuerà ad accompagnarci anche nel prossimo futuro e quindi serve un tecnologia che permetta di introdurre la giusta dinamicità, agilità, per affrontare un mondo che sicuramente cambierà e dovremo essere tutti pronti ad affrontare qualsiasi cambiamento. Noi in Work Day questo problema lo chiamiamo Acceleration Gap che non è altro che il divario con cui un’azienda oggi con le risorse disponibili, è in grado di funzionare e generare business, e l’accelerazione richiesta dal mercato all’aumentare di alcune variabili esterne a volte prevedibili a volte no (volatilità del mercato, il volume dei dati da analizzare, la digital trasformation). Le aziende che non saranno in grado di seguire l’accelerazione chiesta dal mercato rischiano di andare fuori strada’”. 

Francini ha illustrato la ricetta per gli Hr che propone Work Day, azienda specializzata su questo segmento fin dalla sua fondazione: “Riteniamo -ha detto – che le fondamenta solide di una digitalizzazione dell’Hr partano dall’avere qualcosa basati sui dati quindi una piattaforma organica, automatizzata, cloud e che possa attraversare in modo trasparente tutti i processi dell’Hr. Un quadro in realtà con un approccio data-driven”. Occorre “avere un approccio molto flessibile e avere un’applicazione che sia in grado di adattare i processi al business e non il contrario con grande flessibilità di adattamento e, da ultimo, siccome oggi alle aziende è chiesto un metabolismo accelerato, riteniamo che sia fondamentale avere una ricalibrazione costante del business, dell’organizzazione con dei cicli di pianificazione e esecuzione strategie di analisi continua. Solo così un’azienda digitale moderna riesce a stare al passo coi tempi”, ha concluso.  

(Adnkronos – Lavoro)

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