CONTINUA NEI MERCATI DI CAMPAGNA AMICA LA PETIZIONE CONTRO IL FOTOVOLTAICO A TERRA. VERSO QUOTA MILLE FIRME IN POCHI GIORNI. CONSUMATORI E DISEGNI DI BAMBINI ANCHE A PADOVA

CONTINUA NEI MERCATI DI CAMPAGNA AMICA LA PETIZIONE CONTRO IL FOTOVOLTAICO A TERRA. VERSO QUOTA MILLE FIRME IN POCHI GIORNI. CONSUMATORI E DISEGNI DI BAMBINI ANCHE A PADOVA

CONTINUA NEI MERCATI DI CAMPAGNA AMICA LA PETIZIONE CONTRO IL FOTOVOLTAICO A TERRA

VERSO QUOTA MILLE FIRME IN POCHI GIORNI. CONSUMATORI E DISEGNI DI BAMBINI ANCHE A PADOVA

 

11 aprile 2021 – Oltre 500 firme a poche dal lancio della petizione solo a Rovigo. Con il contributo dei consumatori nei mercati di Campagna Amica di Belluno e oggi a Padova la petizione va verso le mille sigle già apposte sui moduli. I cittadini si sono rivolti ai produttori per sostenere la battaglia di Coldiretti contro il fotovoltaico a terra promossa dal comitato civico “Mamme Zero Consumo Suolo” capitanato dall’insegnante rodigina Elisabetta Russo che ha scosso le coscienze delle famiglie venete sul problema della sottrazione dei terreni fertili a favore dell’installazione di distese di pannelli solari.

A colpi di slogan e di selfie gli agricoltori sostengono l’operazione di sensibilizzazione attraverso i social. Nei tanti profili le posizioni di dissenso riempiono il web mentre il dibattito continua dai campi fino al Parlamento a colpi di disegni dei bambini e di interrogazioni. Obiettivo: fermare il progetto del mega parco di Loreo in Polesine e la deriva conseguente nel caso la Regione del Veneto si pronunciasse con l’ultimo ok.

Coldiretti Veneto ricorda che negli uffici regionali sono depositati numerosi progetti simili. Lo scetticismo della Coldiretti, oltre che sulla buona riuscita delle coltivazioni, riguarda appunto il consumo di suolo agricolo nonostante l’ampia disponibilità di altre superfici che possono essere usate. “La terra è la cosa più preziosa che abbiamo, ma non tutti sono d’accordo – commenta Carlo Salvan vice presidente regionale e provinciale di Rovigo –  senza citare tutti i riflessi negativi in termini paesaggistici e ambientali, l’orrore di questi parchi è dovuta alla loro estensione, ma anche la conformazione con vele alte circa 5/6 metri. Intere aree rurali diventeranno interamente artificiali, in lungo e in largo: è questo quello che vogliamo lasciare ai nostri figli? Questo significa togliere un pezzo di verde a tutte le famiglie non solo ai giovani agricoltori, che si vedono sottrarre suolo per coltivare o allevare. La nostra è una protesta civica che vuole coinvolgere tutti i fruitori della bellezza del paesaggio rurale, essendo quello polesano uno dei pochi rimasti in Veneto”.

“Multinazionali da ogni dove hanno messo gli occhi sul nostro territorio – continua Salvan –  La Shell Gas & Power, con sede nei Paesi Bassi, è coinvolta nel progetto di Loreo, società inglesi in altri presentati: siamo sicuri abbiano a cuore il Polesine o solo l’azionariato di riferimento? Nel caso di Rovigo poi, i proponenti affermano senza pudore che l’impianto porterà al ‘blocco delle colture intensive di mais, soia, e frumento. Immaginiamo anche le pedalate in bici all’ombra dei pannelli: è questo quello che vogliamo? Il rischio è che, in attesa dell’approvazione del progetto di legge 41 depositato in Consiglio del Veneto che individua le zone idonee agli impianti, siano molte altre le superfici interessate a questo scempio ambientale – conclude Carlo Salvan  – chiedo a tutti i cittadini veneti se sono d’accordo ad assistere a questa devastazione  che è uno schiaffo morale per chi ama il proprio territorio e per chi ci lavora rispettando la natura”.

(Coldiretti Padova)

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